التَّحْقِيقُ وَالإِيضَاحُ لِكَثِيرٍ مِنْ مَسَائِلِ
الحَجِّ وَالعُمْرَةِ وَالزِّيَارَةِ عَلَى ضَوءِ الكِتَابِ وَالسُّنَّة
L'accertamento e la chiarificazione di numerose questioni relative al Pellegrinaggio, alla ʿUmrah e alla Visita, alla luce della Libro e della Tradizione Profetica
لِسَمَاحَةِ الشَّيْخِ العَلَّامَةِ
عَبْدِ العَزِيزِ بْنِ عَبْدِ اللهِ بْنِ بَازٍ
رَحِمَهُ اللهُ
Autore: sua eminenza lo Shaykh, l'Erudito
ʿAbd al-ʿAzīz bin ʿAbd Allāh bin Bāz
بِسْمِ اللهِ الرَّحمَنِ الرَّحِيمِ
L'accertamento e la chiarificazione di numerose questioni relative al Pellegrinaggio, alla ʿUmrah e alla Visita, alla luce della Libro e della Tradizione Profetica
Introduzione dell'autore
In nome di Allāh, il Clemente, il Misericordioso.
Lode ad Allāh, Signore del creato. Invero, il buon esito è per i timorati. E che la preghiera e la pace siano concesse al Suo Servo e Messaggero, Muḥammad, sulla sua famiglia e su tutti i suoi compagni.
Or dunque:
Questo è un breve trattato sul Pellegrinaggio, sull'illustrazione dei suoi meriti e delle sue etichette, su ciò che è opportuno per colui che intende viaggiare per adempiere ad esso, e sull'illustrazione concisa e chiara di numerose e importanti questioni relative al Pellegrinaggio (Ḥajj), alla ʿUmrah e alla Visita (Zyārah). In esso ho ricercato con accuratezza ciò che è indicato dal Libro di Allāh e dalla Tradizione Profetica (Sunnah) del Suo Messaggero ﷺ (Allāh conceda in suo favore la preghiera e la pace). L'ho stilato quale buon consiglio (naṣiḥa) per i musulmani e in ottemperanza alla parola di Allāh, Sia elevato:
﴿وَذَكِّرْ فَإِنَّ الذِّكْرَى تَنْفَعُ الْمُؤْمِنِينَ 55﴾
"E [rivolgi] il ricordo, ché in verità l'esortazione è utile ai credenti" [Sūrat adh-Dhāriyāt: 55]. E il detto di Allāh, Sia elevato:
﴿وَإِذْ أَخَذَ اللَّهُ مِيثَاقَ الَّذِينَ أُوتُوا الْكِتَابَ لَتُبَيِّنُنَّهُ لِلنَّاسِ وَلَا تَكْتُمُونَهُ...﴾
"E quando Allāh strinse l'Alleanza con coloro che ricevettero la Scrittura: «La esporrete alla gente e non l'occulterete»" [Sūrat ʾĀl ʿImrān: 187], fino al termine di tale versetto. Oltre al detto di Allāh, Sia elevato:
﴿...وَتَعَاوَنُوا عَلَى الْبِرِّ وَالتَّقْوَى...﴾
"E aiutatevi in pietà e timore" [Sūrat al-Māʾidah: 2].
Ed anche in base al detto autentico in cui il Profeta ﷺ, il quale disse:
«الدِّينُ النَّصِيحَةُ، ثَلَاثًا، قِيلَ: لِمَنْ يَا رَسُولَ اللَّهِ؟ قَالَ: لِلَّهِ وَلِكِتَابِهِ وَلِرَسُولِهِ وَلِأَئِمَّةِ المُسْلِمِينَ وَعَامَّتِهِمْ».
«La religione è il buon consiglio (naṣiḥa)», e lo ripeté per tre volte. Gli chiesero: «Verso chi, o Messaggero di Allāh?». Rispose: «[In ottemperanza] ad Allāh, il Suo Libro, il Suo Messaggero, le autorità dei musulmani e [verso] la gente comune»1.
Aṭ-Ṭabarānī riporta che Ḥudhayfah—che Allāh Si compiaccia di lui—riferì che il Profeta ﷺ disse:
«مَنْ لَمْ يَهْتَمَّ بِأَمْرِ المُسْلِمِينَ فَلَيْسَ مِنْهُمْ، وَمَنْ لَمْ يُصْبِحْ وَيُمْسِ نَاصِحًا لِلَّهِ وَلِرَسُولِهِ وَلِكِتَابِهِ وَلِإِمَامِهِ وَلِعَامَّةِ المُسْلِمِينَ فَلَيْسَ مِنْهُمْ».
«Colui che non si preoccupa della condizione dei musulmani non è di loro; e colui che non si dedica mattina e sera al consiglio sincero (naṣīḥah) [in ottemperanza] ad Allāh, il Suo Messaggero, il Suo Libro, il suo governante e [verso] tutti i musulmani, non è di loro».2
Ad Allāh chiedo di rendere quest'opera utile a me e i musulmani, e di rendere lo sforzo profuso in essa un atto sincero per il Suo Nobile Volto e una via per il trionfo presso di Lui nei Giardini della Delizia. In verità, Egli è Colui che tutto ascolta e che tutto esaudisce. Egli ci basta, e qual Eccellente Garante.
Paragrafo:
Le prove relative all'obbligo del Pellegrinaggio e della ʿUmrah e all'adoperarsi per il loro adempimento
Ciò premesso, sappiate—Allāh conceda a me e a voi di conoscere la verità e di seguirla—che Allāh, il Potente, il Maestoso, ha prescritto ai Suoi servitori il Pellegrinaggio alla Sua Sacra Casa, e ne ha fatto uno dei pilastri dell'Islam, come disse Allāh, Sia elevato:
﴿...وَلِلَّهِ عَلَى النَّاسِ حِجُّ الْبَيْتِ مَنِ اسْتَطَاعَ إِلَيْهِ سَبِيلًا وَمَنْ كَفَرَ فَإِنَّ اللَّهَ غَنِيٌّ عَنِ الْعَالَمِينَ﴾
"[...] È un dovere per la gente il Pellegrinaggio per Allāh alla Casa, per coloro che ne hanno la possibilità. E chi rinnega, allora invero Allāh è Indipendente dal creato" [Sūrat Āl ʿImrān: 97].
E nei due "Ṣaḥīḥ" si tramanda che Ibn ʿUmar, Allāh Si compiaccia di lui e del padre, riferì che il Profeta ﷺ disse:
«بُنِيَ الإِسْلَامُ عَلَى خَمْسٍ: شَهَادَةِ أَنْ لَا إِلَهَ إِلَّا اللَّهُ، وَأَنَّ مُحَمَّدًا رَسُولُ اللَّهِ، وَإِقَامِ الصَّلَاةِ، وَإِيتَاءِ الزَّكَاةِ، وَصَوْمِ رَمَضَانَ، وَحَجِّ بَيْتِ اللَّهِ الحَرَامِ».
«L’Islam è stato eretto su cinque [pilastri]: la testimonianza che non vi è alcuna divinità [autentica] all'infuori di Allāh e che Muḥammad è Messaggero di Allāh, l'osservanza della preghiera, il versamento dell'imposta purificatoria, il digiuno di Ramadān, e il Pellegrinaggio alla Sacra Casa di Allāh»3.
E Saʿīd riportò nel suo "Sunan" da ʿUmar ibn al-Khaṭṭāb, Allāh si compiaccia di lui, che egli disse:
«Stavo per inviare uomini in queste regioni per imporre la jizyah (tributo per i non musulmani) su chiunque, che pur abbiente (lahū jidah4), non avesse ancora compiuto il Pellegrinaggio. Costoro non sono musulmani, costoro non sono musulmani!»5.
È stato riportato che ʿAlī , Allāh si compiaccia di lui, disse: «Chi, pur potendo compiere il Pellegrinaggio, lo tralascia, che muoia pure come ebreo o cristiano»6.
È obbligatorio per chi non ha compiuto il Pellegrinaggio, pur avendone la possibilità, di affrettarsi a compierlo; in base a quanto è stato riferito da Ibn ʿAbbās, Allāh si compiaccia di lui, che il Profeta ﷺ disse:
«تَعَجَّلُوا إِلَى الحَجِّ - يَعْنِي الفَرِيضَةَ - فَإِنَّ أَحَدَكُمْ لَا يَدْرِي مَا يَعْرِضُ لَهُ».
«Affrettatevi [nel compiere] il Pellegrinaggio– ovvero quello obbligatorio (il primo)–poiché nessuno di voi sa cosa gli possa accadere»7.
E altresì, si evince che l'adempimento del Ḥajj è un obbligo immediato (non posticipabile) per chi ne ha la possibilità in virtù del senso apparente delle parole di [Allāh], Sia elevato:
﴿...وَلِلَّهِ عَلَى النَّاسِ حِجُّ الْبَيْتِ مَنِ اسْتَطَاعَ إِلَيْهِ سَبِيلًا وَمَنْ كَفَرَ فَإِنَّ اللَّهَ غَنِيٌّ عَنِ الْعَالَمِينَ﴾
"[...] È un dovere per le genti il Pellegrinaggio [in ottemperanza al comando] di Allāh alla Casa, per coloro che ne hanno la possibilità. E chi rinnega, allora invero Allāh è Indipendente dal creato" [Sūrat Āl ʿImrān: 97]. E il detto del Profeta ﷺ nel suo sermone:
«أَيُّهَا النَّاسُ، إِنَّ اللَّهَ فَرَضَ عَلَيْكُمُ الحَجَّ فَحُجُّوا».
«O gente! In verità Allāh ha stabilito il Pellegrinaggio per voi, quindi eseguitelo»8.
Così come sono stati riportati detti profetici che indicano l'obbligatorio della ʿUmra, tra cui:
Quanto disse il Profeta ﷺ nella Sua risposta a Jibrīl (l'arcangelo Gabriele) quando gli chiese a proposito dell'Islam:
«الإِسْلَامُ أَنْ تَشْهَدَ أَنْ لَا إِلَهَ إِلَّا اللَّهُ وَأَنَّ مُحَمَّدًا رَسُولُ اللَّهِ، وَتُقِيمَ الصَّلَاةَ، وَتُؤْتِيَ الزَّكَاةَ، وَتَحُجَّ البَيْتَ وَتَعْتَمِرَ، وَتَغْتَسِلَ مِنَ الجَنَابَةِ، وَتُتِمَّ الوُضُوءَ، وَتَصُومَ رَمَضَانَ».
«L'Islam è che tu testimoni che non vi è altra divinità che Allāh, che Muḥammad è il Messaggero di Allāh, che tu esegua la preghiera, che tu devolva l'elemosina rituale, che tu esegua il Pellegrinaggio alla Casa e la ʿUmrah, che tu esegua l'abluzione maggiore per l'impurità maggiore, che tu perfezioni l'abluzione minore, che tu digiuna il mese di Ramaḍān»9. Riportato da Ibnu Khuzaymah e ad-Dāraquṭnī, dalla narrazione di ʿUmar bn al-Khaṭṭāb, che Allāh si compiaccia di lui, e ad-Dāraquṭnī disse: "Questa catena di trasmissione è solida e autentica".
Tra queste vi è il detto profetico narrato da ʿĀʾishah, Allāh Si compiaccia di lei, in cui chiese:
«يَا رَسُولَ اللَّهِ، هَلْ عَلَى النِّسَاءِ مِنْ جِهَادٍ؟ قَالَ: عَلَيْهِنَّ جِهَادٌ لَا قِتَالَ فِيهِ: الحَجُّ وَالعُمْرَةُ».
«O Messaggero di Allāh, vi è un jihād (lotta per la causa di Allāh) per le donne?». Rispose: «Su di loro vi è un jihād in cui non vi è combattimento: il Pellegrinaggio e la ʿUmrah»10. Riportato da Aḥmad e Ibn Mājah con una catena di trasmissione autentica.
L'obbligo del Pellegrinaggio e della ʿUmrah si limita a una sola volta nella vita, in base a quanto disse il Profeta ﷺ in un ḥadīth autentico:
«الحَجُّ مَرَّةٌ، فَمَنْ زَادَ فَهُوَ تَطَوُّعٌ».
«Il Pellegrinaggio è una volta, e se lo si ripete è su base volontaria»11.
È pratica raccomandabile compiere di frequente il Pellegrinaggio e la ʿUmra su base volontaria; in base a quanto è stato autenticato nei due "Ṣaḥīḥ", da Abū Hurairah, Allāh sia soddisfatto di lui in cui narrò: “Il Messaggero di Allāh ﷺ disse:
«العُمْرَةُ إِلَى العُمْرَةِ كَفَّارَةٌ لِمَا بَيْنَهُمَا، وَالحَجُّ المَبْرُورُ لَيْسَ لَهُ جَزَاءٌ إِلَّا الجَنَّةُ».
«Vengono espiati i peccati che avvengono nel periodo che intercorre tra una ʿUmrah e quella successiva, e il Pellegrinaggio che viene accettato non ha altra ricompensa che il Paradiso»12.
Paragrafo:
L'obbligo del pentimento dai peccati e della restituzione dei diritti violati
Quando il musulmano decide di intraprendere il viaggio per il Pellegrinaggio o la ʿUmra, è per lui raccomandabile esortare la sua famiglia e i suoi compagni al timore di Allāh, che consiste nell'osservare i Suoi ordini ed evitare le Sue proibizioni.
Dovrebbe trascrivere i suoi debiti e crediti, e farlo attestare da testimoni, così come deve affrettarsi al ravvedimento sincero da tutti i peccati; per la Sua parola, Sia elevato:
﴿...وَتُوبُوا إِلَى اللَّهِ جَمِيعًا أَيُّهَ الْمُؤْمِنُونَ لَعَلَّكُمْ تُفْلِحُونَ﴾
"E rivolgetevi tutti ad Allāh pentiti, o credenti, affinché abbiate successo!" [Sūrat an-Nūr: 31].
La vera essenza del pentimento è: abbandonare i peccati, provare rimorso per quanto commesso e avere la determinazione di non ricadervi. E qualora vi fossero dei torti verso altri, che riguardino la persona, i beni o la dignità, è necessario restituire i diritti ai loro detentori, o ottenere la loro assoluzione, prima del proprio viaggio; come è stato autenticamente riportato dal Profeta ﷺ, il quale disse:
«مَنْ كَانَتْ عِنْدَهُ مَظْلَمَةٌ لِأَخِيهِ مِنْ مَالٍ أَوْ عِرْضٍ فَلْيَتَحَلَّلِ اليَوْمَ قَبْلَ أَنْ لَا يَكُونَ دِينَارٌ وَلَا دِرْهَمٌ، إِنْ كَانَ لَهُ عَمَلٌ صَالِحٌ أُخِذَ مِنْهُ بِقَدْرِ مَظْلَمَتِهِ، وَإِنْ لَمْ تَكُنْ لَهُ حَسَنَاتٌ أُخِذَ مِنْ سَيِّئَاتِ صَاحِبِهِ فَحُمِلَ عَلَيْهِ».
«Chiunque abbia commesso un'ingiustizia nei confronti di suo fratello riguardo ai suoi beni o al suo onore, che la risolva oggi prima che non vi sia "dinaro né dirham"; [poiché nell'Aldilà] se dovesse avere delle buone opere, gli saranno tolte in proporzione al torto causato, e se non dovesse averne, sarà aggravato con le cattive opere di colui a cui ha fatto torto»13.
È opportuno utilizzare per il proprio Pellegrinaggio e la propria ʿUmrah del denaro ottenuto in modo lecito, poiché è stato riportato in un detto autentico da lui ﷺ, disse:
«إِنَّ اللَّهَ تَعَالَى طَيِّبٌ لَا يَقْبَلُ إِلَّا طَيِّبًا».
«In verità, Allāh—Sia elevato—è Puro e non accetta se non ciò che è puro»14.
Riportò aṭ-Ṭabarānī che Abū Hurayrah—Allāh Si compiaccia di lui—narrò: "Il Messaggero di Allah ﷺ disse:
«إِذَا خَرَجَ الرَّجُلُ حَاجًّا بِنَفَقَةٍ طَيِّبَةٍ وَوَضَعَ رِجْلَهُ فِي الغَرْزِ فَنَادَى: لَبَّيْكَ اللَّهُمَّ لَبَّيْكَ، نَادَاهُ مُنَادٍ مِنَ السَّمَاءِ: لَبَّيْكَ وَسَعْدَيْكَ، زَادُكَ حَلَالٌ، وَرَاحِلَتُكَ حَلَالٌ، وَحَجُّكَ مَبْرُورٌ غَيْرُ مَأْزُورٍ، وَإِذَا خَرَجَ الرَّجُلُ بِالنَّفَقَةِ الخَبِيثَةِ فَوَضَعَ رِجْلَهُ فِي الغَرْزِ فَنَادَى: لَبَّيْكَ اللَّهُمَّ لَبَّيْكَ، نَادَاهُ مُنَادٍ مِنَ السَّمَاءِ: لَا لَبَّيْكَ وَلَا سَعْدَيْكَ، زَادُكَ حَرَامٌ، وَنَفَقَتُكَ حَرَامٌ، وَحَجُّكَ غَيْرُ مَبْرُورٍ».
«Quando un uomo parte per il Pellegrinaggio con del denaro lecito, mette il piede nella staffa [della sella] ed esclama: "Labbayk Allāhumma Labbayk!" ("Eccomi a Te, o Allāh, eccomi!"), un richiamante dal cielo lo invoca: "Eccomi a te e per la tua felicità! Le tue provviste sono lecite, la tua cavalcatura è lecita e il tuo Pellegrinaggio è accettato e privo di peccato". E se un uomo parte con del denaro illecito, mette il piede nella staffa ed esclama: "Labbayk Allāhumma Labbayk", un richiamante dal cielo lo invoca: "Non rispondo a te, né vi sia felicità per te! La tua provvista è illecita, la tua spesa è illecita, e il tuo pellegrinaggio non sarà accettato!"»15.
Il pellegrino è opportuno che si astenga da ciò che è nelle mani della gente e dal rivolgere loro richieste; in accordo con il detto del Profeta ﷺ:
«وَمَنْ يَسْتَعْفِفْ يُعِفَّهُ اللَّهُ، وَمَنْ يَسْتَغْنِ يُغْنِهِ اللَّهُ».
«E chi si mantiene in purezza [dalla richiesta al prossimo], Allāh darà a lui purezza, e chi si astiene [dalla richiesta al prossimo], Allāh lo arricchirà»16.
E le sue parole ﷺ:
«لَا يَزَالُ الرَّجُلُ يَسْأَلُ النَّاسَ حَتَّى يَأْتِيَ يَوْمَ القِيَامَةِ وَلَيْسَ فِي وَجْهِهِ مُزْعَةُ لَحْمٍ».
«L'uomo non cesserà di chiedere alla gente, finché non si presenterà nel Giorno della Resurrezione senza un brandello di carne sul suo viso»17.
Il pellegrino deve considerare nella sua intenzione, con il suo Pellegrinaggio e la sua ʿUmra, il compiacimento di Allāh e l'Aldilà, e l'approssimarsi a Lui con parole e opere a Lui gradite in quei luoghi sacri. Deve inoltre guardarsi con la massima cautela dall'intendere, con il suo Pellegrinaggio, [l'ottenimento] di benefici di questo mondo, quali ostentazione, fama o vanto, poiché tali intenzioni sono tra le più riprovevoli e sono causa dell'invalidità dell'opera e della sua non accettazione, come disse Allāh, Sia elevato:
﴿مَنْ كَانَ يُرِيدُ الْحَيَاةَ الدُّنْيَا وَزِينَتَهَا نُوَفِّ إِلَيْهِمْ أَعْمَالَهُمْ فِيهَا وَهُمْ فِيهَا لَا يُبْخَسُونَ 15 أُولَئِكَ الَّذِينَ لَيْسَ لَهُمْ فِي الاخِرَةِ إِلَّا النَّارُ وَحَبِطَ مَا صَنَعُوا فِيهَا وَبَاطِلٌ مَّا كَانُوا يَعْمَلُونَ 16﴾
"Quelli che aspirano alla vita terrena e ai suoi ornamenti, li ripagheremo appieno per le loro opere in essa e non subiranno diminuzione.
Quelli son coloro che nell’Aldilà non avranno altro che il Fuoco, sarà vanificato ciò che avranno realizzato in vita e sarà nullo ciò che solevano fare" [Sūrat Hūd: 15-16].
E disse anche, Sia elevato:
﴿مَّنْ كَانَ يُرِيدُ الْعَاجِلَةَ عَجَّلْنَا لَهُ فِيهَا مَا نَشَاءُ لِمَنْ نُرِيدُ ثُمَّ جَعَلْنَا لَهُ جَهَنَّمَ يَصْلَاهَا مَذْمُومًا مَدْحُورًا 18 وَمَنْ أَرَادَ الْاخِرَةَ وَسَعَى لَهَا سَعْيَهَا وَهُوَ مُؤْمِنٌ فَأُولَئِكَ كَانَ سَعْيُهُمْ مَشْكُورًا 19﴾
"Quanto a chi desidera la vita immediata, anticipiamo per lui in essa ciò che vogliamo, a chi vogliamo. E in seguito disporremo per lui la Gehenna: sarà gettato ad ardere, vilipeso e rifiutato.
Ma chi invece desidera l’Aldilà, e per essa compie lo sforzo che le è dovuto, ed è credente, vedrà riconosciuto il suo impegno. [Sūrat al-Isrāʾ: 18-19].
Inoltre, è autenticamente riportato che il Profeta ﷺ disse:
«قَالَ اللَّهُ تَعَالَى: أَنَا أَغْنَى الشُّرَكَاءِ عَنِ الشِّرْكِ، مَنْ عَمِلَ عَمَلًا أَشْرَكَ مَعِي فِيهِ غَيْرِي تَرَكْتُهُ وَشِرْكَهُ».
«Allāh, Sia elevato, disse: "Tra coloro a cui vengono attribuiti consoci, Io sono Colui che più ne è indipendente. Se qualcuno compie un atto in cui associa altro a Me, abbandono lui e la sua idolatria"»18.
Ed è opportuno inoltre, durante il suo viaggio, accompagnarsi alle persone più rette, dotate di obbedienza, del timore nei Suoi confronti e di sapienza religiosa, ed evitare la compagnia degli stolti e dei corrotti.
Così come è opportuno che egli apprenda ciò che gli è prescritto per il suo Pellegrinaggio e la sua ʿUmrah, che ne acquisisca la scienza e chieda riguardo a ciò di cui è incerto, affinché ne sia ben edotto. Quando sale sulla sua cavalcatura, la sua automobile, il suo aereo o qualsiasi altro mezzo di trasporto, è raccomandabile che menzioni il nome di Allāh—Sia elevato—e Lo lodi, poi dica: "Allāhu akbar"(Allāh è il più Grande, tre volte) e pronunci:
﴿...سُبْحَانَ الَّذِي سَخَّرَ لَنَا هَذَا وَمَا كُنَّا لَهُ مُقْرِنِينَ 13 وَإِنَّا إِلَى رَبِّنَا لَمُنْقَلِبُونَ14﴾
"Gloria a Colui che ci ha asservito ciò, e non saremmo stati capaci di ciò,
e in verità ritorneremo al nostro Signore" [Sūrat az-Zuḫruf: 13-14].
«اللَّهُمَّ إِنِّي أَسْأَلُكَ فِي سَفَرِي هَذَا البِرَّ وَالتَّقْوَى، وَمِنَ العَمَلِ مَا تَرْضَى، اللَّهُمَّ هَوِّنْ عَلَيْنَا سَفَرَنَا هَذَا، وَاطْوِ عَنَّا بُعْدَهُ، اللَّهُمَّ أَنْتَ الصَّاحِبُ فِي السَّفَرِ، وَالخَلِيفَةُ فِي الأَهْلِ، اللَّهُمَّ إِنِّي أَعُوذُ بِكَ مِنْ وَعْثَاءِ السَّفَرِ، وَكَآبَةِ المَنْظَرِ، وَسُوءِ المُنْقَلَبِ فِي المَالِ وَالأَهْلِ».
«O Allāh, Ti chiedo in questo mio viaggio la rettitudine e il timore, e tra le opere quelle che gradisci. O Allāh, rendi facile per noi questo viaggio e accorcia la sua distanza per noi. O Allah, Tu sei il Compagno nel viaggio e il Custode per la famiglia. O Allāh, mi rifugio in Te dalle difficoltà del viaggio, dall'angoscia dalla visione angosciante e dal triste ritorno nei beni e nella famiglia»19؛
Questo in base a quanto autenticamente riportato dal Profeta ﷺ, in un detto trasmesso da Muslim dalla narrazione di Ibn ʿUmar, che Allāh sia compiaciuto di lui e del padre.
Durante il proprio viaggio, il pellegrino deve abbondare nel ricordo di Allāh, nella richiesta di perdono, nell’invocazione ad Allāh–gloria a Lui–e nella Sua implorazione, nella recitazione del Corano e nella meditazione sui suoi significati. Si deve avere cura delle preghiere in congregazione e custodire la propria lingua dall’eccesso di parole vane, dall’intromissione in ciò che non lo riguarda e dall’eccesso nello scherzo. E altresì si deve preservare la lingua dalla menzogna, dalla maldicenza, dalla calunnia e dalla derisione dei propri compagni o altri tra i fratelli musulmani.
È opportuno diffondere la benevolenza con i propri compagni, astenersi dal recar loro disagio, ordinare loro il bene e proibire loro il male con saggezza e buona esortazione, secondo le proprie capacità.
Paragrafo
Ciò che il pellegrino deve eseguire al suo arrivo al mīqāt.
Quando si giunge al mīqāt (luogo inizio iḥrām), è raccomandabile che il pellegrino esegua l'abluzione maggiore e si profumi; ciò in base a quanto è stato narrato, ovvero che il Profeta ﷺ si spogliò degli abiti cuciti [per essere indossati] per l'iḥrām (stato di sacralizzazione) ed eseguì l'abluzione maggiore, e in base a quanto è stato autenticato nei due Ṣaḥīḥ da 'Āʾisha, Allāh sia soddisfatto di lei, la quale disse:
«كُنْتُ أُطَيِّبُ رَسُولَ اللَّهِ ﷺ لِإِحْرَامِهِ قَبْلَ أَنْ يُحْرِمَ، وَلِحَلِّهِ قَبْلَ أَنْ يَطُوفَ بِالبَيْتِ».
«Profumavo il Messaggero di Allāh ﷺ per l'iḥrām, prima che lo iniziasse, e per la sua uscita [dallo stato] di iḥrām, prima che compisse la circumambulazione intorno alla Sacra Casa»20. E il Profeta ﷺ ordinò a ʿĀʾisha, quando le sopraggiunse il ciclo, dopo aver già dato inizio all'iḥrām per la ʿUmrah, di eseguire l'abluzione maggiore e dare inizio all'iḥrām per il Pellegrinaggio. Così come ordinò ad Asmāʾ bint ʿUmays, quando partorì a Dhū al-Ḥulayfah, di compiere l'abluzione maggiore, di cingersi con un tampone di stoffa e di dare inizio all'iḥrām. Ciò dimostra che la donna, quando giunge al mīqāt in stato di mestruazione o di puerperio, deve compiere l'abluzione maggiore, dare inizio allo stato di sacralizzazione insieme agli altri pellegrini e compiere tutto ciò che fa il pellegrino, eccetto il ṭawāf (circumambulazione della Casa), come il Profeta ﷺ ordinò a ʿĀʾishah e ad Asmāʾ.21
È desiderabile per colui che intende dare inizio all'iḥrām prendersi cura dei propri baffi, unghie, peli pubici e peli ascellari, rimuovendo ciò occorre rimuovere, affinché non abbia bisogno di farlo durante lo stato di iḥrām, poiché ciò gli sarebbe vietato. Ed anche perché il Profeta ﷺ ha prescritto ai musulmani di prendersi cura regolarmente di queste cose, come è stabilito nei due "Ṣaḥīḥ" nel detto profetico narrato da Abū Hurayrah, Allāh si compiaccia di lui, in cui il Messaggero di Allah ﷺ disse:
«الفِطْرَةُ خَمْسٌ: الخِتَانُ، وَالِاسْتِحْدَادُ، وَقَصُّ الشَّارِبِ، وَقَلْمُ الأَظْفَارِ، وَنَتْفُ الإِبْطِ».
«La natura primordiale [dell'uomo] consiste in cinque [atti]: la circoncisione, la rasatura del pube, il taglio dei baffi, il taglio delle unghie e nella depilazione delle ascelle»22.
E nel "Ṣaḥīḥ" di Muslim, si tramanda che Anas, Allāh sia compiaciuto di lui, disse:
«وَقَّتَ لَنَا فِي قَصِّ الشَّارِبِ، وَقَلْمِ الأَظْفَارِ، وَنَتْفِ الإِبْطِ، وَحَلْقِ العَانَةِ: أَنْ لَا نَتْرُكَ ذَلِكَ أَكْثَرَ مِنْ أَرْبَعِينَ لَيْلَةً».
«Ci è stato stabilito un limite periodico per il taglio dei baffi, il taglio delle unghie, la depilazione delle ascelle e la rasatura della zona pubica: che non trascurassimo ciò per più di quaranta notti»23.
E questo detto lo riportò an-Nasāʾī con questa formulazione:
«وَقَّتَ لَنَا رَسُولُ اللَّهِ ﷺ».
«Il Profeta ﷺ ci stabilì un limite periodico [...]»24, E fu riportato anche da Aḥmad, Abū Dāwūd e at-Tirmidhī con la formulazione di an-Nasāʾī: «Quanto al capo, non è prescritto rimuovere nulla da esso al momento dell'iḥrām, né per gli uomini né per le donne».
Invece, per quanto riguarda la barba, rimane sempre proibito raderla o accorciarla; anzi, è obbligatorio lasciarla crescere e farla abbondare, in base a quanto è stato stabilito nei due "Sahīh", da Ibnu ʿUmar, Allāh sia soddisfatto di lui e del padre, che narrò: "Il Profeta ﷺ disse:
«خَالِفُوا المُشْرِكِينَ، وَفِّرُوا اللِّحَى، وَأَحْفُوا الشَّوَارِبَ».
«Differenziatevi dai politeisti, lasciate crescere la barba e accorciate i baffi»25.
E Muslim riportò nel suo "Ṣaḥīḥ" che Abū Hurayrah, Allāh sia compiaciuto di lui, narrò: "Il Messaggero di Allāh ﷺ disse:
«جُزُّوا الشَّوَارِبَ، وَأَرْخُوا اللِّحَى، خَالِفُوا المَجُوسَ».
«Accorciate i baffi e lasciate crescere la barba, distinguetevi dai Majūs»26.
E invero, la disgrazia è divenuta più grave in questa epoca con l'abbandono di molta gente di questa Tradizione profetica, la loro ostilità nei confronti della barba e il loro compiacimento nell’assomigliare ai miscredenti e alle donne, talvolta anche da parte di coloro che si ascrivono alla sapienza e all’insegnamento. In verità, noi apparteniamo ad Allāh e a Lui ritorneremo! Chiediamo ad Allāh di guidare noi e tutti i musulmani a conformarci alla Tradizione profetica, ad attenerci ad essa e a invitare [il prossimo] ad essa, anche se i più dovessero allontanarsene. E Allāh è Colui che ci basta ed Egli è il Miglior Patrono! E non v’è potere né forza se non in Allāh, Sia elevato, l'Immenso.
Dopodiché l'uomo indossa un izār (pezzo di stoffa inferiore, da avvolgere attorno alla vita) e un ridāʾ (pezzo di stoffa superiore), ed è raccomandabile che siano di colore bianco e puliti. Così com'è raccomandabile che il pellegrino dia inizio allo stato di iḥrām con indosso dei sandali, conformemente alla parola del Profeta ﷺ:
«وَلْيُحْرِمْ أَحَدُكُمْ فِي إِزَارٍ وَرِدَاءٍ وَنَعْلَيْنِ، فَإِنْ لَمْ يَجِدْ نَعْلَيْنِ فَلْيَلْبَسْ خُفَّيْنِ وَلْيَقْطَعْهُمَا حَتَّى يَكُونَا أَسْفَلَ مِنَ الكَعْبَيْنِ».
«Che uno di voi dia inizia allo stato di iḥrām con un izār, un ridāʾ e dei sandali; se non trova dei sandali, che indossi dei calzari, e li tagli in modo che siano più bassi delle caviglie»27, questo detto è stato riportato da Aḥmad, Allāh abbia misericordia di lui.
Per quanto riguarda la donna, invece, ella può dare inizio allo stato di iḥrām con l'abbigliamento che desidera, sia esso di colore nero, verde o altro, avendo cura di non imitare gli uomini nel loro vestiario. Tuttavia, non deve indossare il niqāb e i guanti durante il suo stato di iḥrām, ma deve coprire il viso e le mani con qualcos'altro; ciò poiché il Profeta ﷺ ha proibito alla donna in stato di iḥrām di indossare il niqāb e i guanti. Mentre l'utilizzo specifico di alcune persone in merito al [vestiario nello stato] di iḥrām della donna con il colore verde o nero a esclusione di altri, ciò non ha alcun fondamento.
Successivamente, dopo aver completato la l'abluzione maggiore e l'igiene e aver indossato l'abito dell'iḥrām, il pellegrino formula l'intenzione insita nel cuore di sancire l'inizio del rito che si intende eseguire, il Ḥajj o la ʿUmrah; in base alle parole del Profeta ﷺ:
«إِنَّمَا الأَعْمَالُ بِالنِّيَّاتِ، وَإِنَّمَا لِكُلِّ امْرِئٍ مَا نَوَى».
«Invero, le azioni valgono secondo le intenzioni, e ad ogni uomo sarà dato secondo ciò che ha inteso»28.
È prescritto che egli pronunci ciò che ha inteso. Se la sua intenzione è la ʿUmrah, dirà: "Labbayka ʿumratan" (Eccomi a Te per una ʿUmrah) o "Allāhumma labbayka ʿUmratan" (O Allāh, eccomi a Te per una ʿUmrah). Se la sua intenzione è il Pellegrinaggio, dirà: "Labbayka ḥajjan" (Eccomi a Te per un Pellegrinaggio) o "Allāhumma labbayka ḥajjan" (O Allāh, eccomi per un Pellegrinaggio), perché il Profeta ﷺ agì in questo modo. Se intende entrambi, pronuncierà la talbiyah (formula di inizio iḥrām) di conseguenza, ossia dicendo: "Allāhumma labbayka ʿUmratan wa-ḥajjan" (O Allāh, eccomi a Te per una ʿUmrah e per un Pellegrinaggio). La cosa migliore è che la pronuncia avvenga dopo che il pellegrino si è seduto stabilmente sulla sua cavalcatura]–sia essa un animale da soma, un'automobile o altro–perché il Profeta ﷺ pronunciò la talbiyah solo dopo essersi seduto stabilmente sulla sua cavalcatura e dopo che questa si fosse avviata dal mīqāt per procedere nel suo cammino. Questa è la posizione più corretta tra le opinioni degli studiosi.
Non è prescritto pronunciare verbalmente l'intenzione, ad eccezione del solo caso dell'iḥrām, poiché ciò è stato trasmesso a proposito del Profeta ﷺ.
Quanto alla preghiera, il ṭawāf e ad altri [atti di culto], è opportuno che egli non pronunci affatto l'intenzione. Non dica dunque: "Intendo compiere la preghiera tale o tale" oppure "Intendo compiere questo numero di giri nel ṭawāf". La pronuncia di ciò è tra le innovazioni introdotte, e la pronuncia ad alta voce è ancora più biasimevole e più grave in termini di peccato. Se l'enunciazione verbale dell'intenzione fosse stata prescritta, il Messaggero ﷺ l'avrebbe chiarita e spiegata alla comunità con il suo atto o il suo detto, e i pii predecessori ci avrebbero preceduto in ciò.
E siccome ciò non è stato trasmesso a proposito del Profeta ﷺ, né dai suoi Compagni—Allāh sia compiaciuto di loro—, si evince che è un'innovazione, e il Profeta ﷺ disse:
«وَشَرُّ الأُمُورِ مُحْدَثَاتُهَا، وَكُلُّ بِدْعَةٍ ضَلَالَةٌ».
«Le peggiori delle questioni sono le innovazioni introdotte [nella religione], e qualsiasi innovazione [religiosa] è deviazione»29, questo detto è riportato da Muslim nel suo "Ṣaḥīḥ". E disse anche ﷺ:
«مَنْ أَحْدَثَ فِي أَمْرِنَا هَذَا مَا لَيْسَ مِنْهُ فَهُوَ رَدٌّ».
«Chiunque introduca in questa nostra questione qualcosa che non gli appartiene, ciò verrà respinto»30, su questo detto vi è accordo sulla sua autenticità (tra al-Bukhārī e Muslim). E in un'altra versione di Muslim:
«مَنْ عَمِلَ عَمَلًا لَيْسَ عَلَيْهِ أَمْرُنَا فَهُوَ رَدٌّ».
«Chiunque compia un atto non conforme alla nostra questione, esso sarà respinto»31.
Paragrafo
I vari mīqāt territoriali e la loro determinazione
I mīqāt (luoghi delimitati da cui si assume lo stato di iḥrām) sono cinque:
1) Dhū al-Ḥulayfah: il mīqāt per gli abitanti di Medina, ed è quello che oggi la gente chiama ʾĀbār ʿAlī.
2) Al-Juḥfah: il mīqāt per le genti dello Shām. Si tratta di un villaggio diroccato vicino a Rābigh. Oggigiorno la gente assume l'iḥrām da Rābigh, e chi entra in iḥrām da Rābigh, lo fa dal mīqāt, poiché Rābigh si trova poco prima di esso.
3) Qarn al-Manāzil: il mīqāt della gente di Najd, oggi chiamato as-Sail.
4) Yalamlam: il mīqāt per chi proviene dallo Yemen.
5) Dhātu ʿIrq: il mīqāt per chi proviene dall'Iraq.
Questi mīqāt sono stati designati dal Profeta ﷺ per coloro che abbiamo menzionato e per chiunque vi passi che intenda compiere il Pellegrinaggio o la ʿUmrah.
È obbligatorio per chiunque passi da questi luoghi assumere lo stato di iḥrām, ed è proibito oltrepassarli senza averlo fatto qualora il pellegrino intenda recarsi a Mecca per compiere il Pellegrinaggio o la ʿUmrah; ciò vale sia che il suo passaggio avvenga per via terrestre o aerea, in accordo col significato generale del detto del Profeta ﷺ quando definì questi mīqāt:
«هُنَّ لَهُنَّ، وَلِمَنْ أَتَى عَلَيْهِنَّ مِنْ غَيْرِ أَهْلِهِنَّ، مِمَّنْ أَرَادَ الحَجَّ وَالعُمْرَةَ».
«Esse sono per la loro gente, e per chiunque vi giunga da altre regioni, tra coloro che intendono compiere il Pellegrinaggio e la ʿUmrah»32.
Ciò che è prescritto per colui che si dirige verso la Mecca per via aerea con l'intenzione di compiere il Pellegrinaggio o la ʿUmrah è che si prepari a ciò eseguendo l'abluzione maggiore e gli altri riti preparativi prima di salire sull'aereo. Quando il pellegrino si avvicina al mīqāt, indossa l'izār e il ridāʾ, quindi pronuncia la talbiyah per la ʿumrah se il tempo a disposizione è sufficiente; se invece il tempo è ristretto, occorre pronunciare la talbiyah [solo] per il Pellegrinaggio. Se il pellegrino indossa l'izār e il ridāʾ prima di salire a bordo o prima di avvicinarsi al mīqāt, non vi è problema, ma non si deve intendere l'ingresso nel rito né pronunciare la talbiyah fino a quando non sia giunto al mīqāt o si sia avvicinato ad esso, perché il Profeta ﷺ non assunse l'iḥrām se non dal mīqāt. Ed è obbligo per la comunità seguire il suo esempio in questo come in tutte le altre questioni della religione; sulla base della parola di Allāh, Sia elevato:
﴿لَقَدْ كَانَ لَكُمْ فِي رَسُولِ اللَّهِ أُسْوَةٌ حَسَنَةٌ...﴾
"Avete nel Messaggero di Allāh un buon esempio" [Sūrat al-Aḥzāb: 21]. E per le parole del Profeta ﷺ durante il Pellegrinaggio d’addio:
«خُذُوا عَنِّي مَنَاسِكَكُمْ».
«Prendete [esempio] da me per i vostri riti»33.
Quanto a colui che si dirige alla Mecca e non ha intenzione di compiere un Pellegrinaggio o una ʿUmrah, come il commerciante, il venditore di legna, il corriere e simili, non è obbligato ad assumere lo stato di iḥrām, a meno che non lo desideri; in virtù delle parole del Profeta ﷺ nel detto precedente, quando menzionò i mīqāt:
«هُنَّ لَهُنَّ، وَلِمَنْ أَتَى عَلَيْهِنَّ مِنْ غَيْرِ أَهْلِهِنَّ، مِمَّنْ أَرَادَ الحَجَّ وَالعُمْرَةَ».
«Esse sono per la loro gente, e per chiunque vi giunga da altre regioni, tra coloro che intendono compiere il Pellegrinaggio e la ʿUmrah»34. Ne consegue che chiunque passi per i mīqāt senza l'intenzione di compiere il Pellegrinaggio o la ʿUmrah, non è obbligato ad assumere l'iḥrām.
E questo fa parte della misericordia di Allāh verso i Suoi servi e della Sua agevolazione nei loro confronti, a Lui dunque la lode e il ringraziamento per questo. A sostegno di ciò, il Profeta ﷺ, quando giunse alla Mecca nell'anno della conquista, non entrò in stato di iḥrām, ma vi entrò con l'elmo in testa, poiché in quel momento non intendeva compiere né il Pellegrinaggio né la ʿUmrah, bensì intendeva la presa della città e rimuovere l'idolatria da essa.
Quanto a colui la cui abitazione si trova entro i confini dei vari mīqāt–come gli abitanti di Jeddah, Umm al-Salm, Buḥrah, al-Sharāʾiʿ, Badr, Mustūrah e simili–non è obbligato a recarsi in nessuno dei cinque mīqāt menzionati in precedenza. Ma la sua stessa dimora è il suo mīqāt: da essa entra in iḥrām con ciò che intende, sia Pellegrinaggio che ʿUmrah. Se il pellegrino in questione possiede un'altra residenza al di fuori del mīqāt, ha la scelta: se vuole, assume l'iḥrām dal mīqāt; oppure assume l'iḥrām dalla sua residenza, che è più vicina alla Mecca rispetto al mīqāt; in virtù del significato generale delle parole del Profeta ﷺ nel detto narrato da Ibn ʿAbbās—che Allāh si compiaccia di lui e del padre–quando menzionò i mīqāt e disse:
«فَمَنْ كَانَ دُونَهُنَّ، فَمُهَلُّهُ مِنْ أَهْلِهِ، وَكَذَلِكَ حَتَّى أَهْلُ مَكَّةَ يُهِلُّونَ مِنْ مَكَّةَ».
«Chi si trova entro questi [luoghi], esegue l'ihlāl35 è dalla sua abitazione, e così anche gli abitanti di Mecca eseguono l'ihlāl da Mecca»36, detto riportato da al-Bukhārī e Muslim.
Tuttavia, chi intende compiere la ʿUmrah mentre si trova entro i limiti dell'area di iḥrām, deve riuscire fuori da tale area e assumere lo stato di iḥrām per la ʿUmra. Infatti, il Profeta (ﷺ), quando ʿĀʾisha gli chiese di compiere la ʿUmra, ordinò a suo fratello ʿAbd ar-Raḥmān di condurla al di fuori della "zona sacrale" per assumere lo stato di iḥrām. Ciò indica che colui che compie la ʿUmra non assume lo stato di iḥrām dall'interno della "zona sacrale", ma piuttosto dall'esterno di essa.
E questo detto profetico contestualizza il precedente detto narrato da Ibn ʿAbbās, e indica che l'intento del Profeta ﷺ con la sua affermazione:
«حَتَّى أَهْلُ مَكَّةَ يُهِلُّونَ مِنْ مَكَّةَ».
«e così anche gli abitanti di Mecca eseguono l'ihlāl da Mecca»37, si tratta della formulazione della talbiyah per il Pellegrinaggio, non per la ʿUmrah. Se infatti fosse stato lecito formulare la talbiyah per la ʿUmrah rimanendo nei [limiti] dell'area sacra (al-ḥaram), il Profeta ﷺ avrebbe autorizzato ʿĀʾishah–Allāh si compiaccia di lei–a farlo e non l'avrebbe obbligata a uscire dall'area sacra. Questa è una questione chiara, ed è l'opinione della maggioranza degli studiosi–Allāh abbia misericordia di loro–ed è la più sicura per il credente, poiché in essa si agisce in conformità ad entrambi i detti. E Allāh è Colui che concede il successo.
Quanto alla pratica di alcune persone di compiere ripetutamente la ʿUmrah dopo il Pellegrinaggio da at-Tanʿīm, al-Jiʿrāna o altri luoghi simili, pur avendo già compiuto una ʿUmra prima del Pellegrinaggio, non vi è alcuna prova della sua legittimità; anzi, le prove indicano che è preferibile astenersene. Poiché il Profeta ﷺ e i suoi Compagni, Allāh sia soddisfatto di loro, non compirono la ʿUmra dopo aver terminato il Pellegrinaggio. ʿĀʾisha, infatti, compì la ʿUmra da at-Tanʿīm poiché non l'aveva potuta compiere con gli altri al momento dell'ingresso alla Mecca a causa delle mestruazioni. Ella chiese dunque al Profeta ﷺ di poter compiere una ʿUmrah in sostituzione di quella per la quale aveva assunto lo stato di iḥrām dal mīqāt, e il Profeta ﷺ acconsentì alla sua richiesta. Così, ella conseguì [in totale] due ʿUmrah: la ʿUmrah compiuta insieme al suo Pellegrinaggio e un'altra ʿUmrah singola. Pertanto, chi si trovasse nella stessa situazione di ʿĀʾisha, non vi è problema se esegue la ʿUmra dopo aver terminato il Pellegrinaggio, facendo così uso di tutti gli indizi, e come facilitazione per i musulmani.
E non vi è dubbio che lo sforzo dei pellegrini per un'altra ʿUmrah dopo aver completato il Pellegrinaggio, oltre alla ʿUmrah con cui sono entrati alla Mecca, costituisce una difficoltà per molti e causa l'aumento degli ingorghi e degli incidenti, oltre a rappresentare una contravvenzione alla condotta e alla Tradizione del Profeta ﷺ. E Allāh è Colui che concede il successo.
Paragrafo
Il verdetto su chi giunge al miqāt al di fuori dei mesi del Pellegrinaggio
Sappi che colui che giunge al-mīqāt può avere due situazioni:
Che vi giunga al di fuori dei mesi del Pellegrinaggio, come Ramaḍān e Shaʿbān, in questo caso la Tradizione profetica prevede che assuma lo stato di iḥrām per la ʿUmrah, formulando l'intenzione nel proprio cuore e pronunciandola verbalmente dicendo: «Labbayka ʿUmratan» oppure «Allāhumma labbayka ʿUmratan», dopodiché pronuncia la talbiyah (formula generale) del Profeta ﷺ, che è la seguente:
«لَبَّيْكَ اللَّهُمَّ لَبَّيْكَ، لَبَّيْكَ لَا شَرِيكَ لَكَ لَبَّيْكَ، إِنَّ الحَمْدَ وَالنِّعْمَةَ لَكَ وَالمُلْكَ، لَا شَرِيكَ لَكَ».
«Labbayka Allāhumma labbayka, labbayka lā sharīka laka labbayka, inna al-ḥamda wa-al-niʿmata laka wa-al-mulka, lā sharīka lak» (Eccomi a Te, o Allāh, eccomi a Te. Eccomi a Te, Tu non hai associati, eccomi a Te. In verità, la lode, la grazia e la sovranità appartengono a Te. Tu non hai associati)38.
Il pellegrino recita frequentemente questa talbiyah e menziona Allāh–gloria a Lui–finché non giunge alla Sacra Casa. Quando giunge ad essa, cessa la talbiyah e compie il ṭawāf attorno alla Casa di sette giri. Quindi esegue due unità di preghiera dietro al Maqām [di Abramo]. Successivamente esce verso as-Ṣafā e compie il percorso tra [il monte] as-Ṣafā e [il monte] al-Marwah per sette volte. Quindi rade i capelli della sua testa o li accorcia. Con ciò la sua ʿUmrah è completata e tutto ciò che gli era stato vietato dopo l'iḥrām diviene permesso.
La seconda situazione è che giunga al miqāt durante i mesi del Pellegrinaggio, ovvero: Shawwâl, Dhûl-Qaʿdah e i primi dieci giorni di Dhûl-Ḥijjah.
In questo caso il pellegrino ha la scelta tra tre opzioni: compiere il Pellegrinaggio singolarmente, la sola ʿUmrah, oppure eseguirli entrambi [in un rito]. Quando il Profeta ﷺ giunse al mīqāt nel mese di Dhū al-Qaʿdah durante il Pellegrinaggio d'addio, diede ai suoi Compagni la scelta tra queste tre forme di pellegrinaggio. Tuttavia, la Tradizione profetica per una persona in questa situazione–se non ha con sé l'animale sacrificale–prevede che il pellegrino entri assumendo l'iḥrām per la ʿUmrah e compia ciò che abbiamo descritto per colui che giunge al mīqāt al di fuori dei mesi del Pellegrinaggio. Infatti, il Profeta ﷺ quando si avvicinò alla Mecca, ordinò ai suoi Compagni di intendere la ʿUmrah per il loro iḥrām, e insistette su questo ordine quando furono alla Mecca. Essi quindi eseguirono il ṭawāf, il saʿy (marcia tra aṣ-Ṣafā e al-Marwa), accorciarono i capelli e uscirono dall'iḥrām in obbedienza al suo comando. Eccetto coloro che avevano con sé l'animale sacrificale: il Profeta ﷺ ordinò loro di mantenere il loro stato di iḥrām fino a terminarlo nel giorno della Ricorrenza del Sacrificio.
La Tradizione profetica, per chi conduce con sé l'animale da sacrificare, è di assumere l'iḥrām per il Pellegrinaggio e la ʿUmrah assieme; questo perché il Profeta ﷺ agì in questo modo, in quanto condusse con sé l'animale da sacrificare. Quindi egli ordinò a quei suoi Compagni che condussero l'animale da sacrificare, e che avevano già assunto l'iḥrām per una ʿUmra, di aggiungere [nell'intenzione] il Pellegrinaggio alla loro ʿUmrah e di non terminare lo stato di iḥrām finché non lo terminino per entrambi i riti, nel giorno della Ricorrenza del Sacrificio. E se colui che conduce l'animale da sacrificare ha assunto l'iḥrām unicamente per il Pellegrinaggio, rimane anch'egli nel suo stato di iḥrām fino a terminarlo nel giorno della Ricorrenza del Sacrificio, come ad unire tra i due riti.
Da ciò si desume che chi assume lo stato di iḥrām per il solo Pellegrinaggio, o per il Pellegrinaggio e la ʿUmrah assieme, senza avere con sé un animale da sacrificare, non è opportuno che rimanga nel suo stato di iḥrām. Piuttosto, la Tradizione profetica nel suo caso prevede che egli renda il suo iḥrām per una 'Umrah, compiendo il ṭawāf e il saʿy, accorciando i capelli per poi terminare lo stato di iḥrām. Ciò in conformità a quanto il Profeta ﷺ ordinò di fare a quei suoi Compagni che non avevano condotto con sé l'animale da sacrificare. A meno che non tema di perdere il Pellegrinaggio, essendo arrivato in ritardo; in questo caso, non vi è alcun male se rimane nel suo stato di iḥrām. E Allāh è il più Sapiente.
Se colui che è in stato di iḥrām teme di non poter completare il suo rito, a causa di una malattia o per timore di un nemico o per cause simili, gli si raccomanda di dire al momento dell'iḥrām: «Fa-in ḥabasani ḥābis fa maḥalli ḥaythu ḥabastani» (e se mi dovesse cogliere un impedimento, il mio luogo di interruzione sarà dove avrò avuto l'impedimento); in base al detto profetico narrato da Ḑubāʿah bint az-Zubayr, Allāh sia compiaciuto di lei, la quale disse: «O Messaggero di Allāh, io intendo compiere il Pellegrinaggio, ma sono sofferente [per malattia]», allora il Profeta ﷺ le disse:
«حُجِّي وَاشْتَرِطِي أَنَّ مَحِلِّي حَيْثُ حَبَسْتَنِي».
«Compi il pellegrinaggio e poni la condizione che il mio luogo [di interruzione] sarà laddove mi avrai impedita»39, su questo detto vi è accordo tra al-Bukhāri e Muslim sulla sua autenticità.
Il beneficio di questa premessa è che, se al pellegrino in stato di iḥrām si presenta un impedimento che gli impedisce di completare il suo rito, come una malattia o respingimento di un nemico, può porre fine allo stato di iḥrām senza alcuna conseguenza.
Paragrafo
Il verdetto giuridico sul Pellegrinaggio del minore, e la sua validità come adempimento al Pellegrinaggio obbligatorio
Il Pellegrinaggio del fanciullo e della fanciulla è valido; secondo quanto riportato nel "Ṣaḥīḥ" di Muslim, da Ibnu ʿAbbās–Allāh sia soddisfatto del padre e del figlio–che una donna sollevò al Profeta ﷺ un fanciullo, e chiese: «O Messaggero di Allāh, vi è pellegrinaggio per lui?», allora le rispose:
«نَعَمْ، وَلَكِ أَجْرٌ».
«Sì, e ne sarai ricompensata»40.
E nel "Ṣaḥīḥ" di al-Bukhārī, si tramanda che as-Sāʾib ibn Yazīd, Allāh Si compiaccia di lui, disse: «Fui portato in Pellegrinaggio con il Messaggero di Allāh ﷺ, quando avevo sette anni»41. Ma questo Pellegrinaggio [pur essendo valido] non assolve dal Pellegrinaggio dell'Islam.
Allo stesso modo, il Pellegrinaggio compiuto dallo schiavo e dalla schiava è valido, ma non li esime dal Pellegrinaggio dell'Islām; secondo quanto stabilito nel detto narrato da Ibnu ʿAbbās, Allāh sia soddisfatto di lui e del padre, che il Profeta ﷺ disse:
«أَيُّمَا صَبِيٍّ حَجَّ، ثُمَّ بَلَغَ الحِنْثَ، فَعَلَيْهِ أَنْ يَحُجَّ حَجَّةً أُخْرَى، وَأَيُّمَا عَبْدٍ حَجَّ، ثُمَّ أُعْتِقَ، فَعَلَيْهِ حَجَّةٌ أُخْرَى».
«Qualunque fanciullo compia il Pellegrinaggio, e poi raggiunga la pubertà, ha l'obbligo di compiere un altro Pellegrinaggio, e qualunque schiavo compia il Pellegrinaggio, e poi venga affrancato, ha l'obbligo di un altro Pellegrinaggio»42, questo detto è stato riportato da Ibn Abī Shaybah e da al-Bayhaqī con una catena di trasmissione buona.
Inoltre, qualora un fanciullo non abbia ancora raggiunto l'età del discernimento, il suo tutore formula per lui l'intenzione di assumere l'iḥrām, lo spoglia dagli abiti cuciti [a misura] ed esegue la formulazione [dell'iḥrām] per lui. In questo modo il fanciullo assume lo stato di iḥrām, e gli sarà proibito ciò che è proibito a un adulto in stato di iḥrām. Allo stesso modo, per una fanciulla che non abbia ancora raggiunto l'età del discernimento, il suo tutore formula per lei l'intenzione di assumere l'iḥrām ed esegue la formulazione [dell'iḥrām] per lei. Ella assume così lo stato di iḥrām, e le diviene proibito ciò che è proibito a una pellegrina adulta in stato di iḥrām. Entrambi dovranno avere il corpo e le vesti in stato di purezza [rituale] durante il ṭawāf; poiché il ṭawāf è simile alla preghiera, e la purezza è una condizione per la sua validità.
Se il fanciullo e la fanciulla sono dotati di discernimento, assumono lo stato di iḥrām con il permesso del loro tutore, e compiono, al momento di entrare in tale stato, le stesse azioni dell'adulto, quali l'abluzione maggiore, l'uso di profumo e simili. Il loro tutore è colui che si occupa dei loro affari e cura i loro interessi, sia esso il loro padre, la loro madre o altra persona. Il tutore compie per loro conto ciò di cui sono incapaci, come il lancio [dei ciottoli] e simili, mentre rimane per loro vincolante l'esecuzione di tutti gli altri riti, quali la sosta a ʿArafāt, il pernottamento a Minā e a Muzdalifah, il tawāf (circumambulazione) e as-saʿy (la marcia). Qualora fossero impossibilitati a compiere il ṭawāf e il saʿy, questi riti vengono eseguiti mentre vengono trasportati. È preferibile per colui che li trasporta non eseguire contemporaneamente il ṭawāf e il saʿy per sé stessi e per loro, bensì prima intende il ṭawāf e il saʿy per loro, poi li esegue a parte per sé stesso; per accertarsi della [correttezza] dell'atto di culto e in conformità al nobile detto profetico:
«دَعْ مَا يَرِيبُكَ إِلَى مَا لَا يَرِيبُكَ».
«Lascia ciò che ti suscita dubbio per ciò che non ti suscita dubbio»43. Ma se colui che trasporta il fanciullo intende compiere il tawāf contemporaneamente per sé e per colui che viene portato, ciò è valido secondo il più corretto dei due pareri; perché il Profeta (ﷺ) non ordinò alla donna che lo interrogò a proposito del pellegrinaggio del bambino di compiere un tawāf solo per lui, e se ciò fosse stato obbligatorio, egli ﷺ lo avrebbe chiarito. E Allāh è Colui che concede il successo.
Si richiede al fanciullo e alla fanciulla in età di discernimento la purificazione rituale e l'igiene dalla contaminazione da impurità prima di iniziare il ṭawāf, così come per l'adulto in stato di iḥrām. L'assunzione dello stato di iḥrām per il fanciullo e la fanciulla impuberi non è un obbligo per il loro tutore, bensì un atto supererogatorio; se questi lo compie, ne avrà ricompensa, ma se lo tralascia, non vi è alcuna colpa per lui. E Allah è il più Sapiente.
Paragrafo
Le proibizioni durante lo stato di iḥrām e le azioni permesse a colui che è in stato di iḥrām
Non è consentito a colui che è in stato di iḥrām, dopo averne formulato la relativa intenzione, tagliare alcunché dei propri capelli o unghie, o profumarsi.
Inoltre, non è consentito specificamente all'uomo indossare un indumento cucito secondo la forma del corpo, sia che lo copra per intero, come la camicia, o solo in parte, come la canottiera, i pantaloni, i calzini e le calze. Tuttavia, se non trova un izār, gli è consentito indossare i pantaloni. Allo stesso modo, chi non trovasse una calzatura è consentito che indossi i calzini senza tagliarli, in base al detto profetico di Ibn ʿAbbās, Allāh sia soddisfatto di lui e del padre, autenticato nei due "Ṣaḥīḥ", secondo cui il Profeta ﷺ disse:
«مَنْ لَمْ يَجِدْ نَعْلَيْنِ، فَلْيَلْبَسِ خُفَّيْنِ، وَمَنْ لَمْ يَجِدْ إِزَارًا، فَلْيَلْبَسْ سَرَاوِيلَ».
«Chi non trova due sandali, che indossi due calzari; e chi non trova un izār, che indossi dei pantaloni»44.
Per quanto riguarda ciò che è stato riportato nel detto profetico di Ibnu ʿUmar, Allāh sia soddisfatto di lui e del padre, sull'ordine di tagliare i calzari quando vi sia la necessità di indossarli per mancanza dei sandali, esso è stato abrogato; poiché il Profeta ﷺ ordinò ciò a Medina, quando gli fu chiesto quali indumenti potesse indossare colui che è in stato di iḥrām. Successivamente, quando tenne il sermone alla gente a ʿArafat, permise di indossare i calzari in caso di mancanza dei sandali, senza ordinare di tagliarli. A questo sermone erano presenti coloro che non avevano udito la sua precedente risposta a Medina, e ritardare una delucidazione al momento del bisogno non è permesso, come è noto nelle due scienze dei fondamenti del Hadīth (detto profetico) e del Fiqh (giurisprudenza). Ciò stabilisce dunque l'abrogazione dell'ordine di tagliarli. E se ciò fosse stato un obbligo, egli ﷺ lo avrebbe chiarito, e Allāh è il più sapiente.
È consentito a chi è in stato di iḥrām indossare calzature che non superano le caviglie, poiché sono del genere dei sandali.
Così come gli è consentito annodare l'izār e legarlo con un filo o simili, poiché non vi è alcuna prova che ne imponga il divieto.
È consentito a chi è in stato di iḥrām lavarsi, lavare il capo e grattarlo, se necessario, purché lo faccia con delicatezza; e se per questo motivo dovesse perdere qualche capello, non vi è alcuna colpa per lui.
È interdetto alla donna in stato di iḥrām di indossare un indumento apposito per il viso, come il burqa e il niqāb, o per le mani, come i guanti; per via delle parole del Profeta ﷺ:
«وَلَا تَنْتَقِبِ المَرْأَةُ المُحْرِمَةُ، وَلَا تَلْبَسِ القُفَّازَيْنِ».
«La donna in stato di iḥrām non deve indossare il niqāb, né i qaffāz (guanti)»45, trasmesso da al-Bukhārī. I qaffāz, con essi si intende tutto ciò che viene cucito o tessuto di lana, cotone o altro, sulla misura delle mani.
E le è permesso anche indossare gli altri indumenti cuciti a misura, come la camicia, i pantaloni, le calzature, i calzini e simili.
Similmente, le è consentito lasciar calare il suo velo sul volto, qualora ne abbia la necessità, senza una fascia, e se il velo tocca il volto, non vi è nulla a suo carico; conformemente al detto profetico di ʿĀʾisha, Allāh sia compiaciuto di lei—, la quale disse: «Le carovane ci passavano accanto mentre eravamo con il Messaggero di Allāh ﷺ in stato di iḥrām. Quando giungevano di fronte a noi, ognuna di noi lasciava calare il suo jilbāb dalla testa sul viso e, una volta che ci avevano superato, lo scoprivamo»46, questo detto è riportato da Abū Dāwūd e Ibn Mājah, e Ad-Dāraquṭnī ha riportato una versione simile da un detto narrato da Umm Salamah.
Inoltre, non vi è alcun male nel coprire le mani con la propria veste o altro, ma è obbligatorio coprire il volto e le mani in presenza di uomini a lei estranei, perché sono considerati parte della ʿawrah [parti del corpo da coprire]; ciò in accordo con la parola di Allāh—gloria a Lui, Sia elevato—:
﴿...وَلَا يُبْدِينَ زِينَتَهُنَّ إِلَّا لِبُعُولَتِهِنَّ...﴾
"[...] e non manifestino le proprie grazie se non ai loro mariti [...]" [Sūrat an-Nūr: 31]. E non v'è dubbio che il viso e le mani siano tra le "grazie" [femminili] più evidenti,
anzi per quel che riguarda il viso, ciò è ancora più evidente e maggiore:
﴿...وَإِذَا سَأَلْتُمُوهُنَّ مَتَاعًا فَاسْأَلُوهُنَّ مِنْ وَرَاءِ حِجَابٍ ذَلِكُمْ أَطْهَرُ لِقُلُوبِكُمْ وَقُلُوبِهِنَّ...﴾
«E quando chiedete loro [le mogli del Profeta] qualcosa, chiedetelo da dietro una cortina; ciò è più puro per i vostri cuori e per i loro cuori»
[Sūrat al-Aḥzāb: 53].
Per quanto riguarda la pratica diffusa tra molte donne, ossia indossare una fascia sotto il velo per sollevarlo dal viso, ciò non ha alcun fondamento nella Legge islamica, per quanto ne sappiamo. Se ciò fosse stato prescritto, il Messaggero ﷺ lo avrebbe chiarito alla sua comunità e non gli sarebbe stato permesso di tacere al riguardo.
È consentito agli uomini e alle donne che sono in stato di iḥrām il lavaggio dei propri abiti dell'iḥrām dallo sporco o simili, ed è loro altresì consentita la loro sostituzione con altri.
E non gli è permesso indossare alcun indumento che sia stato toccato dallo zafferano o dal wars (pianta tintoria gialla); poiché il Profeta ﷺ proibì ciò nel detto profetico narrato da Ibn ʿUmar—Allāh sia soddisfatto di lui e del padre—:
E occorre a colui che è in stato di iḥrām allontanarsi dal rapporto intimo, dalla dissolutezza e dal litigio; in virtù della parola di Allāh, Sia elevato:
﴿الْحَجُّ أَشْهُرٌ مَّعْلُومَاتٌ فَمَنْ فَرَضَ فِيهِنَّ الْحَجَّ فَلَا رَفَثَ وَلَا فُسُوقَ وَلَا جِدَالَ فِي الْحَجِّ...﴾
"Il Pellegrinaggio è nei mesi noti, dunque chi si sia imposto il Pellegrinaggio in essi non accosti [le donne], e niente dissolutezza o litigi (jidāl) durante il Pellegrinaggio" [Sūrat al-Baqarah: 197].
Inoltre, è autenticamente attestato che il Profeta ﷺ disse:
«مَنْ حَجَّ، فَلَمْ يَرْفُثْ، وَلَمْ يَفْسُقْ، رَجَعَ كَيَوْمِ وَلَدَتْهُ أُمُّهُ».
«Chiunque compia il Pellegrinaggio, senza accostarsi alle donne (rafath) o agire con dissolutezza (fusūq), tornerà [senza peccati] come il giorno in cui sua madre lo generò»47. Rafath: si usa per indicare l'atto sessuale, nonché le parole e le azioni oscene. Fusūq indica il peccato, mentre jidāl indica la disputa basata sulla falsità o su ciò che è inutile. Quanto alla disputa con le buona maniere per manifestare la verità e confutare la falsità, non vi è nulla di male in essa; anzi, ciò è un dovere, in base alla parola di Allāh, Sia elevato:
﴿ادْعُ إِلَى سَبِيلِ رَبِّكَ بِالْحِكْمَةِ وَالْمَوْعِظَةِ الْحَسَنَةِ وَجَادِلْهُمْ بِالَّتِي هِيَ أَحْسَنُ...﴾
"Richiama al sentiero del tuo Signore con saggezza e buona esortazione, e dibatti con loro nel modo migliore" [Sūrat an-Naḥl: 125].
È proibita per l'uomo in stato di iḥrām la copertura della testa con qualcosa che aderisce ad essa, come un copricapo, un velo, un turbante o simili, e lo stesso vale per il viso; ciò in base a quanto disse il Profeta ﷺ riguardo a colui che cadde dalla sua cavalcatura il giorno di ʿArafah e morì:
«اغْسِلُوهُ بِمَاءٍ وَسِدْرٍ، وَكَفِّنُوهُ فِي ثَوْبَيْهِ، وَلَا تُخَمِّرُوا رَأْسَهُ، وَلَا وَجْهَهُ، فَإِنَّهُ يُبْعَثُ يَوْمَ القِيَامَةِ مُلَبِّيًا».
«Lavatelo con acqua e loto (sidr), avvolgetelo nei suoi due panni, e non copritegli la testa né il viso, poiché egli sarà resuscitato nel Giorno del Giudizio proclamando la talbiyah»48, su questo detto vi è accordo sulla sua autenticità [tra al-Bukhārī e Muslim], e questa è la versione di Muslim.
Per quanto riguarda il ripararsi dal sole con il tettuccio dell'auto, un ombrello o simili, non vi è alcun male, così come il ripararsi all'ombra di una tenda o di un albero; poiché è stato confermato nel "Ṣaḥīḥ" che al Profeta ﷺ fu fatta ombra con un indumento quando lanciò i ciottoli a Jamrat al-ʿAqabah. È stato altresì riportato in modo autentico che gli fu montata una tenda a Namirah, sotto la quale egli sostò fino a quando il sole oltrepassò lo zenit, nel giorno di ʿArafah.
Ed è vietato per il pellegrino in stato di iḥrām, sia uomo che donna, l'uccisione [o la caccia] della selvaggina terrestre, aiutare in questo o [semplicemente] il farla fuggire dal suo luogo, nonché la stipula del contratto di matrimonio, il rapporto sessuale, la stipula del fidanzamento e il contatto fisico con le donne con desiderio; in base al detto profetico narrato da ʿUthmān, che Allāh sia compiaciuto di lui, secondo cui il Profeta ﷺ disse:
«لَا يَنْكِحُ المُحْرِمُ وَلَا يُنْكِحُ وَلَا يَخْطُبُ».
«Chi è in stato di iḥrām non deve sposarsi, né far sposare, né chiedere in matrimonio»49, questo detto è riportato da Muslim.
Se chi è in stato di iḥrām indossa indumenti cuciti, si copre la testa o si profuma per ignoranza o per dimenticanza, non è tenuto ad alcuna espiazione; deve tuttavia cessare la trasgressione non appena se ne ricorda o ne viene a conoscenza. Allo stesso modo, chi si rade la testa, si accorcia i capelli o si taglia le unghie per ignoranza o per dimenticanza, secondo l'opinione più corretta, ciò non comporta alcun effetto.
Ed è proibito al musulmano–sia egli in stato di iḥrām o meno, uomo o donna–uccidere la selvaggina della zona sacra (Ḥàram) o aiutare nella sua uccisione con un'arma, un [indicazione mediante] cenno o altro.
È proibito spaventare la selvaggina per scacciarla dal suo posto; ed è proibito tagliare gli alberi della zona sacra e le sue piante verdi, e raccogliere oggetti smarriti in esso, a meno che non sia per annunciarne il ritrovamento; in base alla parola del Profeta ﷺ:
«فَإِنَّ هَذَا البَلَدَ - يَعْنِي مَكَّةَ - حَرَامٌ بِحُرْمَةِ اللَّهِ إِلَى يَوْمِ القِيَامَةِ، لَا يُعْضَدُ شَوْكُهُ، وَلَا يُنَفَّرُ صَيْدُهُ، وَلَا يُلْتَقَطُ لُقَطَتُهُ إِلَّا مَنْ عَرَفَهَا، وَلَا يُخْتَلَى خَلَاهَا».
«In verità, questo Luogo—ovvero la Mecca—è sacro per decreto di Allāh fino al Giorno della Resurrezione: non si tagliano le sue piante spinose, né si spaventa la sua selvaggina, né si raccolgono i suoi oggetti smarriti se non da parte di un "munshid", né si taglia la sua erba (al-khalā)»50, su questo detto vi è accordo sulla sua autenticità [tra al-Bukhārī e Muslim].
Per "al-munshid" si intende l'annunciatore [che ne annuncia il ritrovamento], e al-khalā: è l'erba fresca; Minā e Muzdalifah sono parte della zona sacra (ḥaram), mentre ʿArafah è al di fuori di essa.
Paragrafo
Ciò che il pellegrino compie all'arrivo a Mecca e la spiegazione di ciò che esegue dopo l'ingresso nella moschea al-Ḥaram, ovvero il ṭawāf e la descrizione della sua modalità.
Quando il pellegrino giunge alla Mecca, è raccomandato che esegua l'abluzione maggiore prima di entrarvi, poiché il Profeta ﷺ agì in tal modo. Una volta giunto alla Sacra Moschea, è raccomandabile che vi entri anteponendo il piede destro e dica: «Bismi-Llāh, wa-ṣ-ṣalātu wa-s-salāmu ʿalā rasūli-Llāh. Aʿūdhu bil-Lāhi al-ʿaẓīm, wa-bi-waǧhihi al-karīm, wa-sulṭānihi al-qadīm, min aš-šayṭāni ar-raǧīm. Allāhumma iftaḥ lī abwāba raḥmatik» (In nome di Allāh, che la preghiera e la pace siano concesse in favore del Messaggero di Allāh. Mi rifugio in Allāh, l'Immenso, nel Suo Nobile Volto e nella Sua Autorità Sovrana Antica, da satana il lapidato. O Allāh, apri per me le porte della Tua misericordia). Si recita la stessa invocazione quando si entra in qualsiasi altra moschea e, per quanto mi risulta, non esiste un'invocazione specifica per l'ingresso nella Sacra Moschea che sia stata autenticamente tramandata dal Profeta ﷺ.
Il pellegrino una volta giunto alla Sacra Casa, si cessa di recitare la talbiyah prima di iniziare il ṭawāf, qualora si compia una ʿUmrah o un Pellegrinaggio in modalità tamattuʿ.
Dopodiché, ci si reca presso la "Pietra Nera" e ci si pone di fronte ad essa; poi, la si tocca con la mano destra e la si bacia, se ciò è possibile, senza recare disagio alla gente facendosi spazio. E quando la si tocca, si dice: «Bismillāhi wa-Allāhu Akbar» (Nel nome di Allāh, e Allāh è il più grande), oppure si dice: «Allāhu Akbar» (Allāh è il più grande). Se è difficoltoso baciarla, la si tocca con la mano o con un bastone o altro, e si bacia ciò con cui la si è toccata. Se anche toccarla con altro è difficoltoso, si fa un cenno nella sua direzione e si dice: «Allāhu Akbar», senza baciare la mano. Condizione per la validità del ṭawāf è che colui che lo compie sia in stato di purezza rituale, sia dall'impurità minore che da quella maggiore; poiché il ṭawāf è come la preghiera, con la differenza che durante il suo svolgimento è concesso parlare. Durante il tawāf, si deve mantenere la Kaʿbah (Sacra Casa) alla propria sinistra. Ed è un atto meritorio pronunciare all'inizio del proprio tawāf la formula: «Allāhumma īmānan bika, wa-taṣdīqan bi-kitābika, wa-wafāʾan bi-ʿahdika, wa-ittibāʿan li-sunnati nabiyyika Muḥammadin ṣallā Allāhu ʿalayhi wa-sallam» (O Allāh, [eseguo ciò] come fede in Te, per attestazione di veridicità del Tuo Libro, in adempimento del Tuo patto e in ottemperanza alla Tradizione del Tuo Profeta Muḥammad), poiché ciò è stato tramandato dal Profeta ﷺ. Quindi si compiono sette giri, marciando a passo del "ramal" (un'andatura veloce) nei tre primi giri del tawāf iniziale; e questo è il tawāf che si compie appena giunti alla Mecca, sia che si stia compiendo una ʿUmrah, un pellegrinaggio in modalità tamattuʿ, sia che si abbia assunto ihrām per il solo Pellegrinaggio, sia che si stia unendo quest'ultimo alla ʿUmrah. Nei quattro giri restanti si procede a passo normale. Ogni giro inizia e si conclude in corrispondenza della pietra nera.
Il "ramal" consiste nel marciare a passo spedito, accorciando i passi, ed è raccomandato assumere la posizione di "iḍṭibāʿ" durante tutta questo ṭawāf, ad esclusione degli altri riti. L'iḍṭibāʿ consiste nel far passare la parte centrale del ridāʾ sotto la spalla destra e posare le due estremità sulla spalla sinistra.
E se si ha un dubbio sul numero dei giri effettuati, ci si basa su ciò di cui si è certi, ovvero il numero minore; [per esempio:] se si dubita di averne completati tre o quattro, si considerano tre, e allo stesso modo si agisce per il saʿy (la marcia).
E dopo aver completato questo ṭawāf, il pellegrino indossa nuovamente il suo ridāʾ disponendolo su entrambe le spalle, con le sue due estremità sul petto, prima di compiere le due unità di preghiera del ṭawāf.
Tra le cose che dovrebbero essere biasimate alle donne e di cui dovrebbero essere messe in guardia vi è il fatto di eseguire il ṭawāf adornate e con profumi gradevoli, nonché l'assenza di copertura [di alcune parte del corpo], nonostante siano ʿawrah (da coprire obbligatoriamente). È dunque loro obbligo coprirsi e astenersi dall'ornamento durante il ṭawāf e in tutte le altre situazioni in cui le donne si mescolano con gli uomini, perché esse sono considerate ʿawrah e fonte di tentazione. E di certo il volto della donna è la parte più appariscente del suo ornamento, quindi non è permesso mostrarlo se non ai suoi [specifici] parenti ristretti (maḥārim); sulla base della parola di Allāh, Sia elevato:
﴿...وَلَا يُبْدِينَ زِينَتَهُنَّ إِلَّا لِبُعُولَتِهِنَّ...﴾
"[...] E non manifestino le proprie grazie se non ai loro mariti [...]" [Sūrat an-Nūr: 31]. Non è consentito per loro scoprire il volto nel baciare la "Pietra Nera" qualora vi fossero uomini che potrebbero vederle. E se non hanno la possibilità di toccare la Pietra e baciarla, non è loro consentito farsi spazio tra gli uomini; piuttosto, devono eseguire il tawāf dietro agli uomini, e ciò è meglio per loro e di maggior ricompensa che compiere il tawāf vicino alla Kaʿbah (Sacra Casa) facendosi spazio tra gli uomini. Non è prescritto il ramal (marcia veloce) e al-idtibāʿ in un tawāf diverso da questo, né durante il saʿy, e ciò nemmeno per le donne; questo in virtù del fatto che il Profeta ﷺ praticò ramal e al-idtibāʿ soltanto nel suo primo tawāf, quello che eseguì al suo arrivo alla Mecca. Durante il tawāf, il pellegrino deve essere purificato da ogni impurità rituale e fisica, sottomesso al suo Signore e umile dinanzi a Lui.
È raccomandabile che il pellegrino durante il suo ṭawāf abbondi la menzione di Allāh e l'invocazione. E se recita anche qualcosa del Corano, è buona cosa. Tuttavia, per questo ṭawāf, così come per gli altri o per il saʿy, non è obbligatoria alcuna formula di menzione o invocazione specifica.
Invece, per quanto riguarda l'usanza introdotta da alcune persone di dedicare ogni giro del ṭawāf o del saʿy a invocazioni o suppliche specifiche, essa non ha alcun fondamento. Piuttosto, è sufficiente ciò che risulta agevole in fatto di invocazioni o suppliche. Quando si giunge in prossimità del Rukn al-Yamānī (uno degli angoli della Sacra Casa), lo si tocca con la mano destra e si dice: "Bismi-Llāhi wa-Llāhu akbar", senza però baciarlo. Se però risulta difficoltoso toccarlo, si tralascia ciò e si prosegue nel proprio ṭawāf, senza fare un cenno verso di esso né pronunciare il takbīr quando ci si trova alla sua altezza; poiché, per quanto ci risulta, ciò non è stato autenticamente riportato dal Profeta ﷺ. È inoltre raccomandabile dire, tra il Rukn al-Yamānī e la Pietra Nera:
﴿...رَبَّنَا آتِنَا فِي الدُّنْيَا حَسَنَةً وَفِي الْاخِرَةِ حَسَنَةً وَقِنَا عَذَابَ النَّارِ 201﴾
"Nostro Signore, donaci le bontà nella vita terrena e le bontà dell’Aldilà, ed evitaci il castigo del Fuoco" [Sūrat al-Baqarah: 201]. Ogni volta che si passa vicino alla Pietra Nera, la si tocca, la si bacia e si dice: «Allāhu Akbar». Se non è possibile toccarla e baciarla, ogni volta che le si passa vicino le si rivolge un cenno e si dice: «Allāhu Akbar».
E non vi è problema ad eseguire il ṭawāf dietro a Zamzam e al Maqām (il sito di Abramo), soprattutto in caso di affollamento. L'intera moschea è un luogo valido per il tawāf, e anche se il pellegrino lo eseguisse nei portici della moschea, ciò sarebbe considerato valido; tuttavia il tawāf vicino alla Kaʿbah è preferibile, per chi ne ha la possibilità.
Una volta terminato il ṭawāf, si eseguono due unità di preghiera dietro a Maqām Ibrāhim (il sito di Abramo), se possibile; altrimenti, a causa dell'affollamento o simili, si prega in qualsiasi altro punto della moschea. È raccomandato recitare in esse, dopo aver terminato sūrat "al-Fātiḥa":
﴿قُلۡ يَٰٓأَيُّهَا ٱلۡكَٰفِرُونَ1﴾
"Di’: «O miscredenti [...]»" [Sūrat al-Kāfirūn: 1] nella prima unità di preghiera, e
﴿قُلۡ هُوَ ٱللَّهُ أَحَدٌ1﴾
"Di’: «Egli è Allāh, l’Unico [...]»"
[Sūrat al-Ikhlās: 1] nella seconda unità, ciò è preferibile. Ma non vi è problema nel recitare altro. Dopodiché, ci si dirige verso la Pietra Nera e la si tocca con la mano destra, se ciò è possibile; seguendo in questo l'esempio del Profeta ﷺ.
Dopodiché si esce dalla sua porta verso [il monte] aṣ-Ṣafā, per salirvi o fermarsi presso di esso, anche se è preferibile salirvi quando possibile. All'inizio del primo tragitto, si recita:
﴿إِنَّ الصَّفَا وَالْمَرْوَةَ مِنْ شَعَائِرِ اللَّهِ...﴾
"Invero aṣ-Ṣafā e al-Marwah sono tra i riti di Allāh [...]"
[Sūrat al-Baqarah: 158].
È raccomandabile che il pellegrino sia rivolto verso la qiblah mentre si trova su aṣ-Ṣafā, lodi Allāh e pronunci il takbīr dicendo: "Lā ilāha illā Allāh, wa-Allāhu akbar, lā ilāha illā Allāh waḥdahu lā sharīka lahu, lahu al-mulku wa-lahu al-ḥamdu, yuḥyī wa-yumītu wa-huwa ʿalā kulli shayʾin qadīr, lā ilāha illā Allāh waḥdahu, anjaza waʿdahu, wa-naṣara ʿabdahu, wa-hazama al-aḥzāba waḥdahu" (Non c'è dio all'infuori di Allāh, Allāh è il più grande. Non c'è dio all'infuori di Allāh, l'Unico, senza alcun associato. A Lui appartiene il dominio e a Lui la lode. Egli dà la vita e dà la morte, ed Egli su ogni cosa è Onnipotente. Non c'è dio all'infuori di Allāh, l'Unico. Ha mantenuto la Sua promessa, ha sostenuto il Suo servo, e ha sconfitto da Solo le fazioni).
Poi il pellegrino supplica con quel che più desidera, alzando le mani, e ripete queste menzioni e invocazioni per te volte. Poi scende e s'incammina verso [il monte] al-Marwah fino a raggiungere il primo segnale; a quel punto, l'uomo adotta un passo spedito fino a raggiungere il secondo segnale. Per la donna, invece, non è prescritto accelerare il passo tra i due segnali, poiché è tenuta a preservare il suo pudore; a lei è prescritto, piuttosto, di camminare per tutta la durata del saʿy. Poi prosegue camminando per salire su al-Marwah o per fermarsi presso di esso, ma salirvi è preferibile se ciò è agevole. E su al-Marwa il pellegrino pronuncia e compie come eseguito su aṣ-Ṣafā, ad eccezione della recita del versetto, ovvero la parola di Allāh, Sia elevato:
﴿إِنَّ الصَّفَا وَالْمَرْوَةَ مِنْ شَعَائِرِ اللَّهِ...﴾
"Invero aṣ-Ṣafā e al-Marwah sono tra i riti di Allāh [...]" [Sūrat al-Baqarah: 158]. Recitarlo è prescritto soltanto durante la salita verso aṣ-Ṣafā nel primo tragitto, ad imitazione del Profeta ﷺ. Successivamente egli discende, procedendo a passo normale nel luogo designato ad esso e affrettandolo in quello designato alla marcia spedita, fino a raggiungere aṣ-Ṣafā. Si compie ciò per sette volte considerando che l'andata è un tragitto, e il ritorno è un altro tragitto; poiché il Profeta ﷺ fece quanto menzionato, e disse:
«خُذُوا عَنِّي مَنَاسِكَكُمْ».
«Apprendete da me i vostri riti»51. È raccomandabile che il pellegrino abbondi durante il suo saʿy nella menzione di Allāh e nell'invocazione per quanto gli è possibile, e che sia in stato di purezza dall'impurità maggiore e quella minore. Tuttavia, se compie il saʿy senza essere in stato di purezza rituale, ciò è comunque valido. Allo stesso modo, se una donna ha le mestruazioni o il puerperio dopo il ṭawāf, compie comunque il saʿy e ciò è valido per lei, perché la purezza rituale non è una condizione per [la validità] del saʿy, ma è solo raccomandabile, come già esposto.
Una volta completato il saʿy, il pellegrino si rade i capelli del capo o li accorcia, ma la rasatura per l'uomo rimane preferibile. Tuttavia, se accorcia i capelli lasciandoli per la rasatura del Pellegrinaggio, ciò è eccellente. Però se il suo arrivo alla Mecca è prossimo al momento del Pellegrinaggio, l'accorciamento in questo diviene preferibile, in modo da radere la parte rimanente dei capelli durante il Pellegrinaggio, perché quando il Profeta ﷺ giunse alla Mecca con i suoi Compagni il quarto giorno di Dhū al-Ḥijjah, ordinò a coloro che non avevano portato l'animale sacrificale di terminare dallo stato di iḥrām e di accorciare i capelli, e non ordinò loro di radersi. Nell'accorciamento è necessario includere tutto il capo, pertanto non è sufficiente accorciarne solo una parte, così come non è sufficiente raderne solo una parte. Invece, per la donna, non è prescritto se non l'accorciamento. In particolare, le è prescritto di tagliare da ogni treccia quanto una ʿanmulah o poco meno, e la ʿanmulah è [la falange] nell'estremità del dito. La donna non deve tagliare più di questo.
Una volta che colui che è in stato di iḥrām ha compiuto quanto menzionato, la sua ʿUmrah è completa e gli diviene lecito tutto ciò che gli era proibito a causa dell'iḥrām, a meno che non abbia condotto l'animale da sacrificare dall'esterno della "zona sacra"; in tal caso, egli rimane nel suo stato di iḥrām fino a quando non termina lo stato di iḥrām sia per il Pellegrinaggio che la ʿUmrah.
Per chi ha assunto lo stato di iḥrām per compiere il Pellegrinaggio singolarmente (Ifrād), o unitamente alla ʿUmrah (Qirān), è raccomandabile convertire il proprio rito in una ʿUmra e compiere gli stessi atti del mutamatti', a meno che non abbia condotto con sé l'offerta sacrificale; poiché il Profeta ﷺ ordinò ai suoi Compagni di fare ciò, dicendo:
«لَوْلَا أَنِّي سُقْتُ الهَدْيَ لَأَحْلَلْتُ مَعَكُمْ».
«Se non avessi condotto l'offerta sacrificale, avrei terminato [lo stato di iḥrām] assieme a voi»52.
Se ad una donna le sopraggiungono le mestruazioni o il puerperio dopo aver assunto l'iḥrām per la ʿUmrah, non compie il ṭawāf della Sacra Casa né il saʿy tra al-Ṣafā e al-Marwah finché non si sarà purificata (col termine del mestruo o puerperio). Quando si sarà purificata, potrà compiere il ṭawāf, il saʿy, accorciare i capelli e la sua ʿUmrah sarà completa. Se ancora non sarà purificata (col termine del mestruo o puerperio) prima del giorno di at-Tarwiyah (8 Dhū al-Ḥijjah), assume l'iḥrām per il Pellegrinaggio dal luogo in cui risiede, esce con gli altri pellegrini verso Minā, e diventa così una qārinah (ossia unisce Pellegrinaggio e ʿUmrah). Compie ciò che fa il pellegrino: la sosta a ʿArafah, la sosta presso al-Mashʿar al-Ḥarām, il lancio dei ciottoli, il pernottamento a Muzdalifah e a Minā, il sacrificio dell'animale, l'accorciamento dei capelli. Quando si sarà purificata (col termine del mestruo o puerperio), compie il ṭawāf della Sacra Casa e il saʿy tra aṣ-Ṣafā e al-Marwah, un unico ṭawāf e un unico saʿy, e questo sarà sufficiente per lei sia per il suo Pellegrinaggio che la sua ʿUmrah, sulla base del detto profetico narrato da ʿĀʾishah, Allāh si compiaccia di lei, la quale ebbe le mestruazioni dopo aver assunto l'iḥrām per la ʿUmrah, e il Profeta ﷺ le disse:
«افْعَلِي مَا يَفْعَلُ الحَاجُّ غَيْرَ أَنْ لَا تَطُوفِي بِالبَيْتِ حَتَّى تَطْهُرِي».
«Esegui ciò che compie il pellegrino, tranne il tawāf della Sacra Casa, finché non ti sarai purificata [dal mestruo]»53, su questo detto vi è accordo sulla sua autenticità [tra al-Bukhārī e Muslim].
E dopo che la donna col mestruo o il puerperio esegue il lancio dei ciottoli a Jamrah al-ʿAqabah nel Giorno della Ricorrenza del Sacrificio e si accorcia i capelli, le diviene lecito tutto ciò che le era stato vietato a causa dell'iḥrām, come l'uso di profumi e simili, eccetto [il rapporto intimo] con il marito, finché non abbia completato il suo Pellegrinaggio come le altre donne in stato di purezza. Quando poi avrà compiuto il ṭawāf e il saʿy dopo la purificazione [dal mestruo o dal puerperio], le diviene lecito [il rapporto intimo] con il marito.
Paragrafo
La sentenza giuridica sull'assunzione dell'iḥrām per il Pellegrinaggio l'ottavo giorno di Dhū al-Ḥijjah e sul recarsi a Minā
Quando giunge il giorno di at-Tarwiyah, corrispondente all'ottavo giorno di Dhū al-Ḥijjah, è raccomandabile, per coloro che a Mecca non sono in stato di iḥrām e per gli abitanti che intendono compiere il Pellegrinaggio, di assumere l'iḥrām dalle loro residenze; poiché i Compagni del Profeta ﷺ soggiornarono ad al-Abṭaḥ e da lì assunsero l'iḥrām per il Pellegrinaggio nel giorno di at-Tarwiyah, su suo ordine ﷺ. Il Profeta ﷺ non ordinò loro di recarsi alla Sacra Casa per assumervi l'iḥrām o presso al-Mīzāb, né ordinò loro il tawāf del congedo alla loro uscita verso Minā. E se ciò fosse stato un atto prescritto, glielo avrebbe insegnato, e tutto il bene risiede nel seguire il Profeta ﷺ e i suoi Compagni, che Allāh si compiaccia di loro.
È raccomandabile che eseguano l'abluzione maggiore, si purifichino e profumino al momento di assumere lo stato di iḥrām per il Pellegrinaggio, così come si fa quando si assume lo stato di iḥrām dal mīqāt. Dopo la loro assunzione dell'ihrām per il Pellegrinaggio, è raccomandabile che si dirigano a Minā, prima o dopo lo zenit, nel giorno di at-Tarwiyah, e che abbondino nel recitare la talbiyah fino al lancio dei ciottoli presso Jamrat al-ʿAqaba. Poi a Minā eseguono le preghiere di Ẓuhr, ʿAṣr, Maghrib, ʿIshāʾ e Fajr. La tradizione profetica prevede che eseguano ogni preghiera nel suo orario stabilito, in forma abbreviata ma senza unione [tra le preghiere], ad eccezione di Maghrib e Fajr, che non vengono abbreviate.
E non vi è alcuna differenza in ciò tra gli abitanti della Mecca e gli altri; infatti, il Profeta ﷺ pregò con la gente, sia abitanti della Mecca che altri, a Minā, ʿArafah e Muzdalifah eseguendo le preghiere in forma abbreviata, e non ordinò agli abitanti della Mecca di eseguirle per intero. E se fosse stato per loro obbligatorio, glielo avrebbe chiarito.
Quindi, dopo il sorgere del sole del giorno di ʿArafah, il pellegrino si dirige da Minā verso ʿArafah, ed è raccomandabile sostare a Namirah fino a quando il sole oltrepassa lo zenit, se ciò è possibile; poiché così fece il Profeta ﷺ.
Quando il sole oltrepassa lo zenit, è raccomandabile che l'imam o un suo sostituto tenga un sermone alla gente, adatto alla circostanza, nel quale spiega ciò che è prescritto al pellegrino in questo giorno e in quelli successivi, li esorta al timore di Allāh, alla Sua unicità e alla devozione sincera a Lui in tutte le opere, li mette in guardia dalle Sue proibizioni e raccomanda loro di attenersi saldamente al Libro di Allāh e alla tradizione del Suo Profeta ﷺ, di governare secondo essi e di ricorrere al loro giudizio in ogni questione; il tutto seguendo l'esempio del Profeta ﷺ. Dopodiché, si pregano Ẓuhr e ʿAṣr accorciandole e pregandole assieme nell'orario della prima, con un'unica chiamata alla preghiera (adhān) e due annunci di inizio preghiera (iqāmah); come fece il Profeta ﷺ in un detto riportato da Muslim e narrato da Jābir, Allāh si compiaccia di lui.
Poi si esegue la sosta a ʿArafah, e tutta la sua area è luogo di stazionamento, ad eccezione di Baṭn ʿUranah. Ed è preferibile orientarsi verso la qiblah (direzione di preghiera) e il monte ar-Raḥmah, se ciò è possibile; se però non fosse possibile rivolgersi verso entrambi, ci si rivolge verso la qiblah anche se non si è rivolti verso il monte ar-Raḥmah. È preferibile per il pellegrino, in questo luogo, dedicarsi con fervore al ricordo di Allāh, alle invocazioni e che Lo implori umilmente, alzando le mani durante l'invocazione. È inoltre una buona pratica pronunciare la talbiyah o recitare qualcosa del Corano, ed è raccomandabile ripetere spesso: "Lā ilāha illā Allāh, waḥdahu lā sharīka lah, lahu l-mulku wa lahu l-ḥamdu, yuḥyī wa yumītu, wa Huwa ʿalā kulli shayʾin qadīr" (Non c'è divinità degna di adorazione eccetto Allāh, l'Unico senza associati. A Lui appartiene il Regno e a Lui la lode. Egli dà la vita e dà la morte, ed Egli è Onnipotente su ogni cosa); in base a quanto è stato riportato a proposito del Profeta ﷺ, il quale disse:
«خَيْرُ الدُّعَاءِ دُعَاءُ يَوْمِ عَرَفَةَ، وَأَفْضَلُ مَا قُلْتُ أَنَا وَالنَّبِيُّونَ مِنْ قَبْلِي: لَا إِلَهَ إِلَّا اللَّهُ وَحْدَهُ لَا شَرِيكَ لَهُ، لَهُ المُلْكُ وَلَهُ الحَمْدُ، يُحْيِي وَيُمِيتُ وَهُوَ عَلَى كُلِّ شَيْءٍ قَدِيرٌ».
«Khayru al-duʿāʾi duʿāʾu yawmi ʿArafah, wa-afḍalu mā qultu ana wa-al-nabiyyūna min qablī: Lā ilāha illā Allāh waḥdahu lā sharīka lahu, lahu al-mulku wa-lahu al-ḥamdu, yuḥyī wa-yumītu wa-huwa ʿalā kulli shayʾin qadīr» (La migliore invocazione è l'invocazione del giorno di ʿArafah. E la cosa migliore che io e i profeti prima di me abbiamo detto è: "Non c'è dio all'infuori di Allāh, l'Unico, senza alcun associato. A Lui appartiene il dominio e a Lui la lode. Egli dà la vita e dà la morte, ed Egli su ogni cosa è Onnipotente)54. Ed è autenticamente attestato che il Profeta ﷺ disse:
«أَحَبُّ الكَلَامِ إِلَى اللَّهِ أَرْبَعٌ: سُبْحَانَ اللَّهِ، وَالحَمْدُ لِلَّهِ، وَلَا إِلَهَ إِلَّا اللَّهُ، وَاللَّهُ أَكْبَرُ».
«Le frasi più amate da Allāh sono quattro: "Gloria ad Allāh" (Subḥāna Allāh), "Lode ad Allāh" (Al-ḥamdu li-llāh), "Non c'è dio all'infuori di Allāh" (Lā ilāha illā Allāh), e "Allāh è il più grande" (Allāhu akbar)»55.
È dunque opportuno abbondare in questa menzione e ripeterla con devozione e presenza del cuore; ed è altresì opportuno abbondare nelle menzioni e nelle suppliche riportate nella Legislazione in ogni momento, in particolare in questa occasione, in questo giorno grandioso, scegliendo le formule onnicomprensive di menzione e supplica, tra cui:
* "Subḥāna Allāhi wa-biḥamdihi, Subḥāna Allāhi l-ʿAẓīm" (Gloria a Allāh con la Sua lode, Gloria ad Allāh, il Magnifico).
﴿...لَا إِلَهَ إِلَّا أَنتَ سُبْحَانَكَ إِنِّي كُنتُ مِنَ الظَّالِمِينَ 87﴾
"Lā ilāha illā anta subḥānaka innī kuntu min al-ẓālimīn" (Non v’è dio all’infuori di Te! Gloria a Te! Invero sono stato tra gli iniqui),
[Sūrat al-Anbiyāʾ: 87].
* "Lā ilāha illā Allāh, wa-lā naʿbudu illā iyyāhu, lahu al-niʿmatu wa-lahu al-faḍlu wa-lahu al-thanāʾu al-ḥasanu, lā ilāha illā Allāh mukhliṣīna lahu al-dīna wa-law kariha al-kāfirūn" (Non c'è dio all'infuori di Allāh, e noi non adoriamo se non Lui. A Lui appartiene la grazia, a Lui appartiene il favore, e a Lui appartiene la lode eccellente. Non c'è dio all'infuori di Allāh, a Lui rivolgiamo il sincero culto, anche se ciò è detestabile ai miscredenti).
* "Lā ḥawla wa-lā quwwata illā bi-Llāh" (Non v'è cambiamento né forza se non in Allāh)56.
* ﴿...رَبَّنَا آتِنَا فِي الدُّنْيَا حَسَنَةً وَفِي الْاخِرَةِ حَسَنَةً وَقِنَا عَذَابَ النَّارِ 201﴾
* "Rabbanā ātinā fī al-dunyā ḥasanatan wa-fī al-ākhirati ḥasanatan wa-qinā ʿadhāba an-nār",
[Sūrat al-Baqarah: 201].
* اللَّهُمَّ أَصْلِحْ لِي دِينِيَ الَّذِي هُوَ عِصْمَةُ أَمْرِي، وَأَصْلِحْ لِي دُنْيَايَ الَّتِي فِيهَا مَعَاشِي، وَأَصْلِحْ لِي آخِرَتِيَ الَّتِي فِيهَا مَعَادِي، وَاجْعَلِ الحَيَاةَ زِيَادَةً لِي فِي كُلِّ خَيْرٍ، وَالمَوْتَ رَاحَةً لِي مِنْ كُلِّ شَرٍّ.
* "Allāhumma aṣliḥ lī dīnīya alladhī huwa ʿiṣmatu amrī, wa-aṣliḥ lī dunyāya allatī fīhā maʿāshī, wa-aṣliḥ lī ākhiratīya allatī fīhā maʿādī, wa-jʿali al-ḥayāta ziyādatan lī fī kulli khayrin, wa-al-mawta rāḥatan lī min kulli sharrin" (O Allāh, perfeziona per me la mia religione, che è la protezione delle mie questioni, e rendi prospera la mia vita mondana, in cui risiede il mio sostentamento, e perfeziona per me la mia vita ultraterrena, verso cui è la mia destinazione. Rendi la vita per me un aumento in ogni bene, e la morte per me un sollievo da ogni male)57.
* أَعُوذُ بِاللَّهِ مِنْ جَهْدِ البَلَاءِ، وَدَرَكِ الشَّقَاءِ، وَسُوءِ القَضَاءِ، وَشَمَاتَةِ الأَعْدَاءِ.
"Aʿūdhu bi-llāhi min jahdi al-balāʾi, wa-daraki al-shaqāʾi, wa-sūʾi al-qaḍāʾi, wa-shamātati al-aʿdāʾ" (Cerco rifugio in Allāh dalla durezza della prova, dalla caduta nella miseria, dalla malignità del decreto e dalla gioia malevola dei nemici)58.
* اللَّهُمَّ إِنِّي أَعُوذُ بِكَ مِنَ الهَمِّ وَالحَزَنِ، وَأَعُوذُ بِكَ مِنَ العَجْزِ وَالكَسَلِ، وَأَعُوذُ بِكَ مِنَ الجُبْنِ وَالبُخْلِ، وَمِنَ المَأْثَمِ وَالمَغْرَمِ، وَأَعُوذُ بِكَ مِنْ غَلَبَةِ الدَّيْنِ وَقَهْرِ الرِّجَالِ.
* "Allāhumma innī aʿūdhu bika min al-hammi wa-al-ḥazani, wa-aʿūdhu bika min al-ʿajzi wa-al-kasali, wa-aʿūdhu bika min al-jubni wa-al-bukhli, wa-min al-maʾthami wa-al-maghrami, wa-aʿūdhu bika min ghalabati al-dayni wa-qahri al-rijāl. (O Allāh, cerco rifugio in Te dall'angoscia e dalla tristezza; cerco rifugio in Te dall'impotenza e dalla pigrizia; cerco rifugio in Te dalla viltà e dall'avarizia; [cerco rifugio in Te] dal peccato e dal debito; e cerco rifugio in Te dall'essere sopraffatto dal debito e dall'essere soggiogato dagli uomini)59."
* اللَّهُمَّ إِنِّي أَعُوذُ بِكَ مِنَ البَرَصِ وَالجُنُونِ وَالجُذَامِ وَمِنْ سَيِّئِ الأَسْقَامِ.
"Allāhumma innī aʿūdhu bika min al-baraṣi wa-l-junūni wa-l-judhāmi wa-min sayyiʾi l-asqām (O Allāh, cerco rifugio in Te dal leucoderma, dalla pazzia, dalla lebbra e da tutte le nefande malattie)"60.
* "Allāhumma innī asʾaluka al-ʿafwa wa-al-ʿāfiyata fī al-dunyā wa-al-ākhirah" (O Allāh, Ti chiedo il perdono e il benessere nella vita terrena e in quella ultraterrena).
* "Allāhumma innī asʾaluka al-ʿafwa wa-al-ʿāfiyata fī dīnī wa-dunyāya wa-ahlī wa-mālī" (O Allāh, Ti chiedo il perdono e il benessere nella mia religione, nella mia vita terrena, nei miei familiari e nei miei averi).
* اللَّهُمَّ اسْتُرْ عَوْرَتِي وَآمِنْ رَوْعَاتِي، اللَّهُمَّ احْفَظْنِي مِنْ بَيْنِ يَدَيَّ وَمِنْ خَلْفِي، وَعَنْ يَمِينِي وَعَنْ شِمَالِي، وَمِنْ فَوْقِي، وَأَعُوذُ بِعَظَمَتِكَ أَنْ أُغْتَالَ مِنْ تَحْتِي.
* "Allāhumma-stur ʿawratī wa-āmin rawʿātī. Allāhumma-ḥfaẓnī min bayni yadayya wa-min khalfī, wa-ʿan yamīnī wa-ʿan shimālī, wa-min fawqī, wa-aʿūdhu bi-ʿaẓamatika an ughtāla min taḥtī" (O Allāh, copri i miei difetti e rassicura le mie paure. O Allāh, proteggimi dinnanzi a me e dietro di me, alla mia destra e alla mia sinistra, e sopra di me, e mi rifugio nella Tua magnificenza dall’essere sopraffatto da sotto di me)61.
* اللَّهُمَّ اغْفِرْ لِي جِدِّي وَهَزْلِي، وَخَطَئِي وَعَمْدِي، وَكُلَّ ذَلِكَ عِنْدِي، اللَّهُمَّ اغْفِرْ لِي مَا قَدَّمْتُ وَمَا أَخَّرْتُ، وَمَا أَسْرَرْتُ وَمَا أَعْلَنْتُ، وَمَا أَنْتَ أَعْلَمُ بِهِ مِنِّي، أَنْتَ المُقَدِّمُ وَأَنْتَ المُؤَخِّرُ، وَأَنْتَ عَلَى كُلِّ شَيْءٍ قَدِيرٌ.
*Allāhumma ghfir lī jiddī wa hazlī, wa khaṭa’ī wa ‘amdī, wa kullu dhālika ‘indī, Allāhumma ghfir lī mā qaddamtu wa mā akhkhartu, wa mā asrartu wa mā a‘lantu, wa mā anta a‘lamu bihi minnī, Anta l-Muqaddimu wa Anta l-Mu’akhkhiru, wa Anta ‘alā kulli shay’in qadīr* (O Allāh, perdonami ciò che ho detto nella serietà o nel gioco, o per sbaglio o intenzionalmente, e tutto ciò che ho. O Allāh, perdonami ciò che ho anticipato e ciò che ho rimandato, e ciò che ho fatto nel mio intimo e ciò che ho fatto apertamente, e ciò che Tu conosci meglio di me. Tu sei Colui che anticipa e Colui che posticipa e Tu hai il potere su tutto)62.
* اللَّهُمَّ إِنِّي أَسْأَلُكَ الثَّبَاتَ فِي الأَمْرِ وَالعَزِيمَةَ عَلَى الرُّشْدِ، وَأَسْأَلُكَ شُكْرَ نِعْمَتِكَ وَحُسْنَ عِبَادَتِكَ، وَأَسْأَلُكَ قَلْبًا سَلِيمًا وَلِسَانًا صَادِقًا، وَأَسْأَلُكَ مِنْ خَيْرِ مَا تَعْلَمُ، وَأَعُوذُ بِكَ مِنْ شَرِّ مَا تَعْلَمُ، وَأَسْتَغْفِرُكَ لِمَا تَعْلَمُ، إِنَّكَ عَلَّامُ الغُيُوبِ.
* "Allāhumma innī asʾaluka al-thabāta fī al-amri wa-al-ʿazīmata ʿalā al-rushdi, wa-asʾaluka shukra niʿmatika wa-ḥusna ʿibādatika, wa-asʾaluka qalban salīman wa-lisānan ṣādiqan, wa-asʾaluka min khayri mā taʿlamu, wa-aʿūdhu bika min sharri mā taʿlamu, wa-astaghfiruka li-mā taʿlamu, innaka ʿallāmu al-ghuyūb" (O Allāh, Ti chiedo la fermezza nelle questioni, la risolutezza sulla retta via, la gratitudine per la Tua grazia, la perfezione nella Tua adorazione, un cuore puro e una lingua veritiera. Ti chiedo il meglio di ciò che Tu conosci, mi rifugio in Te dal male di ciò che Tu conosci e Ti chiedo perdono per ciò che Tu conosci. In verità, Tu sei il Supremo Conoscitore dell'Ignoto)63.
* اللَّهُمَّ رَبَّ النَّبِيِّ مُحَمَّدٍ عَلَيْهِ الصَّلَاةُ وَالسَّلَامُ، اغْفِرْ لِي ذَنْبِي، وَأَذْهِبْ غَيْظَ قَلْبِي وَأَجِرْنِي مِنْ مُضِلَّاتِ الفِتَنِ مَا أَحْيَيْتَنَا.
* "Allāhumma Rabba n-nabiyyi Muḥammadin ʿalayhiṣ-ṣalātu was-salāmu, ighfir lī dhanbī, wa adh-hib ghayẓa qalbī wa ajirnī min muḍillāti l-fitani mā aḥyaytanā" (O Allāh, Signore del Profeta Muḥammad ﷺ perdona il mio peccato, rimuovi la rabbia dal mio cuore e proteggimi dalle fuorvianti tribolazioni, fintanto che ci farai vivere)64.
* اللَّهُمَّ رَبَّ السَّمَاوَاتِ وَرَبَّ الأَرْضِ وَرَبَّ العَرْشِ العَظِيمِ، رَبَّنَا وَرَبَّ كُلِّ شَيْءٍ، فَالِقَ الحَبِّ وَالنَّوَى، وَمُنْزِلَ التَّوْرَاةِ وَالإِنْجِيلِ وَالفُرْقَانِ، أَعُوذُ بِكَ مِنْ شَرِّ كُلِّ شَيْءٍ أَنْتَ آخِذٌ بِنَاصِيَتِهِ، اللَّهُمَّ أَنْتَ الأَوَّلُ فَلَيْسَ قَبْلَكَ شَيْءٌ، وَأَنْتَ الآخِرُ فَلَيْسَ بَعْدَكَ شَيْءٌ، وَأَنْتَ الظَّاهِرُ فَلَيْسَ فَوْقَكَ شَيْءٌ، وَأَنْتَ البَاطِنُ فَلَيْسَ دُونَكَ شَيْءٌ، اقْضِ عَنَّا الدَّيْنَ وَأَغْنِنَا مِنَ الفَقْرِ.
* "Allāhumma rabba s-samāwāti wa rabba l-arḍi wa rabba l-ʿarshi l-ʿaẓīm, rabbanā wa rabba kulli shayʾ, fāliqa l-ḥabbi wa n-nawā, wa munzila t-tawrāti wa l-injīli wa l-furqān, aʿūdhu bika min sharri kulli shayʾin anta ākhidhun bināṣiyatih. Allāhumma anta l-awwalu falaysa qablaka shayʾ, wa anta l-ākhiru falaysa baʿdaka shayʾ, wa anta ẓ-ẓāhiru falaysa fawqaka shayʾ, wa anta l-bāṭinu falaysa dūnaka shayʾ, iqḍi ʿannā d-dayna wa aghninā mina l-faqr" (O Allāh, Signore dei cieli, Signore della terra e Signore del Trono Sublime. Signor nostro e Signore di ogni cosa, Colui che fende il seme e il nocciolo, Rivelatore della Torah, del Vangelo e del Discrimine. Mi rifugio in Te dal male di ogni cosa e che Tu tieni sotto controllo. O Allāh, Tu sei il Primo e nulla è prima di Te; Tu sei l'Ultimo e nulla è dopo di Te; Tu sei il Manifesto e nulla è al di sopra di Te; Tu sei l'Occulto e nulla è al di là di Te. Saldaci il debito e sollevaci dalla povertà)65.
* اللَّهُمَّ أَعْطِ نَفْسِي تَقْوَاهَا، وَزَكِّهَا أَنْتَ خَيْرُ مَنْ زَكَّاهَا، أَنْتَ وَلِيُّهَا وَمَوْلَاهَا، اللَّهُمَّ إِنِّي أَعُوذُ بِكَ مِنَ العَجْزِ وَالكَسَلِ، وَأَعُوذُ بِكَ مِنَ الجُبْنِ وَالهَرَمِ وَالبُخْلِ، وَأَعُوذُ بِكَ مِنْ عَذَابِ القَبْرِ.
* "Allāhumma aʿṭi nafsī taqwāhā, wa-zakkhā anta khayru man zakkāhā, anta waliyyuhā wa-mawlāhā. Allāhumma innī aʿūdhu bika min al-ʿajzi wa-al-kasali, wa-aʿūdhu bika min al-jubni wa-al-harami wa-al-bukhli, wa-aʿūdhu bika min ʿadhābi al-qabr" (O Allāh, concedi alla mia anima la sua rettitudine e purificala. Tu sei il suo Miglior purificatore, e Tu sei il suo Guardiano e il suo Sovrano. O Allāh, mi rifugio in Te dall'incapacità e dalla pigrizia, e mi rifugio in Te dalla codardia, dall'impotenza della vecchiaia e dall'avarizia, e mi rifugio in Te dalla punizione della tomba)66.
* اللَّهُمَّ لَكَ أَسْلَمْتُ، وَبِكَ آمَنْتُ، وَعَلَيْكَ تَوَكَّلْتُ، وَإِلَيْكَ أَنَبْتُ، وَبِكَ خَاصَمْتُ، أَعُوذُ بِعِزَّتِكَ أَنْ تُضِلَّنِي، لَا إِلَهَ إِلَّا أَنْتَ، أَنْتَ الحَيُّ الَّذِي لَا يَمُوتُ، وَالجِنُّ وَالإِنْسُ يَمُوتُونَ.
* "Allāhumma laka aslamtu, wa-bika āmantu, wa-ʿalayka tawakkaltu, wa-ilayka anabtu, wa-bika khāṣamtu. Aʿūdhu bi-ʿizzatika an tuḍillanī. Lā ilāha illā anta, anta al-ḥayyu alladhī lā yamūtu, wa-al-jinnu wa-al-insu yamūtūna" (Allāhumma, mi sono sottomesso a Te, ho creduto in Te e a Te mi sono affidato, a Te è il mio ritorno, e in nome Tuo disputo; mi affido alla Tua potenza—non c’è divinità all’infuori di Te—affinché Tu non mi lasci cadere in perdizione. Tu sei il Vivente, Colui Che non muore, mentre i genii e gli uomini muoiono)67.
* اللَّهُمَّ إِنِّي أَعُوذُ بِكَ مِنْ عِلْمٍ لَا يَنْفَعُ، وَمِنْ قَلْبٍ لَا يَخْشَعُ، وَمِنْ نَفْسٍ لَا تَشْبَعُ، وَمِنْ دَعْوَةٍ لَا يُسْتَجَابُ لَهَا.
* "Allāhumma innī aʿūdhu bika min ʿilmin lā yanfaʿu, wa-min qalbin lā yakhshaʿu, wa-min nafsin lā tashbaʿu, wa-min daʿwatin lā yustajābu lahā" (O Allāh, cerco la Tua protezione dall'inutile conoscenza, e da un cuore che non teme, e da una mente che non è soddisfatta, e da una supplica non esaudita)68.
* اللَّهُمَّ جَنِّبْنِي مُنْكَرَاتِ الأَخْلَاقِ وَالأَعْمَالِ وَالأَهْوَاءِ وَالأَدْوَاءِ.
* "Allāhumma jannibnī munkarāti l-akhlāqi wal-aʿmāli wal-ahwāʾi wal-adwāʾi" (O Allāh, allontanami dalle malvagità dei caratteri, delle azioni, delle passioni e delle malattie)69.
* اللَّهُمَّ أَلْهِمْنِي رُشْدِي، وَأَعِذْنِي مِنْ شَرِّ نَفْسِي.
* "Allāhumma alhimnī rushdī, wa aʿidhnī min sharri nafsī" (O Allāh, ispirami il mio retto discernimento e proteggimi dal mio stesso male)70.
* اللَّهُمَّ اكْفِنِي بِحَلَالِكَ عَنْ حَرَامِكَ، وَأَغْنِنِي بِفَضْلِكَ عَمَّنْ سِوَاكَ.
* "Allāhumma kfinī bi-ḥalālika ʿan ḥarāmika, wa-agninī bi-faḍlika ʿamman siwāka" (O Allāh, fammi bastare il Tuo lecito invece del Tuo illecito, e con la Tua grazia rendimi indipendente da chiunque altro all'infuori di Te)71.
* اللَّهُمَّ إِنِّي أَسْأَلُكَ الهُدَى وَالتُّقَى وَالعَفَافَ وَالغِنَى.
* "Allāhumma innī asʾaluka al-hudā wa-al-tuqā wa-al-ʿafāfa wa-al-ghinā" (Oh Allāh! A te chiedo la guida, la rettitudine, la castità e l’autosufficienza)72.
* اللَّهُمَّ إِنِّي أَسْأَلُكَ الهُدَى وَالسَّدَادَ.
* "Allāhumma innī asʾaluka al-hudā was-sadād" (O Allāh, Ti chiedo la Retta Guida e la rettitudine)73.
* اللَّهُمَّ إِنِّي أَسْأَلُكَ مِنَ الخَيْرِ كُلِّهِ، عَاجِلِهِ وَآجِلِهِ، مَا عَلِمْتُ مِنْهُ وَمَا لَمْ أَعْلَمْ، وَأَعُوذُ بِكَ مِنَ الشَّرِّ كُلِّهِ، عَاجِلِهِ وَآجِلِهِ، مَا عَلِمْتُ مِنْهُ وَمَا لَمْ أَعْلَمْ، وَأَسْأَلُكَ مِنْ خَيْرِ مَا سَأَلَكَ مِنْهُ عَبْدُكَ وَنَبِيُّكَ مُحَمَّدٌ ﷺ، وَأَعُوذُ بِكَ مِنْ شَرِّ مَا اسْتَعَاذَ مِنْهُ عَبْدُكَ وَنَبِيُّكَ مُحَمَّدٌ ﷺ، اللَّهُمَّ إِنِّي أَسْأَلُكَ الجَنَّةَ وَمَا قَرَّبَ إِلَيْهَا مِنْ قَوْلٍ أَوْ عَمَلٍ، وَأَعُوذُ بِكَ مِنَ النَّارِ وَمَا قَرَّبَ إِلَيْهَا مِنْ قَوْلٍ أَوْ عَمَلٍ، وَأَسْأَلُكَ أَنْ تَجْعَلَ كُلَّ قَضَاءٍ قَضَيْتَهُ لِي خَيْرًا.
* "Allāhumma innī asʾaluka min-al-ḫayri kullihi, ʿājilihi wa ājilihi, mā ʿalimtu minhu wa mā lam aʿlam, wa aʿūḏu bika min-aš-šarri kullihi, ʿājilihi wa ājilihi, mā ʿalimtu minhu wa mā lam aʿlam, wa asʾaluka min ḫayri mā sa'alaka minhu ʿabduka wa nabiyyuka Muḥammadun, wa aʿūḏu bika min šarri ma-staʿāḏa minhu ʿabduka wa nabiyyuka Muḥammadun, Allāhumma innī asʾaluka al-jannata wa mā qarraba ilayhā min qawlin aw ʿamal, wa aʿūḏu bika min-an-nāri wa mā qarraba ilayhā min qawlin aw ʿamal, wa asʾaluka an tajʿala kulla qaḍā'in qaḍaytahu lī ḫayrā" (O Allāh, Ti chiedo tutto il bene, presente e futuro, quello che ne conosco e quello che non ne conosco, e cerco rifugio in Te da tutto il male, presente e futuro, quello che ne conosco e quello che non ne conosco. Ti chiedo il bene che Ti chiese il Tuo servo e il Tuo profeta Muḥammad, e cerco rifugio in Te dal male dal quale cercò rifugio il Tuo servo e il Tuo profeta Muḥammad. O Allāh, Ti chiedo il Paradiso e ciò che ad esso avvicina in parole o opere, e cerco rifugio in Te dall'Inferno e da ciò che ad esso avvicina in parole o opere. E Ti chiedo di rendere un bene ogni decreto che hai stabilito per me)74.
* لَا إِلَهَ إِلَّا اللَّهُ وَحْدَهُ لَا شَرِيكَ لَهُ، لَهُ المُلْكُ وَلَهُ الحَمْدُ، يُحْيِي وَيُمِيتُ بِيَدِهِ الخَيْرُ وَهُوَ عَلَى كُلِّ شَيْءٍ قَدِيرٌ، سُبْحَانَ اللَّهِ، وَالحَمْدُ لِلَّهِ، وَلَا إِلَهَ إِلَّا اللَّهُ، وَاللَّهُ أَكْبَرُ، وَلَا حَوْلَ وَلَا قُوَّةَ إِلَّا بِاللَّهِ العَلِيِّ العَظِيمِ.
* "Lā ilāha illā Llāh waḥdahu lā sharīka lah, lahu l-mulku wa lahu l-ḥamdu, yuḥyī wa yumītu, biyadihi l-khayr, wa huwa ʿalā kulli shayʾin qadīr. Subḥāna Llāh, wa-l-ḥamdu li-Llāh, wa lā ilāha illā Llāh, wa-Llāhu akbar, wa lā ḥawla wa lā quwwata illā bi-Llāhi l-ʿAliyyi l-ʿAẓīm" (Non c'è divinità all'infuori di Allāh, Unico e senza associati. A Lui appartiene la sovranità e la lode; Egli dà la vita e dà la morte, nelle Sue Mani è il bene ed Egli è Onnipotente su ogni cosa. Gloria ad Allāh, e la lode appartiene ad Allāh, e non c'è divinità all'infuori di Allāh, e Allāh è il più Grande, e non c'è potere né forza se non per mezzo di Allāh, Sia elevato, il Magnifico)75.
* اللَّهُمَّ صَلِّ عَلَى مُحَمَّدٍ، وَعَلَى آلِ مُحَمَّدٍ، كَمَا صَلَّيْتَ عَلَى إِبْرَاهِيمَ، وَعَلَى آلِ إِبْرَاهِيمَ، إِنَّكَ حَمِيدٌ مَجِيدٌ، وَبَارِكْ عَلَى مُحَمَّدٍ، وَعَلَى آلِ مُحَمَّدٍ، كَمَا بَارَكْتَ عَلَى إِبْرَاهِيمَ، وَعَلَى آلِ إِبْرَاهِيمَ، إِنَّكَ حَمِيدٌ مَجِيدٌ.
* "Allāhumma ṣalli ʿalā Muḥammadin, wa-ʿalā āli Muḥammadin, kamā ṣallayta ʿalā Ibrāhīma, wa-ʿalā āli Ibrāhīma, innaka Ḥamīdun Majīd. Wa bārik ʿalā Muḥammadin, wa-ʿalā āli Muḥammadin, kamā bārakta ʿalā Ibrāhīma, wa-ʿalā āli Ibrāhīma, innaka Ḥamīdun Majīd" (O Allāh, concedi benedizioni a Muḥammad e alla famiglia di Muḥammad, come concedesti benedizioni ad Abramo e alla famiglia di Abramo. In verità Tu sei Degno di lode, Glorioso. E benedici Muḥammad e la famiglia di Muḥammad, come benedicesti Abramo e la famiglia di Abramo. In verità Tu sei Degno di lode, il Glorioso)76.
* ﴿...رَبَّنَا آتِنَا فِي الدُّنْيَا حَسَنَةً وَفِي الْاخِرَةِ حَسَنَةً وَقِنَا عَذَابَ النَّارِ 201﴾
"Nostro Signore, donaci le bontà nella vita terrena e le bontà dell’Aldilà, ed evitaci il castigo del Fuoco!"
[Sūrat al-Baqarah: 201].
È preferibile che il pellegrino, in questa magnifica circostanza, ripeta le sopracitate formule di ricordo, le invocazioni e altre espressioni dal significato analogo, nonché la preghiera sul Profeta ﷺ. Occorre insistere nell'invocazione e chiedere al proprio Signore i beni di questo mondo e dell'Aldilà. Il Profeta ﷺ soleva, quando invocava, ripetere l'invocazione tre volte; pertanto è opportuno seguire il Suo ﷺ esempio in ciò.
In questa circostanza, il musulmano è umilmente sottomesso al suo Signore, sia Egli glorificato, deferente alla Sua maestà e prostrato dinanzi a Lui, implorando la Sua misericordia e il Suo perdono, temendo la Sua punizione e la Sua ira, facendo un esame della propria anima e rinnovando un pentimento sincero; poiché questo è un giorno sublime e un grande consesso, nel quale Allāh è generoso con i Suoi sudditi, si vanta di loro dinanzi ai Suoi angeli, e vi abbonda la liberazione dal Fuoco. E non si è mai visto Satana, in nessun altro giorno, più sconfitto, insignificante e umiliato che nel giorno di ʿArafah, ad eccezione di quanto fu visto il giorno di Badr; e ciò a causa di quanto egli vede della generosità di Allāh verso i Suoi sudditi, della Sua benevolenza nei loro confronti, e dell'abbondanza della Sua liberazione e del Suo perdono.
E in "Ṣaḥīḥ Muslim", ʿĀʾisha—Allāh si compiaccia di lei—narrò che il Profeta ﷺ disse:
«مَا مِنْ يَوْمٍ أَكْثَرَ مِنْ أَنْ يُعْتِقَ اللَّهُ فِيهِ عَبْدًا مِنَ النَّارِ مِنْ يَوْمِ عَرَفَةَ، وَإِنَّهُ لَيَدْنُو ثُمَّ يُبَاهِي بِهِمُ المَلَائِكَةَ، فَيَقُولُ: مَا أَرَادَ هَؤُلَاءِ؟».
«Non c’è giorno in cui Allāh salva più gente dalla punizione del Fuoco come il giorno di ʿArafah. E invero Egli Si avvicina, poi Si vanta di loro presso gli Angeli e chiede: Cosa desiderano costoro?»77.
I Musulmani devono dunque mostrare ad Allāh il meglio di sé, umiliare e affliggere il loro nemico, Satana, attraverso la menzione frequente di Allāh, la supplica, il costante pentimento e la richiesta di perdono per ogni peccato e trasgressione. I pellegrini rimangono in questo luogo, impegnati nella menzione di Allāh, nella supplica e nell'umile invocazione, fino al tramonto del sole. Una volta tramontato, si dirigono verso Muzdalifa con tranquillità e compostezza, recitando frequentemente la talbiyah e affrettando il passo dove il sentiero si allarga, seguendo l'esempio del Profeta ﷺ. Non è permesso lasciare il luogo prima del tramonto, poiché il Profeta ﷺ attese fino a che il sole non tramontò, e disse:
«خُذُوا عَنِّي مَنَاسِكَكُمْ».
«Apprendete da me i vostri riti»78.
Una volta giunti a Muzdalifah, si prega il Maghrib e il ʿIshāʾ eseguendole nello stesso orario con un richiamo di preghiera (adhān) e due annunci di inizio preghiera (iqāmah), fin dal momento dell'arrivo; in conformità con quanto fece il Profeta ﷺ, sia che si giunga a Muzdalifah nel periodo del Maghrib o dopo l'inizio del periodo del ʿIshāʾ.
Ciò che fanno alcuni, ovvero raccogliere i ciottoli per il lancio alle Jamrah sin dal loro arrivo a Muzdalifa e prima della preghiera, e la convinzione di molti di loro che ciò sia un atto prescritto, è un errore che non ha alcun fondamento. Il Profeta ﷺ non ordinò di raccogliere i ciottoli se non dopo essersi diretto da al-Mashʿar verso Minā. E da qualunque luogo si raccolgano i ciottoli, ciò sarà valido per il pellegrino; pertanto non è vincolante raccoglierli a Muzdalifa, essendo altresì lecito farlo a Minā. La Tradizione profetica indica di raccogliere sette sassolini in questo giorno per eseguire la lapidazione presso Jamrat al-ʿAqaba, seguendo l'esempio del Profeta ﷺ. Per quanto riguarda i tre giorni successivi, si raccolgono da Minā ventuno sassolini al giorno, per eseguire il lancio dei ciottoli presso le tre Jamrah.
E non è raccomandabile lavare i ciottoli; essi vanno piuttosto lanciati senza essere lavati, poiché ciò non è stato tramandato dal Profeta ﷺ e dai suoi Compagni. Né si deve lanciare con un ciottolo già utilizzato.
Il pellegrino pernotta questa notte a Muzdalifah, ed è permesso ai deboli—come le donne, i bambini e simili—partire per Minā nell'ultima parte della notte; questo in base al detto narrato da ʿĀʾisha, Umm Salamah e altri. Quanto agli altri pellegrini, per essi è doveroso permanere lì fino al compimento della preghiera del Fajr. Poi si fermano presso al-Mashʿar Al-Harām, si rivolgono verso la direzione di preghiera (qiblah) e abbondano la menzione di Allāh, il takbīr (Allāhu akbar) e le invocazioni, fino a che l'alba non sia ben chiara. È raccomandato sollevare le mani qui durante l'invocazione, e ovunque si fermino a Muzdalifah, ciò sarà valido per loro. Quindi non è obbligatorio avvicinarsi ad al-Mashʿar né salirvi; in ottemperanza alle parole del Profeta ﷺ:
«وَقَفْتُ هَاهُنَا - يَعْنِي عَلَى المَشْعَرِ الحَرَامِ - وَجَمْعٌ كُلُّهَا مَوْقِفٌ».
«Mi sono fermato qui–cioè, presso al-Mashʿar al-Ḥarām–e [la piana di] Jamʿ è tutta un luogo di sosta»79, questo detto è stato riportato da Muslim nel suo "Ṣaḥīḥ", e con Jamʿ si intende Muzdalifah.
Quando il chiarore mattutino è ben definito, si parte in direzione di Minā prima che il sole sorga, recitando abbondantemente la talbiyah durante il cammino. Giunti a Muḥassir, è raccomandabile affrettare leggermente il passo.
Una volta giunti a Minā, i pellegrini interrompono la recitazione della talbiyah presso la Jamrat al-ʿAqabah e, appena arrivati, la si lapida con sette ciottoli lanciati in successione, alzando la mano e pronunciando il takbīr (Allāhu akbar) ad ogni lancio. È raccomandabile eseguire il lancio dal fondo della valle, tenendo la Kaʿbah alla propria sinistra e Minā alla propria destra, conformemente alla pratica del Profeta ﷺ. Tuttavia, se il lancio viene effettuato da altri lati è comunque valido, a condizione che i ciottoli cadano nel bacino di raccolta. E non è una condizione che i ciottoli rimangano nel bacino, essendo sufficiente che vi cadano dentro; pertanto, se un ciottolo cade nel bacino e poi ne esce [rimbalzando], il lancio è comunque valido secondo quanto traspare dalle parole dei sapienti. Tra coloro che hanno affermato ciò esplicitamente vi è an-Nawawi, che Allāh abbia misericordia di lui, nel suo "Sharḥ al-Muhadhdhab". I ciottoli per il lancio alle Jamrah devono essere simili a quelli usati per il "khaḍf" (lancio con sassolino tra pollice e indice), ovvero leggermente più grandi di un cece.
Successivamente, dopo il lancio dei ciottoli, il pellegrino immola il proprio animale da sacrificio. È raccomandabile che al momento del sacrificio o della sgozzatura pronunci la formula: «Bismillāhi wa-Allāhu akbar, Allāhumma hādhā minka wa-laka» (Nel nome di Allāh, e Allāh è il più grande. O Allāh, questo proviene da Te ed è per Te), e che rivolga l'animale verso la qiblah (direzione di preghiera). La Tradizione profetica prevede di sacrificare i camelidi mentre sono in piedi, con la zampa anteriore sinistra legata, e di sgozzare i bovini e gli ovini adagiandoli sul loro fianco sinistro. Se l'animale venisse sacrificato senza essere rivolto verso la qiblah, si tralascerebbe una pratica raccomandabile, ma il sacrificio sarebbe comunque valido, poiché l'orientamento verso la qiblah è considerato una pratica raccomandabile e non un obbligo. Ed è altresì raccomandabile cibarsi di una parte dell'offerta, donarne una parte e darne un'altra in beneficenza; conformemente alla parola di Allāh, Sia elevato:
﴿...فَكُلُوا مِنْهَا وَأَطْعِمُوا الْبَائِسَ الْفَقِيرَ﴾
"Cibatevene dunque, e sfamate il misero e il bisognoso" [Sūrat al-Ḥajj: 28] Il periodo per il sacrificio si estende fino al tramonto del sole del terzo giorno dei Giorni di Tashrīq (11, 12, 13 Dhū al-Ḥijjah), secondo l'opinione più corretta dei dotti, la durata del sacrificio è dunque il Giorno della Ricorrenza del Sacrificio e i tre giorni ad esso successivi.
Successivamente, dopo il sacrificio dell'animale, ci si rade la testa o si accorciano i capelli, ma la rasatura è preferibile; poiché il Profeta ﷺ ha invocato la misericordia e il perdono per coloro che si radono per tre volte, e una sola volta per coloro che si accorciano i capelli. E non è sufficiente accorciare solo una parte del capo; bensì è necessario che l'accorciamento, così come la rasatura, includa tutta la testa. Quanto alla donna, ella accorcia da ogni sua treccia quanto una falange, o meno.
Dopo il lancio dei ciottoli a Jamrat al-ʿAqabah e la rasatura o l'accorciamento dei capelli, per colui che è in stato di iḥrām torna ad essere lecito tutto ciò che gli era stato proibito dall'iḥrām, ad eccezione delle donne. Questa uscita dall'iḥrām è chiamata "prima uscita" (al-taḥallul al-awwal). È raccomandabile, dopo questa uscita, che egli si profumi e si rechi alla Mecca per compiere il ṭawāf al-ifāḍah (circumambulazione della visita), sulla base del detto narrato da ʿĀʾishah–che Allāh si compiaccia di lei–la quale disse:"
«كُنْتُ أُطَيِّبُ رَسُولَ اللَّهِ ﷺ لِإِحْرَامِهِ قَبْلَ أَنْ يُحْرِمَ، وَلِحَلِّهِ قَبْلَ أَنْ يَطُوفَ بِالبَيْتِ».
«Profumavo il Messaggero di Allāh ﷺ per il suo iḥrām, prima che lo assumesse, e per la sua uscita dall'iḥrām, prima che compisse il tawāf intorno alla Sacra Casa»80, detto riportato da al-Bukhārī e Muslim.
Questo ṭawāf è chiamato ṭawāf al-ifāda e ṭawāf az-ziyāra; è uno dei pilastri del Pellegrinaggio senza il quale non può essere portato a termine. Ed è ciò a cui si fa riferimento nel Suo detto, Sia elevato:
﴿ثُمَّ لْيَقْضُوا تَفَثَهُمْ وَلْيُوفُوا نُذُورَهُمْ وَلْيَطَّوَّفُوا بِالْبَيْتِ الْعَتِيقِ 29﴾
"Poi completino i loro impegni [rituali], adempiano ai loro voti e compiano la circumambulazione della Casa Antica" [Sūrat al-Ḥajj: 29].
Quindi, dopo il ṭawāf e la preghiera delle due unità di preghiera dietro al-Maqām [di Abramo], il pellegrino compie il saʿy tra al-Ṣafā e al-Marwah se è un pellegrino in modalità tamattuʿ. E questo saʿy sarà per il suo Pellegrinaggio, mentre il primo saʿy è da considerarsi per la sua ʿUmrah.
E un unico saʿy non è sufficiente secondo l'opinione più corretta dei sapienti; sulla base del detto narrato da ʿĀʾishah, che Allāh si compiaccia di lei, la quale disse: «Partimmo con il Messaggero di Allah ﷺ [...]» e narrò il detto, in cui egli disse:
«وَمَنْ كَانَ مَعَهُ هَدْيٌ فَلْيُهِلَّ بِالحَجِّ مَعَ العُمْرَةِ ثُمَّ لَا يَحِلُّ حَتَّى يَحِلَّ مِنْهُمَا جَمِيعًا»...
«[...] E chi ha con sé l'animale sacrificale (hady), che assuma l'iḥrām per il Pellegrinaggio assieme alla ʿUmrah, e poi non termini l'iḥrām finché non abbia portato a termine entrambi [...]».
Finché [ʿĀʾishah] non disse:
«فَطَافَ الَّذِينَ أَهَلُّوا بِالعُمْرَةِ بِالبَيْتِ وَبِالصَّفَا وَالمَرْوَةِ ثُمَّ حَلُّوا ثُمَّ طَافُوا طَوَافًا آخَرَ بَعْدَ أَنْ رَجَعُوا مِنْ مِنًى لِحَجِّهِمْ».
«Coloro che assunsero iḥrām per la ʿUmrah compirono il ṭawāf della Casa, [il saʿy] tra al-Ṣafā e al-Marwah, quindi terminarono il loro iḥrām. Poi, dopo essere tornati da Minā, compirono un altro ṭawāf per il loro Pellegrinaggio»81,
detto riportato da Al-Bukhārī e Muslim.
E la sua affermazione–Allāh si compiaccia di lei–riguardo a coloro che assunsero l'iḥrām per la ʿUmrah: «Poi compirono un altro ṭawāf dopo essere tornati da Minā per il loro Pellegrinaggio», con essa intende il saʿy tra al-Ṣafā e al-Marwah, secondo la più corretta delle interpretazioni di questo detto. Quanto all'affermazione di chi dice che ella intendeva con ciò il ṭawāf al-ifāḍah, ciò non è corretto, perché il ṭawāf al-ifāḍah è un pilastro obbligatorio per tutti [a prescindere dalla modalità di Pellegrinaggio], e loro lo avevano già compiuto. Ella intendeva invece ciò che è specifico del mutamattiʿ, ossia il saʿy tra al-Ṣafā e al-Marwah una seconda volta, dopo il ritorno da Minā, per completare il Pellegrinaggio. Ciò è chiaro, col favore di Allāh, ed è l'opinione della maggior parte dei sapienti.
E a prova della sua correttezza vi è anche quanto riportato da al-Bukhārī nel suo Ṣaḥīḥ–in forma di "detto sospeso" (taʿlīq: parte iniziale della catena dei narratori non citata), ma con formulazione categorica–narrato da Ibn ʿAbbās, Allāh sia compiaciuto di lui e del padre, al quale fu chiesto riguardo al tamattuʿ nel Pellegrinaggio, ed egli rispose: «I migranti e gli ausiliari e le spose del Profeta ﷺ assunsero l'iḥrām durante il Pellegrinaggio di addio, ed lo assumemmo anche noi. Quando giungemmo alla Mecca, il Messaggero di Allāh ﷺ disse: "Cambiate il vostro iḥrām per il Pellegrinaggio in ʿUmrah, eccetto chi ha designato l'animale sacrificale (hady). Allora compimmo il ṭawāf della Casa e [il saʿy] tra al-Ṣafā e al-Marwah, ci accostammo alle nostre spose e indossammo gli abiti [normali]. E [il Profeta ﷺ] disse: "Chi ha designato l'animale sacrificale non uscirà dall'iḥrām finché l'animale non abbia raggiunto il suo luogo di immolazione". Poi, nel pomeriggio del giorno di at-Tarwiyah (8 Dhū al-Ḥijjah), ci ordinò di assumere l'iḥrām per il Pellegrinaggio. Quando avemmo completato i riti, venimmo e compimmo il ṭawāf della Casa e [il saʿy] tra al-Ṣafā e al-Marwah».
82 Qui termina ciò che era inteso, ed esso è esplicito riguardo al fatto che il mutamattiʿ compie il saʿy due volte. E Allah è il più Sapiente.
E per quanto riguarda ciò che riportò Muslim dal detto narrato da Jābir, Allāh Si compiaccia di lui: «Il Profeta ﷺ e i suoi Compagni non compirono che un unico tawāf tra as-Safā e al-Marwah»83, Il loro primo ṭawāf si riferisce a coloro che, tra i Compagni, avevano condotto l'animale sacrificale (hady), perché essi rimasero in stato di iḥrām insieme al Profeta ﷺ finché non uscirono dall'iḥrām del Pellegrinaggio e dalla ʿUmrah, assieme. E il Profeta ﷺ aveva assunto l'iḥrām sia per il Pellegrinaggio che la ʿUmrah, e ordinò a chi aveva condotto con sé l'animale sacrificale di assumere l'iḥrām per il Pellegrinaggio assieme alla ʿUmrah, e di non terminare l'iḥrām finché non avesse completato entrambi. E colui che unisce il Pellegrinaggio alla ʿUmrah non è tenuto a compiere che un solo saʿy, come indicato dal detto precedente di Jābir e da altri detti autentici.
Allo stesso modo, colui che ha compiuto il pellegrinaggio in modalità ifrād (solo Pellegrinaggio) ed è rimasto in stato di iḥrām fino al giorno della Ricorrenza del Sacrificio, non è tenuto ad eseguire se non un unico saʿy. Se coloro che sono in modalità qirān e ifrād compiono il saʿy dopo il ṭawāf al-qudūm (circumambulazione d'arrivo), ciò è sufficiente per loro e non hanno bisogno di un saʿy dopo il ṭawāf al-ifāḍah. Questa è la conciliazione tra i detti narrati da ʿĀʾishah, Ibn ʿAbbās e il detto di Jābir precedentemente menzionato. In questo modo, la contraddizione apparente viene risolta e si agisce in conformità con tutti i detti.
Tra gli elementi che corroborano questa conciliazione vi è il fatto che i detti di ʿĀʾishah e di Ibn ʿAbbās sono entrambi detti autentici, e hanno stabilito l'esistenza di un secondo saʿy per colui che è in modalità tamattuʿ. Il senso apparente del detto di Jābir, invece, lo nega. In questo caso, l'affermazione ha priorità sulla negazione, come è stabilito nelle scienze dei principi della giurisprudenza e della terminologia del detto profetico. E Allāh, Sia glorificato ed elevato, è Colui che concede il successo verso la correttezza, non c'è potere né forza se non in Allāh.
Paragrafo
Spiegazione di ciò che è preferibile per gli atti del pellegrino nel giorno della Ricorrenza del Sacrificio.
È preferibile per il pellegrino eseguire in ordine questi quattro riti nel Giorno del Sacrificio come menzionato: si inizia prima con il lancio dei ciottoli alla Jamrat al-ʿAqabah, poi il sacrificio, poi la rasatura o l'accorciamento dei capelli, e infine il ṭawāf attorno alla Casa e il saʿy per il pellegrino mutamattiʿ. Lo stesso vale per il mufrid e il qārin se non hanno già eseguito la marcia assieme al tawāf al-qudūm. E qualora si dovesse anticipare una di queste pratiche rispetto a un'altra, ciò è valido per il pellegrino; poiché è stata stabilita a riguardo una concessione da parte del Profeta ﷺ. E in questo rientra l'anticipare il saʿy rispetto al tawāf; poiché è una delle pratiche che si compiono nel giorno della Ricorrenza del Sacrificio, rientrando dunque nelle parole del Compagno [del Profeta ﷺ]: «Non gli fu chiesto nulla in quel giorno [in merito ai riti del pellegrinaggio], che fosse stato anticipato o posticipato, senza che egli dicesse:
«افْعَلْ وَلَا حَرَجَ».
«Fallo, che non v'è problema»84. E poiché si tratta di una questione in cui può verificarsi la dimenticanza o esserci ignoranza a riguardo, è stato dunque necessario includerla in questa norma di carattere generale; in virtù dell'agevolazione e della facilitazione che ciò comporta.
Ed è stato autenticamente riportato che fu domandato al Profeta ﷺ a proposito di colui che esegue il saʿy prima del ṭawāf, ed egli rispose:
«لَا حَرَجَ».
«Non vi è problema»85. Questo detto è riportato da Abū Dāwūd, dal detto narrato da Usāmah ibn Sharīk con una catena di trasmissione autentica, per cui risulta evidente, senza alcun dubbio, la sua inclusione nella norma generale, e Allāh è Colui che concede il successo.
Gli atti che consentono al pellegrino di terminare lo stato di iḥrām (taḥallul) sono tre: il lancio dei ciottoli alla "Jamrat Al-ʿAqabah", la rasatura o l'accorciamento dei capelli, e il tawāf al-ifāḍah con il successivo saʿy. Il compimento di questi tre riti [del pellegrinaggio] rende lecito tutto ciò che era stato proibito con l'iḥrām, come i rapporti coniugali, i profumi e altro. Il compimento di due di essi, invece, rende lecito tutto ciò che era proibito con l'iḥrām, ad eccezione del rapporto intimo; questo è chiamato: il primo taḥallul (prima uscita dallo stato di iḥrām).
È commendevole per il pellegrino bere dall'acqua di Zamzam a sazietà, e pronunciare quanto gli è possibile di invocazioni benefiche,
«مَاءُ زَمْزَمَ لِمَا شُرِبَ لَهُ».
[poiché, come dice il detto profetico:] «L'acqua di Zamzam è per ciò per cui si intende berla»86. E come fu riportato nel "Ṣaḥīḥ" di Muslim da Abu Dharr, che il Profeta ﷺ disse riguardo all'acqua di Zamzam:
«إِنَّهُ طَعَامُ طُعْمٍ».
«In verità, è un cibo che nutre»87. Abu Dāwūd aggiunge [nella versione da lui riportata]:
«وَشِفَاءُ سُقْمٍ».
«e guarigione d'infermità»88.
Dopo il ṭawāf al-ifāḍah e il saʿy per colui che è tenuto a compiere il saʿy, i pellegrini ritornano a Minā e vi soggiornano per tre giorni con le relative notti. Eseguono il lancio dei ciottoli presso le tre Jamrah dopo lo zenit del sole, ed è obbligatorio rispettare l'ordine nel lancio.
Quindi il pellegrino inizia con la prima Jamrah–quella adiacente alla moschea di al-Khayf–e vi lancia sette ciottoli lanciati uno dopo l'altro, alzando la mano ad ogni lancio. È raccomandabile, in base alla tradizione profetica, che si allontani un po' da essa, la ponga alla sua sinistra, si rivolga verso la direzione di preghiera (qiblah), alzi le mani e abbondi l'invocazione e la supplica [ad Allāh].
Successivamente si effettua il lancio dei ciottoli alla seconda Jamrah, come alla prima. È quindi raccomandabile, in base alla tradizione profetica, avanzare un po', lasciandola alla propria destra, rivolgersi verso la direzione di preghiera, alzare le mani e invocare a lungo.
Successivamente si lanciano i ciottoli alla terza Jamrah, e non si sosta presso di essa.
Successivamente, nel secondo dei giorni del Tashrīq si esegue il lancio dei ciottoli dopo lo zenit, come il giorno precedente, e presso la prima e la seconda Jamrah si agisce allo stesso modo; seguendo l'esempio del Profeta ﷺ.
Il lancio dei ciottoli nei primi due Giorni di Tashrīq è un atto obbligatorio del pellegrinaggio, e allo stesso modo il pernottamento a Minā nella prima e nella seconda notte è obbligatorio, eccetto per gli addetti all'irrigazione, i pastori e simili, per i quali non è obbligatorio.
Dopo il lancio dei ciottoli nei due giorni menzionati, chi desidera lasciare Minā in anticipo può farlo, a condizione di uscire prima del tramonto. Chi invece posticipa, pernottando la terza notte ed eseguendo il lancio dei ciottoli il terzo giorno, compie ciò che è preferibile e di maggior ricompensa, come disse Allāh, Sia elevato:
﴿وَاذْكُرُوا اللَّهَ فِي أَيَّامٍ مَعْدُودَاتٍ فَمَنْ تَعَجَّلَ فِي يَوْمَيْنِ فَلَا إِثْمَ عَلَيْهِ وَمَنْ تَأَخَّرَ فَلَا إِثْمَ عَلَيْهِ لِمَنِ اتَّقَى...﴾
"E menzionate Allāh nei giorni contati, ma non avrà colpa chi anticipa in due giorni, né avrà colpa chi posticipa purché tema Allāh" [Sūrat al-Baqarah: 203]. Oltre al fatto che il Profeta ﷺ concesse alle genti di lasciare Minā in anticipo, ma egli stesso non lo fece; al contrario, rimase a Minā finché non ebbe eseguito il lancio dei ciottoli nel tredicesimo giorno dopo lo zenit, e quindi partì prima di eseguire la preghiera di Ẓuhr.
Ed è lecito per il tutore del fanciullo incapace di eseguire il lancio, eseguirlo per lui a Jamrat al-'Aqabah e alle altre Jamarāt dopo averlo fatto per sé stesso. Allo stesso modo, il tutore della fanciulla incapace di lanciare, lo esegue per lei; secondo il detto di Jābir, che Allāh sia soddisfatto di lui, il quale disse:
«حَجَجْنَا مَعَ رَسُولِ اللَّهِ ﷺ، وَمَعَنَا النِّسَاءُ وَالصِّبْيَانُ، فَلَبَّيْنَا عَنِ الصِّبْيَانِ وَرَمَيْنَا عَنْهُمْ».
«Facemmo il Pellegrinaggio con il Messaggero di Allāh ﷺ, e con noi le donne e i fanciulli; pronunciammo la talbiyah per i fanciulli e lanciammo i ciottoli per loro»89, detto riportato da Ibn Mājah.
Ed è lecito per colui che è impossibilitato al lancio dei ciottoli a causa di una malattia, età avanzata o gravidanza, delegare qualcuno che lo esegua al suo posto; in base alla parola di Allāh, Sia elevato:
﴿فَاتَّقُوا اللَّهَ مَا اسْتَطَعْتُمْ...﴾
"Temete dunque Allāh, per quanto potete" [Sūrat at-Taghābun: 16]. Costoro, infatti, non possono farsi spazio tra la folla presso le Jamrah e il tempo per la lapidazione ha un termine, e non è prescritto loro recuperare il rito. Pertanto, è stato quindi loro concesso di delegare un sostituto, a differenza di quanto avviene per gli altri riti. Non è opportuno per essi, infatti, che la persona in stato di iḥrām nomini un sostituto che compia i riti per suo conto, anche qualora il suo pellegrinaggio fosse facoltativo; poiché chi assume lo stato di iḥrām per il Pellegrinaggio o per la ʿUmrah, anche se fossero atti volontari, è tenuto a portarli a compimento [autonomamente]; in virtù della parola di Allāh, Sia elevato:
﴿وَأَتِمُّوا الْحَجَّ وَالْعُمْرَةَ لِلَّهِ...﴾
"Portate a termine il Pellegrinaggio e la ʿUmrah per Allāh [...]" [Sūrat al-Baqarah: 196]. Inoltre, il periodo [prescritto] per il ṭawāf e il saʿy non ha un termine specifico, a differenza di quello per il lancio dei ciottoli.
Quanto alla sosta a ʿArafah (wuqūf), al pernottamento a Muzdalifah e a Minā, non vi è dubbio che il loro periodo è limitato. Tuttavia, è possibile che l'incapace riesca [a completare i riti] in questi luoghi, anche se con difficoltà, a differenza della sua esecuzione diretta del lancio dei ciottoli. Ed anche perché , riguardo al lancio, è stata trasmessa la possibilità della delega da parte dei pii predecessori per chi ha una giustificazione valida, a differenza di altri [riti].
E gli atti di culto sono predefiniti, perciò non è consentito ad alcuno istituirne di nuovi se non sulla base di una prova. È consentito al delegato eseguire il lancio per sé stesso e poi per il suo delegante presso ciascuna delle tre Jamrah, restando nella stessa posizione. Non è obbligatorio, secondo l'opinione più corretta dei sapienti, completare il lancio dei ciottoli alle tre Jamarāt per sé stesso per poi tornare ed eseguire il lancio per il suo delegante; ciò per l'assenza di una prova che lo renda obbligatorio e per la difficoltà e il disagio che ciò comporterebbe. E Allāh, Sia elevato, disse:
﴿...وَمَا جَعَلَ عَلَيْكُمْ فِي الدِّينِ مِنْ حَرَجٍ...﴾
"E non ha posto nella religione alcun disagio per voi" [Sūrat al-Ḥajj: 78]. E il Profeta ﷺ disse:
«يَسِّرُوا وَلَا تُعَسِّرُوا».
«Agevolate e non aggravate»90. Oltre al fatto che ciò non è stato tramandato dai Compagni del Messaggero di Allāh quando eseguirono il lancio dei ciottoli per conto dei loro fanciulli e degli inabili tra loro; e se lo avessero fatto, sarebbe stato senza dubbio tramandato, poiché rientra tra quelle questioni che vi è grande premura a riportare. E Allāh è il più Sapiente.
Paragrafo
L'obbligo dell'immolazione per il pellegrino in modalità tamattuʿ e per quello in modalità qirān
È obbligatorio per il pellegrino che compie il tamattuʿ o il qirān–e che non è tra i residenti della Sacra Moschea–l'immolazione, la quale consistente nel sacrificare: una pecora, o [l'equivalente di] un settimo di un cammello, o [l'equivalente di] un settimo di una mucca. È necessario che ciò provenga da beni leciti e da un guadagno puro [da illiceità], perché Allāh–Sia elevato–è Puro e non accetta se non ciò che è puro.
È opportuno per il musulmano astenersi dal chiedere alla gente un animale da sacrificare o altro, siano essi governanti o altro, qualora Allāh gli abbia concesso beni sufficienti a renderlo capace di donare da sé e lo abbia reso autosufficiente dal richiedere ciò che possiede la gente; ciò in virtù di quanto è riportato nei numerosi detti del Profeta ﷺ riguardo alla condanna e al biasimo della richiesta, e alla lode di chi non la richiede.
Se il mutamattiʿ e il qārin non sono in grado di offrire il sacrificio animale, diviene loro obbligo digiunare tre giorni durante il Pellegrinaggio e sette [giorni] una volta tornati dai loro cari. In questo caso, egli ha la scelta riguardo ai tre giorni: se vuole, li digiuna prima del giorno della Ricorrenza del Sacrificio; oppure li digiuna nei tre giorni del Tashrīq. Allāh, Sia elevato, disse:
﴿...فَمَنْ تَمَتَّعَ بِالْعُمْرَةِ إِلَى الْحَجِّ فَمَا اسْتَيْسَرَ مِنَ الْهَدْيِ فَمَنْ لَمْ يَجِدْ فَصِيَامُ ثَلَاثَةِ أَيَّامٍ فِي الْحَجِّ وَسَبْعَةٍ إِذَا رَجَعْتُمْ تِلْكَ عَشَرَةٌ كَامِلَةٌ ذَلِكَ لِمَنْ لَمْ يَكُنْ أَهْلُهُ حَاضِرِي الْمَسْجِدِ الْحَرَامِ...﴾
"Chi si avvantaggia della ʿUmrah combinata al Pellegrinaggio, che offra in sacrificio ciò che gli è agevole, e chi non ne trovi, allora digiuni tre giorni in Pellegrinaggio e sette al ritorno: questi sono dieci completi. Ciò [vale] per chi non ha famiglia residente nei pressi della Sacra Moschea" [Sūrat al-Baqarah: 196], come riportato nel versetto.
E nel "Ṣaḥīḥ" di al-Bukhārī, si tramanda che ʿĀʾisha e Ibn ʿUmar, Allāh Si compiaccia di loro, dissero:
«لَمْ يُرَخَّصْ فِي أَيَّامِ التَّشْرِيقِ أَنْ يُصَمْنَ إِلَّا لِمَنْ لَمْ يَجِدِ الهَدْيَ».
«Non è stato concesso di digiunare nei giorni del Tashrīq, se non per colui che non trova l'offerta sacrificale»91. Questa narrazione ha il valore di un detto attribuito al Profeta ﷺ. Ed è preferibile anticipare il digiuno dei tre giorni rispetto al giorno di ʿArafah, così da non essere digiunanti in quel giorno; il Profeta ﷺ infatti si trovava a ʿArafah senza aver digiunato, e proibì il digiuno del giorno di ʿArafah ivi. Il non digiunare in questo giorno conferisce inoltre maggiore energia per dedicarsi al ricordo di Allāh e alle invocazioni. Oltretutto, è permesso digiunare i tre giorni menzionati sia consecutivamente che separatamente e, allo stesso modo, per il digiuno dei sette giorni non è richiesta la consecutività, pertanto è permesso digiunare questi giorni sia tutti insieme che separatamente, poiché né Allāh né il Suo Messaggero ﷺ hanno posto la consecutività come condizione. Tuttavia, la scelta migliore è posticipare il digiuno dei sette giorni fino al proprio ritorno dalla famiglia, secondo la Sua parola:
﴿...وَسَبْعَةٍ إِذَا رَجَعْتُمْ...﴾
"[...] e sette al ritorno [...]" [Sūrat al-Baqarah: 196].
Il digiuno per chi si trova nell'impossibilità di compiere l'offerta sacrificale è preferibile rispetto al richiedere ai governanti o altri affinché gli elargiscano un animale da immolare per proprio conto. Tuttavia, per colui che riceve un animale sacrificale o altro dono senza averlo richiesto né aver manifestato bramosia, non vi è alcun male in ciò, anche qualora stia compiendo il pellegrinaggio per conto di terzi; ciò a condizione che chi gli abbia conferito la delega non abbia posto come requisito l'acquisto dell'offerta sacrificale con il denaro fornitogli. Quanto invece alla pratica di alcuni di richiedere al governo o ad altre entità un animale sacrificale presentando nominativi fittizi in modo menzognero, non vi è dubbio che questo sia proibito; costituisce infatti un guadagno illecito ottenuto tramite la menzogna. Che Allāh preservi noi e tutti i musulmani da tale pratica.
Paragrafo
L'obbligo di esortare al bene i pellegrini e gli altri
E tra i più grandi doveri per i pellegrini e gli altri vi è l'esortare al bene e il proibire il male, e l'osservanza delle cinque preghiere in congregazione, così come Allāh ha ordinato nel Suo Libro e per bocca del Suo Messaggero ﷺ.
Per quanto riguarda ciò che fanno molte persone, sia abitanti della Mecca che di altri luoghi, di compiere la preghiera nelle case e di abbandonare le moschee, questo è un errore che contravviene alla legislazione [islamica]. Dunque è obbligatorio redarguire e ordinare alla gente di avere cura di pregare nelle moschee; in base a quanto è stato autenticamente riportato dal Profeta ﷺ, che egli disse ad Ibn Umm Maktūm–Allāh sia soddisfatto di lui–quando gli chiese il permesso di compiere la pregare a casa sua; poiché era cieco e la sua casa era lontana dalla moschea:
«هَلْ تَسْمَعُ النِّدَاءَ بِالصَّلَاةِ؟ قَالَ: نَعَمْ، قَالَ: فَأَجِبْ».
«Riesci a sentire il richiamo alla preghiera?». Rispose: «Sì». Disse: «Allora rispondi [ad esso]»92, ed in un'altra versione:
«لَا أَجِدُ لَكَ رُخْصَةً».
«Non trovo per te alcuna dispensa»93. Ed Egli ﷺ disse anche:
«لَقَدْ هَمَمْتُ أَنْ آمُرَ بِالصَّلَاةِ فَتُقَامَ، ثُمَّ آمُرَ رَجُلًا فَيُؤُمَّ النَّاسَ، ثُمَّ أَنْطَلِقَ إِلَى رِجَالٍ لَا يَشْهَدُونَ الصَّلَاةَ فَأُحَرِّقَ عَلَيْهِمْ بُيُوتَهُمْ بِالنَّارِ».
«Davvero ero risoluto a dar ordine che la preghiera fosse stabilita, poi incaricare un uomo che guidasse la gente, poi avviarmi alla volta di uomini che non presenziano alla preghiera e bruciare le loro case su di loro appiccandovi il fuoco»94, E in "Sunan Ibn Mājah" e in altre raccolte, si tramanda con una buona catena di trasmissione da Ibn ʿAbbās—Allāh Si compiaccia di lui e del padre—che il Profeta ﷺ disse:
«مَنْ سَمِعَ النِّدَاءَ فَلَمْ يَأْتِ فَلَا صَلَاةَ لَهُ إِلَّا مِنْ عُذْرٍ».
«Chi ode il richiamo [alla preghiera] e non si presenta, non c'è preghiera per lui, a meno che non abbia una giustificazione»95.
E nella raccolta "Ṣaḥīḥ" di Muslim, si riporta che Ibn Masʿūd—che Allah Si compiaccia di lui—disse: «Colui che amerebbe incontrare Allāh l'indomani [nell'aldilà], da musulmano, che si curi di queste preghiere quando è chiamato ad esse! Ché invero Allāh ha illustrato al vostro Profeta le vie della guida, e queste preghiere sono parte di esse. E se eseguiste le preghiere a casa, come fa questo assenteista, vi allontanereste dalla Tradizione del vostro Profeta, e se vi allontanate da essa, sarete sviati. E non vi è uomo che si purifichi, compiendo nel migliore dei modi la purificazione, per poi recarsi ad una di queste moschee, senza che Allāh gli ascriva per ogni passo che compie una buona azione, lo elevi di un grado e cancelli un suo peccato. E invero, abbiamo visto che non trascurava [la preghiera in congregazione] se non un ipocrita la cui ipocrisia era nota. E davvero l'uomo veniva condotto, sorretto tra due uomini, finché non fosse fatto stare in piedi nella fila [in preghiera]»96.
È obbligo per i pellegrini, e chi [è presente in quei luoghi ma] non è in pellegrinaggio, evitare i divieti di Allāh–Sia elevato–e guardarsi dal commetterli, come l'adulterio, la sodomia, il furto, il guadagno dall'usura, il consumo dei beni dell'orfano, l'inganno nelle transazioni commerciali, il tradimento nella custodia dei beni affidati, il consumo di bevande inebrianti, il fumo, l'indossare abiti che strisciano oltre le caviglie, l'arroganza, l'invidia, l'ostentazione, la maldicenza, la calunnia, la derisione dei musulmani, l'uso di strumenti musicali come i grammofoni, il liuto, gli strumenti a corda, i flauti e simili, l'ascolto di canzoni e strumenti musicali dalla radio o altro, il gioco con i dadi, gli scacchi, il gioco d'azzardo, la raffigurazione di esseri dotati di anima tra gli esseri umani e altri esseri, e l'accettazione di tutto ciò. Tutte queste sono cose riprovevoli che Allāh ha proibito ai Suoi servi in ogni tempo e luogo. È quindi dovere dei pellegrini e degli abitanti della Sacra Casa di Allāh guardarsene più di altri, perché i peccati in questa città protetta comportano un peccato più grave e un castigo più grande.
E disse Allāh, Sia elevato, a proposito:
﴿...وَمَنْ يُرِدْ فِيهِ بِإِلْحَادٍ بِظُلْمٍ نُّذِقْهُ مِنْ عَذَابٍ أَلِيمٍ 25﴾
"Chiunque colà intenda commettere empietà prevaricando, faremo gustare del doloroso castigo" [Sūrat al-Ḥajj: 25]. Se dunque Allāh ha intimidito colui che intende commettere un'ingiustizia nella zona Sacra, quale sarà la punizione di chi la compie effettivamente? Senza dubbio, essa sarà più grande e intensa; è quindi necessario stare in guardia da ciò e da tutte le altre disobbedienze.
E i pellegrini non ottengono l'accettazione del Pellegrinaggio e il perdono dei peccati, se non astenendosi da questi e da altri peccati che Allāh ha loro proibito, come è stato riportato in un detto del Profeta ﷺ:
«مَنْ حَجَّ فَلَمْ يَرْفُثْ وَلَمْ يَفْسُقْ رَجَعَ كَيَوْمِ وَلَدَتْهُ أُمُّهُ».
«Chiunque compia il Pellegrinaggio senza compiere atti osceni o agire con dissolutezza, ritorna come il giorno in cui sua madre lo partorì [in merito ai peccati]»97.
E ancor più pericolose e gravi di queste pratiche riprovevoli sono: l'invocare i defunti, chiedere loro soccorso, fare voti per loro e immolare a loro favore; nella speranza che intercedano per colui che li invoca presso Allāh, o che guariscano il suo malato, o che facciano tornare colui che è scomparso, e simili.
E questa è l'idolatria maggiore che Allāh ha proibito, la religione degli idolatri della Jāhiliyyah (epoca dell'ignoranza), per cui furono inviati i Messaggeri e rivelate le Scritture per condannarlo e proibirlo.
È doveroso quindi per ogni individuo, tra i pellegrini e non, guardarsene, pentirsi ad Allāh per quanto commesso in passato, qualora ne avesse commesso alcunché, e intraprendere un nuovo Pellegrinaggio dopo il ravvedimento; poiché l'idolatria maggiore vanifica tutte le opere, come disse Allāh, Sia elevato:
﴿...وَلَوْ أَشْرَكُوا لَحَبِطَ عَنْهُمْ مَا كَانُوا يَعْمَلُونَ 88﴾
"Ma se fossero divenuti idolatri, si sarebbero vanificate le opere loro" [Sūrat al-Anʿām: 88].
Una delle forme di idolatria minore è giurare su altri che Allāh; come giurare sul Profeta ﷺ, sulla Sacra Casa, sulla lealtà e [giuramenti simili].
Tra queste [forme di politeismo minore] vi sono: l'ostentazione e la ricerca di fama, il dire: "Ciò che Allāh vuole e tu vuoi", "Se non fosse per Allāh e per te", "Questo proviene da Allāh e da te", ed espressioni simili.
Pertanto è necessario prestare attenzione a questi atti illeciti e idolatri ed esortarsi a vicenda ad abbandonarli; poiché è stato autenticamente riportato dal Profeta ﷺ che egli disse:
«مَنْ حَلَفَ بِغَيْرِ اللهِ فَقَدْ كَفَرَ أَوْ أَشْرَكَ».
«Chi giura su altri che Allāh sarà caduto in miscredenza o idolatria»98. Riportato da Aḥmad, Abu Dawud e at-Tirmidhī con catena di trasmissione autentica.
E in una raccolta autentica si riporta che ʿUmar, Allāh Si compiaccia di lui, narra che il Messaggero di Allāh ﷺ disse:
«مَنْ كَانَ حَالِفًا فَلْيَحْلِفْ بِاللهِ أَوْ لِيَصْمُتْ».
«Chiunque giuri, che giuri su Allāh o taccia»99. E il Profeta ﷺ disse anche:
«مَنْ حَلَفَ بِالأَمَانَةِ فَلَيْسَ مِنَّا».
«Chi giura sulla lealtà, non ci appartiene»100. Riportato da Abū Dāwūd.
E disse anche ﷺ:
«أَخْوَفُ مَا أَخَافُ عَلَيْكُمُ الشِّرْكَ الأَصْغَرَ، فَسُئِلَ عَنْهُ فَقَالَ: الرِّيَاءُ».
«Ciò che maggiormente temo per voi è l’idolatria minore». Interrogato al riguardo disse: «L’ostentazione»101. E disse anche ﷺ:
«لَا تَقُولُوا: مَا شَاءَ اللهُ وَشَاءَ فُلَانٌ، وَلَكِنْ قُولُوا مَا شَاءَ اللهُ ثُمَّ شَاءَ فُلَانٌ».
«Non dite: "Quel che Allāh ha voluto e quel che quel tale ha voluto", ma dite piuttosto: "Quel che Allāh ha voluto, poi ciò che il tale ha voluto"»102. An-Nasāʾī ha riportato il detto narrato di Ibn ʿAbbās, Allāh si compiaccia di lui e del padre, che un uomo disse: «O Messaggero di Allāh, [ciò che] Allāh vuole e tu vuoi». Allora egli disse:
«أَجَعَلْتَنِي لِلَّهِ نِدًّا، بَلْ مَا شَاءَ اللهُ وَحْدَهُ».
«Mi hai forse considerato un simile ad Allāh? Piuttosto, ciò che solo Allāh vuole»103.
Questi detti profetici dimostrano la protezione da parte del Profeta ﷺ dell'aspetto del puro monoteismo, il suo avvertimento alla sua comunità contro l'idolatria maggiore e minore, e la sua premura per l'integrità della loro fede e per la loro salvezza dal castigo di Allāh e dalle cause della Sua ira. Possa dunque Allāh ricompensarlo per questo con la migliore delle ricompense; poiché egli ha trasmesso il messaggio, ha avvertito, e ha offerto sincero consiglio per Allāh e per i Suoi servi; su di lui la preghiera e la pace di Allāh, perpetue sino al Giorno del Giudizio.
È dovere dei sapienti, tra i pellegrini e i residenti nella Città protetta di Allāh e nella Città del Suo nobile Messaggero ﷺ, insegnare alla gente ciò che Allāh ha prescritto per loro e ammonirli riguardo a ciò che Allāh ha loro vietato, quali le diverse forme di idolatria e disobbedienza. Devono inoltre esporre ciò con le relative prove e spiegarlo in modo esauriente, così da far uscire con ciò la gente dalle tenebre verso la luce e adempiere a quanto Allāh ha reso loro obbligatorio in termini di trasmissione e chiarificazione. Infatti, Allāh—gloria a Lui—disse:
﴿وَإِذْ أَخَذَ اللَّهُ مِيثَاقَ الَّذِينَ أُوتُوا الْكِتَابَ لَتُبَيِّنُنَّهُ لِلنَّاسِ وَلَا تَكْتُمُونَهُ...﴾
"E quando Allāh strinse l'Alleanza con coloro che ricevettero la Scrittura: «La esporrete alla gente e non l'occulterete»" [Sūrat ʾĀl ʿImrān: 187].
Lo scopo di ciò è avvertire i dotti di questa comunità a non seguire la via degli ingiusti della Gente del Libro, i quali celarono la verità preferendo la vita terrena a quella futura. Disse infatti Allāh, Sia elevato:
﴿إِنَّ الَّذِينَ يَكْتُمُونَ مَا أَنْزَلْنَا مِنَ الْبَيِّنَاتِ وَالْهُدَى مِنْ بَعْدِ مَا بَيَّنَّاهُ لِلنَّاسِ فِي الْكِتَابِ أُولَئِكَ يَلْعَنُهُمُ اللَّهُ وَيَلْعَنُهُمُ اللَّاعِنُونَ 159 إِلَّا الَّذِينَ تَابُوا وَأَصْلَحُوا وَبَيَّنُوا فَأُولَئِكَ أَتُوبُ عَلَيْهِمْ وَأَنَا التَّوَّابُ الرَّحِيمُ 160﴾
"In verità coloro che occultano ciò che abbiamo fatto discendere delle evidenze e della guida dopo che lo abbiamo espresso chiaramente alla gente nella Scrittura, quelli vengono maledetti da Allāh e dai maledicenti,
tranne coloro che si sono pentiti, hanno emendato e dichiarato [la verità]: da quelli accetterò il pentimento, e Io sono Colui che accetta il pentimento, il Misericordioso" [Sūrat al-Baqarah: 159-160]. I versetti coranici e le tradizioni profetiche hanno indicato che l'invito ad Allāh, Sia glorificato, e il guidare i Suoi servi verso ciò per cui furono creati sono tra le migliori opere di devozione e i doveri più importanti, e che essa è la via dei Messaggeri e dei loro seguaci fino al giorno della Resurrezione, così come disse Allāh, Sia glorificato:
﴿وَمَنْ أَحْسَنُ قَوْلًا مِمَّنْ دَعَا إِلَى اللَّهِ وَعَمِلَ صَالِحًا وَقَالَ إِنَّنِي مِنَ الْمُسْلِمِينَ33﴾
"E chi è migliore in parola di colui che invita ad Allāh, compie il bene e dice: «In verità, io sono tra i musulmani»?"
[Sūrat Fuṣṣilat: 33]. E disse Allāh—il Possente, il Maestoso—:
﴿قُلْ هَذِهِ سَبِيلِي أَدْعُو إِلَى اللَّهِ عَلَى بَصِيرَةٍ أَنَا وَمَنِ اتَّبَعَنِي وَسُبْحَانَ اللَّهِ وَمَا أَنَا مِنَ الْمُشْرِكِينَ 108﴾
"Di’: «Questa è la mia Via! Richiamo ad Allāh a ragion veduta, io e chi mi segue–gloria ad Allāh–e non sono tra gli idolatri!»" [Sūrat Yūsuf: 108].
E il Profeta ﷺ disse:
«مَنْ دَلَّ عَلَى خَيْرٍ فَلَهُ مِثْلُ أَجْرِ فَاعِلِهِ».
«Chi indica un bene [al prossimo], avrà la stessa ricompensa di colui che lo compie»104.
«لَأَنْ يَهْدِيَ اللهُ بِكَ رَجُلًا وَاحِدًا خَيْرٌ لَكَ مِنْ حُمْرِ النَّعَمِ».
«Che Allāh guidi tramite te un solo uomo è meglio per te [di un gregge] di cammelli rossi»105,
e i versetti e i detti profetici che fanno riferimento a questo concetto sono molteplici.
È dunque doveroso per i sapienti e i credenti intensificare i loro sforzi nella predica per Allāh—gloria a Lui—, nel guidare i Suoi servi verso le vie della salvezza e nel metterli in guardia dalle cause della perdizione, in particolar modo in quest'epoca in cui i vizi hanno preso il sopravvento, e si sono diffusi ideali distruttivi e slogan ingannevoli, e in cui sono diminuiti i predicatori della guida [retta] e sono aumentati i predicatori dell'ateismo e della licenziosità. È ad Allāh che si chiede aiuto, e non vi è potere né forza se non in Allāh, Sia elevato, il Magnifico.
Paragrafo
La commendabilità di abbondare gli atti di obbedienza
È commendevole per i pellegrini perseverare nella menzione di Allāh, nella Sua obbedienza e nelle opere pie durante il loro soggiorno alla Mecca, così come è commendevole abbondare nella preghiera e nel ṭawāf intorno alla Casa; poiché le buone azioni nella zona Sacra sono moltiplicate [nella ricompensa], e le cattive azioni in essa sono [di conseguenza] gravi e severe. È altresì commendevole per loro abbondare le invocazioni di preghiera e pace sul Messaggero di Allāh ﷺ.
Quando i pellegrini desiderano lasciare Mecca, è obbligatorio per loro eseguire il tawāf al-wadāʿ (circumambulazione di congedo), affinché il loro ultimo atto sia presso la Sacra Casa. Fanno eccezione le donne durante le mestruazioni e il puerperio, per le quali non è previsto il tawāf al-wadāʿ; questo in base al detto di Ibn ʿAbbās, Allāh sia soddisfatto di lui e del padre, il quale disse:
«أُمِرَ النَّاسُ أَنْ يَكُونَ آخِرُ عَهْدِهِمْ بِالبَيْتِ، إِلَّا أَنَّهُ خُفِّفَ عَنِ المَرْأَةِ الحَائِضِ».
«Fu ordinato alla gente di avere come ultimo atto la Sacra Casa, tranne che per la donna mestruata, la quale ne fu sollevata»106.
Una volta che ci si è congedati dalla Sacra Casa e si intende uscire dalla moschea, si prosegue normalmente fino ad uscire, e non è opportuno camminare all'indietro [per non voltare le spalle alla Casa]; poiché ciò non è stato riportato dal Profeta ﷺ né dai suoi Compagni, ma è piuttosto una delle innovazioni introdotte. E infatti il Profeta ﷺ disse:
«مَنْ عَمِلَ عَمَلًا لَيْسَ عَلَيْهِ أَمْرُنَا فَهُوَ رَدٌّ».
«Chiunque compia un atto non conforme alla nostra questione, gli sarà respinto»107. E disse anche ﷺ:
إِيَّاكُمْ وَمُحْدَثَاتِ الأُمُورِ، فَإِنَّ كُلَّ مُحْدَثَةٍ بِدْعَةٌ، وَكُلَّ بِدْعَةٍ ضَلَالَةٌ».
«Guai a voi dalle questioni innovate [nella religione], ché invero ogni innovazione è eresia, e ogni eresia è deviazione»108.
Chiediamo ad Allāh la fermezza nella Sua religione, e la salvezza da ciò che la contraddice. In verità, Egli è Generoso e Nobile.
Paragrafo
Le norme e l'etichetta della Visita (Zyiārah)
È raccomandata la Visita alla Moschea del Profeta ﷺ prima del Pellegrinaggio o dopo di esso; in base a quanto è stato autenticato nei due "Ṣaḥīḥ" da Abū Hurayrah, Allāh sia soddisfatto di lui, il quale riferì che il Messaggero di Allāh ﷺ disse:
«صَلَاةٌ فِي مَسْجِدِي هَذَا خَيْرٌ مِنْ أَلْفِ صَلَاةٍ فِيمَا سِوَاهُ إِلَّا المَسْجِدَ الحَرَامَ».
«Una preghiera in questa mia moschea è migliore di mille preghiere in qualsiasi altra moschea, tranne la Sacra Moschea»109. Si tramanda da Ibn ʿUmar, Allāh si compiaccia di lui e del padre, che il Profeta ﷺ disse:
«صَلَاةٌ فِي مَسْجِدِي هَذَا أَفْضَلُ مِنْ أَلْفِ صَلَاةٍ فِيمَا سِوَاهُ إِلَّا المَسْجِدَ الحَرَامَ».
«Una preghiera in questa mia moschea è migliore di mille preghiere in qualsiasi altra moschea, tranne la Sacra Moschea»110, riportato da Muslim. ʿAbdullāh ibn az-Zubayr, Allāh si compiaccia di lui, riferì che il Messaggero di Allah ﷺ disse:
«صَلَاةٌ فِي مَسْجِدِي هَذَا أَفْضَلُ مِنْ أَلْفِ صَلَاةٍ فِيمَا سِوَاهُ إِلَّا المَسْجِدَ الحَرَامَ، وَصَلَاةٌ فِي المَسْجِدِ الحَرَامِ أَفْضَلُ مِنْ مِائَةِ صَلَاةٍ فِي مَسْجِدِي هَذَا».
«Una preghiera in questa mia moschea è migliore di mille preghiere in qualsiasi altra moschea, tranne la Sacra Moschea, e una preghiera nella Sacra Moschea è migliore di cento preghiere in questa mia moschea»111, riportato da Aḥmad, Ibn Khuzaymah e Ibn Ḥibbān.
Jābir, Allāh Si compiaccia di lui, riferì che il Messaggero di Allāh ﷺ disse:
«صَلَاةٌ فِي مَسْجِدِي هَذَا أَفْضَلُ مِنْ أَلْفِ صَلَاةٍ فِيمَا سِوَاهُ، إِلَّا المَسْجِدَ الحَرَامَ، وَصَلَاةٌ فِي المَسْجِدِ الحَرَامِ أَفْضَلُ مِنْ مِائَةِ أَلْفِ صَلَاةٍ فِيمَا سِوَاهُ».
«Una preghiera in questa mia moschea è migliore di mille preghiere eseguite in qualsiasi altra moschea, eccetto la Sacra Moschea, e una preghiera nella Sacra Moschea è migliore di centomila preghiere eseguite in qualsiasi altra moschea»112, riportato da Aḥmad e Ibn Mājah, e le narrazioni a proposito sono numerose.
Quando il visitatore arriva alla Sacra Moschea, è raccomandato che vi entri anteponendo il piede destro e dica: «Nel nome di Allāh, che la preghiera e la pace siano concesse al Messaggero di Allāh. Cerco rifugio in Allāh, il Magnifico, nel Suo Nobile Volto e nella Sua Eterna Autorità, da Satana il reietto. O Allāh, aprimi le porte della Tua misericordia».
Si recita la stessa formula pronunciata all'ingresso di qualsiasi altra moschea, poiché non vi è un'invocazione specifica per l'ingresso nella sua Moschea ﷺ.
Poi si pregano due unità di preghiera, nelle quali si invoca Allāh chiedendo ciò che più si desidera tra i beni di questo mondo e dell'Aldilà. E se queste due unità vengono pregate nella nobile "Rawḍah", ciò è preferibile, poiché il Profeta (ﷺ) disse:
«مَا بَيْنَ بَيْتِي وَمِنْبَرِي رَوْضَةٌ مِنْ رِيَاضِ الجَنَّةِ».
«La zona tra la mia casa e il mio pulpito è un giardino dei giardini del Paradiso»113. In seguito, dopo la preghiera, il visitante si reca alla tomba del Profeta ﷺ e le tombe dei suoi due compagni: Abū Bakr e ʿUmar, Allāh sia soddisfatto di loro. Si ferma davanti alla tomba del Profeta ﷺ con educazione e voce bassa, quindi lo saluta ﷺ dicendo: "As-salāmu ʿalayka yā Rasūlallāh, wa raḥmatullāhi wa barakātuh" (Che la pace sia su di te, o Messaggero di Allāh, e così la misericordia e la benedizione di Allāh); secondo quanto è riportato nel "Sunan" di Abū Dāwūd con una buona catena di trasmissione, da Abū Hurayrah—che Allāh sia soddisfatto di lui—il quale narrò che il Messaggero di Allāh ﷺ disse:
«مَا مِنْ أَحَدٍ يُسَلِّمُ عَلَيَّ إِلَّا رَدَّ اللهُ عَلَيَّ رُوحِي حَتَّى أَرُدَّ عَلَيْهِ السَّلَامَ».
«Nessuno mi rivolge il saluto, senza che Allāh mi restituisca la mia anima affinché io gli ricambi il saluto»114. E se il visitatore nel suo saluto dice: "As-salāmu ʿalayka yā Nabiyy-Allāh, as-salāmu ʿalayka yā khīrata-Llāhi min khalqih, as-salāmu ʿalayka yā sayyida-l-mursalīn wa imāma-l-muttaqīn, ash-hadu annaka qad ballaghta-r-risālah wa addayta-l-amānah wa naṣaḥta-l-ummah wa jāhadta fī-Llāhi ḥaqqa jihādih" (Che la pace sia su di te, o Profeta di Allāh. Che la pace sia su di te, o migliore tra le creature di Allāh. Che la pace sia su di te, o signore degli Inviati e guida dei timorati. Attesto che davvero hai trasmesso il messaggio, hai adempiuto all'affidamento assegnatoti, hai consigliato la comunità e hai combattuto per la causa di Allāh eccellentemente); in ciò non vi è nulla di male poiché fa parte delle Sue descrizioni ﷺ. E se il visitante chiede la concessione della preghiera in suo favore e invochi per lui non vi è nulla di male ﷺ; in base a quanto è stato stabilito nella legislazione circa la legittimità di unire l'invocazione di preghiera al saluto di pace su di lui; agendo in conformità alla Sua parola, Sia elevato:
﴿إِنَّ اللَّهَ وَمَلَائِكَتَهُ يُصَلُّونَ عَلَى النَّبِيِّ يَا أَيُّهَا الَّذِينَ آمَنُوا صَلُّوا عَلَيْهِ وَسَلِّمُوا تَسْلِيمًا 56﴾
"In verità Allāh e i Suoi angeli chiedono la concessione della preghiera al Profeta: o credenti, chiedete la concessione della preghiera a lui e la pace di buon grado" [Sūrat al-Ahzāb: 56]. Dopodiché il visitante rivolge il saluto ad Abū Bakr e ʿUmar, Allāh sia soddisfatto di entrambi, invoca e implora il compiacimento di Allāh nei loro confronti.
Ed è stato riportato che Ibn ʿUmar, Allāh Si compiaccia di lui e del padre, quando rivolgeva il saluto al Profeta ﷺ, Abū Bakr e [suo padre] ʿUmar, di solito non aggiungeva altro oltre a dire: "As-salāmu 'alayka yā rasūla llāh, as-salāmu 'alayka yā abā bakr, as-salāmu 'alayka yā abatāh" (Che la pace sia su di Te, o Messaggero di Allāh. Che la pace sia su di Te, o Abū Bakr. Che la pace sia su di Te, o padre mio). Dopodiché il visitante si allontana.
Questa visita è lecita esclusivamente per gli uomini, mentre per le donne non è lecito visitare alcuna tomba, secondo quanto stabilito dal Profeta ﷺ, il quale disse:
«لَعَنَ زُوَّارَاتِ القُبُورِ مِنَ النِّسَاءِ وَالمُتَّخِذِينَ عَلَيْهَا المَسَاجِدَ وَالسُّرُجَ».
«[Allāh] ha maledetto le donne che visitano le tombe e coloro che erigono luoghi di culto su di esse e [vi accendono] lampade»115.
Per quanto riguarda il recarsi a Medina per la preghiera nella moschea del Profeta ﷺ, per invocarvi e per compiere altre opere simili che sono prescritte nelle altre moschee, questa è un'azione prescritta per tutti, [uomini e donne], in base ai detti precedentemente menzionati al riguardo.
È raccomandato per il visitante pregare le cinque preghiere nella Moschea del Profeta ﷺ e moltiplicare in essa il ricordo, l'invocazione e le preghiere supererogatorie, considerata la grande ricompensa che ciò comporta.
È commendevole abbondare le preghiere supererogative nella nobile "Rawḍah"; in virtù del precedente detto autentico riguardo al suo merito, ovvero la parola del Profeta ﷺ:
«مَا بَيْنَ بَيْتِي وَمِنْبَرِي رَوْضَةٌ مِنْ رِيَاضِ الجَنَّةِ».
«La zona tra la mia casa e il mio pulpito è un giardino dei giardini del Paradiso»116.
Per quanto riguarda la preghiera obbligatoria, il visitante e chiunque altro dovrebbero affrettarsi ad essa e avere cura di essere in prima fila [nella preghiera collettiva] per quanto possibile, anche se ciò comportasse [pregare] nell'ampliamento anteriore; ciò alla luce di quanto è stato riportato nei detti autentici del Profeta ﷺ sull'esortazione e l'incoraggiamento per la prima fila, come nel suo ﷺ detto:
«لَوْ يَعْلَمُ النَّاسُ مَا فِي النِّدَاءِ وَالصَّفِّ الأَوَّلِ ثُمَّ لَمْ يَجِدُوا إِلَّا أَنْ يَسْتَهِمُوا عَلَيْهِ لَاسْتَهَمُوا».
«Se le persone sapessero [la ricompensa] che c'è nella chiamata alla preghiera e nella prima fila, e non trovassero altro modo per ottenerla che tirare a sorte, lo avrebbero fatto»117, su questo detto vi è accordo sulla sua autenticità (tra al-Bukhārī e Muslim). O come la sua parola ﷺ ai suoi compagni:
«تَقَدَّمُوا فَأْتَمُّوا بِي وَلْيَأْتَمَّ بِكُمْ مَنْ بَعْدَكُمْ، وَلَا يَزَالُ الرَّجُلُ يَتَأَخَّرُ عَنِ الصَّلَاةِ حَتَّى يُؤَخِّرَهُ اللهُ».
«Avanzate e seguitemi nella preghiera, e che vi seguano quelli dietro di voi, e un uomo continuerà ad arretrare nella preghiera finché Allāh non lo farà arretrare»118, detto riportato da Muslim.
Abū Dāwūd riportò dal detto narrato da ʿĀʾisha, che Allah si compiaccia di lei, con una buona catena di trasmissione, che il Profeta ﷺ disse:
«لَا يَزَالُ الرَّجُلُ يَتَأَخَّرُ عَنِ الصَّفِّ المُقَدَّمِ حَتَّى يُؤَخِّرَهُ اللهُ فِي النَّارِ».
«L'uomo continuerà ad arretrare dalla prima fila finché Allāh non lo farà arretrare nell'Inferno»119. Ed è autenticamente riportato che egli ﷺ disse ai suoi Compagni:
«أَلَا تَصُفُّونَ كَمَا تَصُفُّ المَلَائِكَةُ عِنْدَ رَبِّهَا؟ قَالُوا: يَا رَسُولَ اللهِ، وَكَيْفَ تَصُفُّ المَلَائِكَةُ عِنْدَ رَبِّهَا؟ قَالَ: يُتِمُّونَ الصُّفُوفَ الأُوَلَ، وَيَتَرَاصُّونَ فِي الصَّفِّ».
«Non vi mettete in fila come fanno gli angeli di fronte al loro Signore?». Chiesero: «O Messaggero di Allāh, e come si mettono in fila gli angeli di fronte al loro Signore?». Rispose: «Completano le prime file e si serrano strettamente nel rango»120,
detto riportato da Muslim.
I detti riguardo a questo argomento sono numerosi, ed essi si applicano alla sua Moschea ﷺ così come alle altre, sia prima che dopo la sua espansione. È stato autenticamente riportato che il Profeta ﷺ esortava i suoi compagni a disporsi sul lato destro delle file, ed è risaputo che il lato destro della fila nella sua moschea originaria si trovasse al di fuori della Rawḍah. Da ciò si deduce che l'avere cura di pregare nelle prime file e sul lato destro delle file ha la precedenza sull'avere cura di pregare solo nella nobile Rawḍah, e che perseverare la preghiera in entrambi questi posti è prioritario rispetto al farlo solo nella Rawḍah. Ciò è chiaro ed evidente per chiunque mediti sui detti riportati in questo capitolo, e Allāh è Colui che concede il successo.
Non è lecito per nessuno strusciare il corpo sulle pareti della stanza [dove sono presenti le tombe], baciarla o eseguire la circumamulazione intorno ad essa; poiché ciò non è stato riportato dai Pii Predecessori, anzi, è un'innovazione riprovevole.
Non è lecito per nessuno chiedere al Profeta ﷺ di soddisfare le proprie richieste, rimuovere un'angoscia, guarire un malato o simili; poiché tutto ciò non deve essere richiesto se non ad Allāh, gloria a Lui, e richiederlo ai morti è idolatria nei confronti di Allāh e un'adorazione rivolta ad altri che Lui. Infatti, la religione dell'Islam è fondata su due principi:
Il primo è che non sia adorato altri che Allāh, unicamente.
Il secondo è che non Lo si adori se non mediante ciò che ha prescritto il Messaggero ﷺ.
Questo è il significato della testimonianza che non vi è altra divinità degna d'adorazione all'infuori di Allāh, e che Muḥammad è il Messaggero di Allāh.
Allo stesso modo, non è lecito per nessuno chiedere l'intercessione direttamente al Profeta ﷺ; poiché la possiede Allāh, gloria Sua, pertanto non deve essere richiesta se non a Lui, come Egli disse:
﴿قُلْ لِلَّهِ الشَّفَاعَةُ جَمِيعًا...﴾
Di’: «Tutta l’intercessione appartiene ad Allāh [...]" [Sūrat az-Zumar: 44]. Dunque [colui che la invoca] dice: «O Allāh, concedimi l'intercessione del Tuo Profeta! O Allāh, concedimi l'intercessione dei Tuoi angeli e dei Tuoi devoti credenti! O Allāh, concedimi l'intercessione dei miei figli deceduti!», e simili invocazioni. Ai morti, invece, non si richiede nulla, né intercessione né altro, siano essi Profeti o altri; poiché ciò non fu legiferato e poiché l'operato del defunto si interrompe, ad eccezione di quanto ne ha escluso il Legislatore.
Così come indicato nella raccolta "Ṣaḥīḥ" di Muslim in cui si riporta che Abū Hurayrah, Allāh sia compiaciuto di lui, narrò che il Messaggero di Allāh ﷺ disse:
«إِذَا مَاتَ ابْنُ آدَمَ انْقَطَعَ عَمَلُهُ إِلَّا مِنْ ثَلَاثٍ: صَدَقَةٍ جَارِيَةٍ، أَوْ عِلْمٍ يُنْتَفَعُ بِهِ، أَوْ وَلَدٍ صَالِحٍ يَدْعُو لَهُ».
«Quando muore il figlio di Adamo, terminano le sue opere, tranne che per tre cose: una carità continua, una conoscenza benefica, o un figlio virtuoso che invoca per lui»121.
Quello che è lecito, è richiedere l'intercessione al Profeta ﷺ quando è in vita, oppure nel Giorno della Resurrezione, poiché [in questi casi] ha la capacità di farlo; egli, infatti, può richiederlo al suo Signore per il richiedente. Per quel che riguarda la vita terrena ciò è risaputo, anzi non è una prerogativa a lui esclusiva, bensì una possibilità generale che riguarda lui ed altri [della sua comunità]. Pertanto, è lecito per il musulmano dire a suo fratello [nella fede]: "Intercedi per me presso il mio Signore per tale e tale questione", ossia: "Invoca Allāh per me". Ed è lecito per colui al quale viene fatta tale richiesta richiedere ad Allāh e intercedere per suo fratello, se quanto richiesto rientra in ciò che Allāh ha permesso di richiedere ad altri.
Invece, per quel che riguarda il Giorno della Resurrezione, a nessuno sarà concesso intercedere se non dopo il permesso di Allāh, gloria a Lui, come disse:
﴿...مَنْ ذَا الَّذِي يَشْفَعُ عِنْدَهُ إِلَّا بِإِذْنِهِ...﴾
"Chi potrà mai intercedere presso di Lui senza il Suo permesso?" [Sura al-Baqarah: 255].
Quanto allo stato della morte, esso è uno stato particolare: non è possibile equipararlo allo stato dell'uomo prima della morte né al suo stato dopo la resurrezione e il risveglio [dalle tombe], poiché le azioni del defunto sono interrotte ed egli è vincolato a ciò che ha acquisito [nella vita terrena], eccetto ciò che il Legislatore ha escluso. Or bene, chiedere l'intercessione ai defunti non è tra ciò che il Legislatore ha escluso, pertanto non è permesso integrare ciò alle questioni escluse. E non vi è dubbio che il Profeta ﷺ dopo la sua morte è vivo di una vita specifica del barzakh (dimensione dopo la morte e prima della Resurrezione), più perfetta della vita dei martiri, ma essa non è dello stesso genere della sua vita prima della morte, né dello stesso genere della sua vita nel Giorno della Resurrezione. È piuttosto una vita la cui realtà e la cui modalità sono conosciute solo ad Allāh. Per questo, nel nobile detto profetico precedente, egli ﷺ disse:
«مَا مِنْ أَحَدٍ يُسَلِّمُ عَلَيَّ إِلَّا رَدَّ اللهُ عَلَيَّ رُوحِي حَتَّى أَرُدَّ عَلَيْهِ السَّلَامَ».
«Non vi è nessuno che mi rivolga il saluto senza che Allāh mi restituisca la mia anima, affinché io possa rispondere al suo saluto»122.
Questo indica che egli è morto e che la sua anima ha lasciato il suo corpo, ma gli viene restituita quando gli viene rivolto il saluto di pace. E i testi, provenienti dal Corano e dalla Tradizione profetica, che indicano l'avvenimento della sua ﷺ morte sono noti; ed è una questione sulla quale vi è consenso tra gli studiosi. Tuttavia, ciò non impedisce la sua vita nel barzakh, così come la morte dei martiri non ha impedito la loro vita [nella fase] del barzakh, menzionata nella parola di Allāh, Sia elevato:
﴿وَلَا تَحْسَبَنَّ الَّذِينَ قُتِلُوا فِي سَبِيلِ اللَّهِ أَمْوَاتًا بَلْ أَحْيَاءٌ عِنْدَ رَبِّهِمْ يُرْزَقُونَ 169﴾
"E non considerate morti quelli che sono stati uccisi per la causa di Allāh: sono invece vivi e ben provvisti presso il loro Signore"
[Sūrat ʾĀl ʿImrān: 169].
Ci siamo dilungati su questa questione per la necessità che lo richiede, data la moltitudine di coloro che commettono errori a riguardo e che invitano all'idolatria e all'adorazione dei defunti anziché ad Allāh. Chiediamo dunque ad Allāh, per noi e per tutti i musulmani, la salvaguardia da tutto ciò che contravviene alla sua legge. Ed Allāh è il più sapiente.
Quanto a ciò che fanno alcuni visitatori, come alzare la voce presso la tomba del Profeta ﷺ e prolungarvi eccessivamente la sosta, ciò è contrario a quanto prescritto; poiché Allāh, gloria a Lui, ha proibito alla comunità dei musulmani di alzare le proprie voci presso il Profeta ﷺ e di rivolgersi a lui ad alta voce come fanno gli uni con gli altri, così come li ha esortati ad abbassare la voce in sua presenza, come riporta il Suo detto:
﴿يَا أَيُّهَا الَّذِينَ آمَنُوا لَا تَرْفَعُوا أَصْوَاتَكُمْ فَوْقَ صَوْتِ النَّبِيِّ وَلَا تَجْهَرُوا لَهُ بِالْقَوْلِ كَجَهْرِ بَعْضِكُمْ لِبَعْضٍ أَنْ تَحْبَطَ أَعْمَالُكُمْ وَأَنْتُمْ لَا تَشْعُرُونَ 2 إِنَّ الَّذِينَ يَغُضُّونَ أَصْوَاتَهُمْ عِنْدَ رَسُولِ اللَّهِ أُولَئِكَ الَّذِينَ امْتَحَنَ اللَّهُ قُلُوبَهُمْ لِلتَّقْوَى لَهُمْ مَّغْفِرَةٌ وَأَجْرٌ عَظِيمٌ 3﴾
"O credenti, non alzate la voce al di sopra di quella del Profeta e non parlategli ad alta voce come fate tra voi, affinché non si vanifichino le vostre opere senza che ve ne accorgiate.
In verità, coloro che abbassano le loro voci presso il Messaggero di Allāh sono quelli i cui cuori Allāh ha saggiato per la pietà: avranno perdono e ricompensa immensa"
[Sūrat al-Ḥujurāt: 2-3].
Inoltre, prolungare la sosta davanti alla sua ﷺ tomba e ripetere eccessivamente il saluto causa congestioni, eccessiva confusione e l'innalzarsi delle voci presso la sua ﷺ tomba, il che contraddice ciò che Allāh ha prescritto per i musulmani in questi versetti espliciti. E il Profeta ﷺ è degno di rispetto sia in vita che dopo la morte, quindi non è opportuno che il credente faccia ciò che contraddice l'etica islamica presso la sua tomba.
Allo stesso modo, ciò che fanno alcuni visitatori e altri, come cercare di invocare vicino alla sua tomba, orientandosi ad essa e alzando le mani per invocare, tutto ciò è contrario alla consuetudine dei pii predecessori, tra cui i Compagni del Messaggero di Allāh ﷺ e coloro che li seguirono nella virtù. Anzi, è tra le innovazioni introdotte nella religione. E infatti il Profeta ﷺ disse:
«فَعَلَيْكُمْ بِسُنَّتِي وَسُنَّةِ الخُلَفَاءِ الرَّاشِدِينَ المَهْدِيِّينَ مِنْ بَعْدِي، تَمَسَّكُوا بِهَا وَعَضُّوا عَلَيْهَا بِالنَّوَاجِذِ، وَإِيَّاكُمْ وَمُحْدَثَاتِ الأُمُورِ، فَإِنَّ كُلَّ مُحْدَثَةٍ بِدْعَةٌ وَكُلَّ بِدْعَةٍ ضَلَالَةٌ».
«Dunque, attenetevi alla mia Tradizione e alla tradizione dei Califfi Retti e Ben guidati che mi succederanno; tenetevi saldi ad essa e stringetela con i molari. E guai a voi dalle innovazioni introdotte nelle questioni [religiose], ché invero qualsiasi innovazione introdotta è eresia e qualsiasi eresia è deviazione»123.
E disse anche ﷺ:
«مَنْ أَحْدَثَ فِي أَمْرِنَا هَذَا مَا لَيْسَ مِنْهُ فَهُوَ رَدٌّ».
«Chiunque introduca in questa nostra questione qualcosa che non gli appartiene, ciò verrà respinto»124.
«مَنْ عَمِلَ عَمَلًا لَيْسَ عَلَيْهِ أَمْرُنَا فَهُوَ رَدٌّ».
«Chiunque compia un atto non conforme alla nostra questione, ciò sarà respinto»125.
ʿAlī ibn al-Ḥusayn, Zayn al-ʿĀbidīn, che Allāh si compiaccia di lui e del padre, vide un uomo che pregava presso la tomba del Profeta ﷺ, glielo proibì e disse: «Vuoi che ti narri un detto che ho sentito da mio padre, da mio nonno, dal Messaggero di Allah ﷺ, il quale disse:
«لَا تَتَّخِذُوا قَبْرِي عِيدًا، وَلَا بُيُوتَكُمْ قُبُورًا، وَصَلُّوا عَلَيَّ، فَإِنَّ تَسْلِيمَكُمْ يَبْلُغُنِي أَيْنَمَا كُنْتُمْ».
«Non fate della mia tomba un luogo di celebrazione, e non rendete le vostre case delle tombe. Invocate in mio favore, ché la vostra invocazione di pace mi raggiungerà ovunque voi siate»126.
Lo stesso vale per ciò che fanno alcuni visitatori quando salutano il Profeta ﷺ, come mettere la mano destra sulla sinistra sopra o sotto il petto, in una posizione simile a quella della preghiera: questa postura non è permessa durante il saluto al Profeta ﷺ, né quando si saluta chiunque altro, come sovrani, leader o altri; poiché tale postura esprime soggezione, sottomissione e adorazione, atteggiamenti che spettano esclusivamente ad Allāh, così come riportato dall'imam Ibn Ḥajar—Allāh abbia misericordia di lui—nel Fatḥ al-Bārī, citando il parere dei sapienti. La questione è chiara ed evidente per chi riflette sulla situazione e il cui obiettivo è seguire la guida dei pii predecessori.
«Quanto a chi è sopraffatto dal fanatismo, dalla passione, dalla cieca imitazione e dal sospetto verso coloro che invitano alla guida dei pii predecessori, la sua questione è affidata ad Allāh. Chiediamo ad Allāh per noi e per lui la guida e la capacità di preferire la verità a tutto il resto. In verità, gloria a Lui, Egli è il Migliore a cui richiedere.
Allo stesso modo, ciò che fanno alcune persone, come il rivolgersi da lontano verso la nobile tomba e muovere le labbra per un saluto o un'invocazione, è dello stesso genere delle innovazioni già menzionate. Non è opportuno che il musulmano introduca nella sua religione ciò che Allāh non ha permesso, e con tale azione si è più vicini alla mancanza di rispetto che alla lealtà e alla purezza. L'Imam Mālik,che Allāh abbia misericordia di lui, ha disapprovato questa azione e altre simili, e disse: «Le ultime generazioni di questa comunità non saranno rettificate se non con ciò che ha rettificato le prime»127.
È noto che ciò che ha riformato i primi di questa Comunità è stato il seguire la metodologia del Profeta ﷺ, dei suoi Califfi Retti, dei suoi Compagni che Allāh ha gradito, e di coloro che li hanno seguiti con eccellenza; e non potranno essere riformati gli ultimi di questa Comunità se non attraverso la loro aderenza a ciò e il loro procedere su quella stessa via.
Chiediamo ad Allāh di concedere successo ai musulmani nell'ottenere ciò che realizza la loro salvezza, felicità e gloria in questo mondo e nell'Aldilà. In verità, Egli è Generoso e Nobile.
Avvertenza
Il verdetto giuridico sulla visita alla tomba del Profeta ﷺ
La visita al sepolcro del Profeta ﷺ non è obbligatoria, né una condizione per il Pellegrinaggio, come credono alcune persone comuni; bensì, è commendevole per chi visita la Moschea del Profeta ﷺ o si trova nelle sue vicinanze.
Per colui che si trova lontano da Medina non è lecito intraprendere un viaggio con l'intenzione di visitare esclusivamente la sua tomba, bensì gli è lecito viaggiare con lo scopo di visitare la nobile Moschea, e una volta giunto, visiterà la nobile tomba [del Profeta ﷺ] e le tombe dei due Compagni. Così facendo, la visita alla sua ﷺ tomba e alle tombe dei suoi due compagni avverrà come conseguenza della visita alla sua Moschea ﷺ, in base a quanto è stato autenticato nei due "Ṣaḥīḥ", secondo cui il Profeta ﷺ disse:
«لَا تُشَدُّ الرِّحَالُ إِلَّا إِلَى ثَلَاثَةِ مَسَاجِدَ: المَسْجِدِ الحَرَامِ، وَمَسْجِدِي هَذَا، وَالمَسْجِدِ الأَقْصَى».
«Non si intraprende il viaggio tranne che per tre moschee: la Moschea Sacra [a Mecca], questa mia moschea [a Medina], e la Moschea di al-Aqṣā»128.
Qualora l'intraprendere un viaggio con l'intenzione di visitare la sua ﷺ tomba o la tomba di qualcun altro fosse stato lecito, egli lo avrebbe indicato alla sua comunità e l'avrebbe guidata verso il suo merito; poiché egli è il più sincero consigliere per la gente, il più sapiente riguardo ad Allāh e colui che più Lo temeva. Egli ha trasmesso il Messaggio in modo chiaro, ha indicato alla sua comunità ogni bene e l'ha messa in guardia da ogni male. E come avrebbe potuto essere altrimenti, quando egli stesso ha messo in guardia dall'intraprendere viaggi verso luoghi [sacri] diversi dalle tre Moschee, dicendo:
«لَا تَتَّخِذُوا قَبْرِي عِيدًا، وَلَا بُيُوتَكُمْ قُبُورًا، وَصَلُّوا عَلَيَّ، فَإِنَّ صَلَاتَكُمْ تَبْلُغُنِي حَيْثُ كُنتُمْ».
«Non fate della mia tomba un luogo di celebrazione, e non rendete le vostre case delle tombe. Invocate in mio favore, ché le vostre invocazioni mi raggiungeranno ovunque voi siate»129.
Affermare che è prescritto intraprendere un viaggio per visitare la sua tomba ﷺ conduce a rendere tale visita un rito celebrativo e a incorrere nell'atto illecito che il Profeta ﷺ temeva; ovvero l'eccesso e la lode smodata, così come molte persone sono incorse in questo errore a causa della loro convinzione sulla prescrizione di intraprendere un viaggio per visitare la sua tomba ﷺ.
Per quanto riguarda i detti profetici narrati riguardo a questo argomento, e usati come prova da coloro che sostengono la legittimità di intraprendere il viaggio verso la sua ﷺ tomba, si tratta di detti profetici con catene di trasmissione deboli, se non addirittura detti inventati. La loro debolezza è stata infatti evidenziata dai sapienti memorizzatori di detti profetici (Ḥuffāẓ, plurale di Ḥāfiz), quali ad-Dāraquṭnī, al-Bayhaqī, il Ḥāfidh Ibn Ḥajar e altri. Non è dunque lecito che vengano usati per opporre i detti profetici autentici che indicano la proibizione di intraprendere viaggi [di questo tipo] verso luoghi diversi dalle tre moschee.
Ed ecco per il lettore alcuni detti inventati su questo argomento, affinché li conosca e stia attento a non lasciarsi ingannare da essi:
Il primo: “Chiunque compia il Pellegrinaggio e non mi visita, mi avrà mancato di rispetto”.
Il secondo: “Chiunque mi visiti dopo la mia morte è come se mi avesse visitato in vita”.
Il terzo: “A chiunque mi visiti e visiti mio padre Abramo nello stesso anno, garantisco per lui, da parte di Allāh, il Paradiso”.
Il quarto: “La mia intercessione sarà garantita a colui che visiti la mia tomba”.
Questi detti profetici, e altri simili, nessuno di essi è stato autenticamente attribuito al Profeta ﷺ.
Il Ḥāfidh Ibn Ḥajar, nel suo libro "at-Talkhīṣ", dopo aver citato la maggior parte di queste catene di trasmissione [dei narratori], affermò: «Le catene di trasmissione di questi detti profetici sono tutte deboli».
Disse il Ḥāfidh al-ʿUqaylī: «Non vi è nulla di autentico a riguardo».
Shaykh al-Islām Ibn Taymiyyah, che Allāh abbia misericordia di lui, fu categorico nell'affermare che tutti questi detti sono fabbricati. E basti [a proposito] la sua sapienza, la sua memoria e la sua erudizione.
E se qualcosa di ciò fosse stato autenticato, i Compagni–che Allāh sia soddisfatto di loro–sarebbero stati i più solleciti fra la gente a praticarlo, ad illustrarlo alla comunità [dei musulmani] e a invitarla ad esso; poiché sono i migliori fra la gente dopo i Profeti, i più sapienti riguardo ai limiti di Allāh e riguardo a ciò che Egli ha prescritto per i Suoi servi. Sono anche i più sinceri nel consiglio, riguardo ad Allāh, verso la Sua creazione. E siccome nulla di ciò è stato trasmesso a loro proposito, ciò indica che [tale pratica] non è prescritta.
E qualora uno di questi detti fosse autentico, sarebbe comunque necessario interpretarlo come riferito alla visita legiferata, quella che non comporta l'intraprendere un viaggio con l'unico intento di visitare la tomba; ciò al fine di conciliare tra le diverse narrazioni, e Allāh è il più Sapiente, gloria a Lui, Sia elevato.
Paragrafo
La commendevolezza della visita alla Moschea di Qubāʾ e al-Baqīʿ
È commendevole per il visitatore di Medina visitare la Moschea di Qubāʾ e pregare in essa, secondo quanto riportato nei due "Ṣaḥīḥ" dal detto narrato da Ibnu ʿUmar, Allāh sia soddisfatto di loro, il quale disse:
«كَانَ النَّبِيُّ ﷺ يَزُورُ مَسْجِدَ قُبَاءٍ رَاكِبًا وَمَاشِيًا وَيُصَلِّي فِيهِ رَكْعَتَيْنِ».
«Il Profeta ﷺ visitava la Moschea di Qubāʾ sia andando a piedi che cavalcando, e vi pregava due unità di preghiera»130.
Si tramanda che Sahl ibn Ḥunayf, Allāh si compiaccia di lui, narrò: "Il Messaggero di Allāh ﷺ disse:
«مَنْ تَطَهَّرَ فِي بَيْتِهِ ثُمَّ أَتَى مَسْجِدَ قُبَاءٍ فَصَلَّى فِيهِ صَلَاةً كَانَ لَهُ كَأَجْرِ عُمْرَةٍ».
«Colui che si purifica nella sua abitazione, poi si dirige alla Moschea di Qubāʾ e vi esegue una preghiera, riceverà una ricompensa simile a quella di una ʿUmrah»131.
Al visitante è raccomandato [in base alla Tradizione profetica] visitare al-Baqīʿ, le tombe dei martiri e la tomba di Ḥamza, Allāh sia soddisfatto di lui, poiché il Profeta ﷺ li visitava e invocava per loro, oltre a quanto disse ﷺ a riguardo:
«زُورُوا القُبُورَ فَإِنَّهَا تُذَكِّرُكُمْ بِالآخِرَةِ».
«Visitate le tombe, poiché vi ricorderanno l’Aldilà»132, detto riportato da Muslim.
Il Profeta ﷺ insegnava ai suoi Compagni, quando visitavano le tombe, che dicessero:
«السَّلَامُ عَلَيْكُمْ أَهْلَ الدِّيَارِ مِنَ المُؤْمِنِينَ وَالمُسْلِمِينَ، وَإِنَّا إِنْ شَاءَ اللهُ بِكُمْ لَاحِقُونَ، نَسْأَلُ اللهَ لَنَا وَلَكُمُ العَافِيَةَ».
«As-salāmu ʿalaykum ahla al-diyāri mina al-muʾminīna wa-al-muslimīna, wa-innā in shāʾa Allāhu bikum lāḥiqūna, nasʾalu Allāha lanā wa-lakumu al-ʿāfiyah» (Pace su di voi, o abitanti delle dimore [delle tombe], tra i credenti e i musulmani. Se Allāh vuole, ci uniremo a voi. Chiediamo ad Allāh, per noi e per voi, la salute)133. Riportato da Muslim dal detto narrato da Sulayman ibn Buraydah, riportato da suo padre.
Riporta at-Thirmidhī [dal detto narrato] da Ibn ʿAbbās, che Allāh si compiaccia di lui e del padre, che disse: «Il Profeta ﷺ passò presso le tombe di Medina, si volse ad esse e disse:
«السَّلَامُ عَلَيْكُمْ يَا أَهْلَ القُبُورِ، يَغْفِرُ اللهُ لَنَا وَلَكُمْ، أَنْتُمْ سَلَفُنَا وَنَحْنُ بِالأَثَرِ».
«As-salāmu ʿalaykum yā ahla al-qubūri, yaghfiru Allāhu lanā wa-lakum, antum salafunā wa-naḥnu bi-al-athari»
(Pace su di voi, abitanti delle tombe. Che Allāh perdoni noi e voi. Voi siete i nostri predecessori, e noi siamo sulle vostre orme)134.
Da questi detti profetici si apprende che la visita prescritta alle tombe ha lo scopo di ricordare l'Aldilà, essere benevolenti verso i defunti, invocare per loro e chiedere la misericordia su di loro.
Quanto a visitarli con l’intenzione di invocare presso le tombe o di soffermarsi presso di esse, o chiedere loro di esaudire le proprie richieste o di guarire i malati, o fare richieste ad Allāh tramite la loro intercessione o il loro prestigio, e cose simili, in questo caso si tratta di una visita che rappresenta un'innovazione religiosa disapprovata, che né Allāh né il Suo Messaggero hanno legiferato, né è stata praticata dai pii predecessori, che Allāh sia soddisfatto di loro. Anzi, rientra tra le pratiche illecite che il Messaggero ﷺ proibì, poiché disse:
«زُورُوا القُبُورَ، وَلَا تَقُولُوا هُجْرًا».
«Visitate le tombe, e non dite parole sconvenienti»135.
Queste pratiche menzionate hanno in comune l'essere un'eresia, ma si distinguono per gradi: alcune di esse sono un'innovazione religiosa ma non idolatria, come l'invocare Allāh presso le tombe, o il fare richieste a Lui in virtù del diritto del defunto, del suo prestigio e simili; altre, invece, rientrano nell'idolatria maggiore, come l'invocare i defunti e il chiedere loro aiuto, e simili.
Ad ogni modo, ciò è stato spiegato dettagliatamente in precedenza; dunque, presta attenzione e sii cauto, e chiedi al tuo Signore il successo e la guida alla Verità, poiché Egli, gloria a Lui, è Colui che concede il successo e la Guida: non vi è altra divinità all'infuori di Lui, né altro Signore che Lui.
Questa è l'ultima questione che abbiamo voluto trattare, la lode appartiene ad Allāh, in principio e alla fine. Che Allāh conceda la preghiera in favore del Suo servo e Messaggero, il migliore del Suo creato, Muḥammad, al suo Casato e ai suoi Compagni, e a coloro che li hanno seguiti con virtù fino al "Giorno della Religione".
***
Index
Introduzione dell'autore 2
Paragrafo: 5
Le prove relative all'obbligo del Pellegrinaggio e della ʿUmrah e all'adoperarsi per il loro adempimento 5
Paragrafo: 9
L'obbligo del pentimento dai peccati e della restituzione dei diritti violati 9
Paragrafo 16
Ciò che il pellegrino deve eseguire al suo arrivo al mīqāt. 16
Paragrafo 23
I vari mīqāt territoriali e la loro determinazione 23
Paragrafo 29
Il verdetto su chi giunge al miqāt al di fuori dei mesi del Pellegrinaggio 29
Paragrafo 33
Il verdetto giuridico sul Pellegrinaggio del minore, e la sua validità come adempimento al Pellegrinaggio obbligatorio 33
Paragrafo 36
Le proibizioni durante lo stato di iḥrām e le azioni permesse a colui che è in stato di iḥrām 36
Paragrafo 44
Ciò che il pellegrino compie all'arrivo a Mecca e la spiegazione di ciò che esegue dopo l'ingresso nella moschea al-Ḥaram, ovvero il ṭawāf e la descrizione della sua modalità. 44
Paragrafo 55
La sentenza giuridica sull'assunzione dell'iḥrām per il Pellegrinaggio l'ottavo giorno di Dhū al-Ḥijjah e sul recarsi a Minā 55
Paragrafo 82
Spiegazione di ciò che è preferibile per gli atti del pellegrino nel giorno della Ricorrenza del Sacrificio. 82
Paragrafo 89
L'obbligo dell'immolazione per il pellegrino in modalità tamattuʿ e per quello in modalità qirān 89
Paragrafo 92
L'obbligo di esortare al bene i pellegrini e gli altri 92
Paragrafo 102
La commendabilità di abbondare gli atti di obbedienza 102
Paragrafo 104
Le norme e l'etichetta della Visita (Zyiārah) 104
Avvertenza 120
Il verdetto giuridico sulla visita alla tomba del Profeta ﷺ 120
Paragrafo 124
La commendevolezza della visita alla Moschea di Qubāʾ e al-Baqīʿ 124
***
it396v3.1 - 28/04/2026
Riportato da al-Ṭabarānī in al-Awsaṭ (n. 7469).
Narrato da al-Bukhārī (n. 8) e Muslim (n. 16).
Ovvero: sia in abbondanza di averi.
Attribuito in "Jāmiʿ al-Aḥādīth" (n. 31221) al "Sunan" di Saʿīd ibn Manṣūr, ma non era presente nell'edizione disponibile.
Narrato da at-Tirmidhī (n. 812).
Narrato da Abū Dāwūd (n. 1732).
Riportato da Muslim (n. 1337).
Riportato da Ibn Khuzayma (n. 1).
Riportato da al-Bukhārī (n. 1520).
Riportato da an-Nasāʾī (n. 2620).
Narrato da al-Bukhārī (n. 1773) e Muslim (n. 1349).
Riportato da al-Bukhārī (n. 2449).
Narrato da Muslim (n. 1015).
Riportato da aṭ-Ṭabarānī in al-Kabīr (n. 2989).
Narrato da al-Bukhārī (n. 1427) e Muslim (n. 1035).
Narrato da al-Bukhārī (n. 1474) e Muslim (n. 4040).
Riportato da Muslim (n. 2985).
Riportato da Muslim (n. 1342).
Narrato da al-Bukhārī (n. 1539) e Muslim (n. 1189).
Narrato da Muslim (n. 1218).
Riportato da al-Bukhārī (n. 5891) e Muslim (n. 257).
Riportato da Muslim (n. 258).
Riportato da an-Nasāʾī (n. 14).
Narrato da al-Bukhārī (n. 2892) e Muslim (n. 259).
Riportato da Muslim (n. 260).
Narrato da Muslim (n. 1177).
Narrato da al-Bukhārī (n. 1) e Muslim (n. 1907).
Riportato da Muslim (n. 867).
Narrato da al-Bukhārī (n. 2697) e Muslim (n. 1718).
Narrato da al-Bukhārī (n. 2550) e Muslim (n. 1718).
Narrato da al-Bukhārī (n. 1524) e Muslim (n. 1181).
Riportato da Muslim (n. 1297).
Fonte citata in precedenza.
Ossia la formulazione della talbiyah dal luogo dell'iḥrām.
Questo è una parte del detto precedente.
Fonte citata in precedenza.
Narrato da al-Bukhārī (n. 1549) e Muslim (n. 1184).
Narrato da al-Bukhārī (n. 5089) e Muslim (n. 1207).
Riportato da Muslim (n. 1336).
Riportato da al-Bukhārī (n. 1858).
Riportato da Ibn Abī Shaybah (v. 4/444).
Riportato da at-Tirmidhī (n. 2518).
Narrato da al-Bukhārī (n. 1841) e Muslim (n. 1179).
Riportato da al-Bukhārī (n. 1838).
Narrato da Abū Dāwūd (n. 1833).
Riportato da al-Bukhārī (n. 1521) e Muslim (n. 1350).
Narrato da al-Bukhārī (n. 1521) e Muslim (n. 1350).
Riportato da Muslim (n. 1409).
Narrato da al-Bukhārī (n. 1834) e Muslim (n. 1353).
Fonte citata in precedenza.
Riportato da al-Bukhārī (n. 1568).
Riportato da al-Bukhārī (n. 305) e Muslim (n. 1211).
Riportato da at-Thirmidhī (n. 3585).
Narrato da Muslim (n. 2137).
Riportato da Muslim (n. 594).
Narrato da Muslim (n. 2720), da Abū Hurayrah.
Riportato da al-Bukhārī, da AbūHurayrah (n. 6347).
Narrato con questa formulazione da Abū Dāwūd, da Abū Umāmah Al-Anṣārī, escluso il detto (wa-min al-maʾthami wa-al-maghrami), (n. 1554).
Riportato da Abū Dāwūd (n. 1554), da Anas, che Allāh si compiaccia di lui.
Riportato da Abū Dāwūd, da Ibn ʿUmar, che Allāh si compiaccia di lui, (n. 5074).
Parte di un detto riportato da Muslim e narrato da Abū Musa al-Ashʿari, Allāh si compiaccia di lui (n. 2719).
Riportato da at-Tirmidhī, secondo Shaddād ibn Aws, Allāh sia soddisfatto di lui (n. 3407).
Riportato da Aḥmad (6/301) dalla narrazione da Umm Salamah, Allāh si compiaccia di lei.
Riportato da Muslim dal detto profetico narrato da Abū Hurayrah, che Allāh si compiaccia di lui (n. 2713).
Riportato da Muslim, dal detto di Zayd ibn Arqam, Allāh si compiaccia di lui, (n. 2722).
Riportato da Muslim dal detto narrato da Ibn ʿAbbās, che Allāh si compiaccia di lui e del padre (n. 2717).
Questa è una parte del detto narrato da Zayd ibn Arqam, che Allāh si compiaccia di lui, riportato in precedenza (n. 2722).
Riportato da at-Tirmidhī, tramite Ziyād ibn ʿIlāqah da suo zio (n. 3591).
Riportato da at-Tirmidhī dal detto narrato da ʿImrān ibn Ḥuṣayn, Allāh si compiaccia di lui (n. 3483).
Riportato da at-Tirmidhī (n. 3563) da un detto narrato daʿAlī.
Riportato da Muslim (n. 2721), dal detto trasmesso da Abdul-Lāh ibnu Masʿūd, che Allāh si compiaccia di lui.
Riportato da Muslim, dal detto narrato da ʿAlī, che Allāh si compiaccia di lui (n. 2725).
Riportato da Ibn Mājah (n. 3846) dalla narrazione da ʿĀʾishah, Allāh si compiaccia di lei.
Narrato da al-Bukhārī (n. 1154).
Riportato da al-Bukhārī (n. 3370), il detto narrato da Kaʿb ibn ʿUjrah.
Riportato da Muslim (n. 1348) dal detto narrato da ʿĀʾishah, Allāh si compiaccia di lei.
fonte citata in precedenza.
Narrato da Muslim dal detto narrato da Jābir (n. 1218).
Narrato da al-Bukhārī (n. 1539) e Muslim (n. 1189).
Riportato da al-Bukhārī (n. 1556) e Muslim (n. 1211).
Riportato da al-Bukhārī (n. 1572).
Narrato da Muslim (n. 1215).
Riportato da al-Bukhārī (n. 83) e Muslim (n. 1306).
Riportato da Abū Dāwūd (n. 2015).
Riportato da Ibnu Mājah dalla narrazione di Jābir ibnu ʿAbdillāh, che Allāh si compiaccia di lui (n. 3062).
Riportato da Muslim (n. 2473).
Qui si intende: Abū Dāwūd al-Ṭayālisī. Egli lo ha riportato nello stesso detto della vicenda in cui Abū Dharr diventò musulmano, Allāh si compiaccia di lui. Si veda il Musnad di Abū Dāwūd al-Ṭayālisī, numero (459).
Riportato da at-Tirmidhī (n. 927).
Riportato da al-Bukhārī dal detto narrato da Anas (n. 69).
Riportato da al-Bukhārī (n. 1998).
Narrato da al-Bukhārī (n. 2420) e Muslim (n. 651).
Riportato da Muslim, da Abū Hurayrah, che Allāh si compiaccia di lui (n. 653).
Narrato da Abū Dāwūd, da ʿAbdullāh ibn Umm Maktūm (n. 552).
Riportato da Muslim (n. 654).
Riportato da Abū Dāwūd (n. 551), narrato da Ibn ʿAbbās, che Allāh si compiaccia di entrambi.
Narrato da al-Bukhārī dal detto narrato da Abū Hurayrah (n. 1521) e Muslim (n. 1350).
Narrato da Abū Dāwūd (n. 3251).
Narrato da Abū Dāwūd (n. 3253).
Narrato da al-Bukhārī da ʿAbd Allāh (n. 2679), e Muslim (n. 1646).
Riportato da Aḥmad (5/428).
Riportato da Abū Dāwūd (n. 4980).
Riportato da Ibnu Majah (n. 2117).
Narrato da Muslim (n. 1893).
Narrato da al-Bukhārī (n. 3009) e Muslim (n. 2406).
Narrato da al-Bukhārī (n. 1755) e Muslim (n. 1328).
Fonte citata in precedenza.
Riportato da Muslim (n. 867), dalla narrazione di Jābir ibnu ʿAbd Allāh, che Allāh si compiaccia di lui.
Narrato da al-Bukhārī (n. 1190) e Muslim (n. 1394).
Riportato da Muslim (n. 1395).
Riportato da Aḥmad (4/5).
Riportato da Ibnu Majah (n. 1406).
Riportato da al-Bukhārī (n. 1195) e Muslim (n. 1390).
Narrato da Abū Dāwūd (n. 2041).
Riportato da Abū Dāwūd (n. 3236).
fonte citata in precedenza.
Riportato da Muslim, riferito da Abū Saʿīd Al-Khudrī, che Allāh si compiaccia di lui (n. 438).
Riportato da al-Bukhārī (n. 615) e Muslim (n. 437).
Riportato da Muslim, riferito da Jābir ibnu Samurah (n. 430).
Narrato da Abū Dāwūd (n. 679) e le sue parole nella sua versione] sono: "E alcuni tra la gente non cesseranno di arretrare dalla prima fila finché Allāh non li farà arretrare nel Fuoco".
Narrato da Muslim da Abū Hurayrah, Allāh si compiaccia di lui (n. 1631).
Riportato da Abū Dāwūd (n. 2041).
Riportato da Abū Dāwūd, dal detto profetico narrato da al-ʿIrbāḍ ibn Sāriyah (n. 4607).
Fonte citata in precedenza.
Fonte citata in precedenza.
Narrazione di Zayn al-ʿĀbidīn, che lo Shaykh ha attribuito ad al-Ḥāfiẓ al-Maqdisī, riportata da quest'ultimo senza la vicenda, e da Aḥmad in "al-Musnad" (2/367).
"Ighāthat al-Lahfān fī Maṣāyid al-Shayṭān" (1/363).
Narrato da al-Bukhārī (n. 1189) e Muslim (n. 1397).
Fonte citata in precedenza.
Narrato da al-Bukhārī (n. 1193) e Muslim (n. 1399).
Riportato da Ibnu Mājah (n. 1412).
Riportato da Muslim (n. 976).
Riportato da Muslim (n. 975).
Riportato da at-Tirmidhī (n. 1035).
Narrato da Muslim, da Ibn Buraydah, da suo padre (n. 977).
Riportato da Muslim (n. 55).